Il Palio empolese

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Quando a Empoli (e non solo a Siena) si correva il palio

J. Callot, Veduta delle chiese sul Prato colla corsa de Barberi, incisione XVII sec, in G. Trotta, Il Prato d’Ognissanti a Firenze: genesi e trasformazione di uno spazio urbano, Firenze 1988

Ai giorni nostri, la “città del palio” per antonomasia è indubitabilmente Siena, poiché è l’unico luogo dove l’antica corsa dei cavalli venga ancora effettuata nelle modalità tradizionali. Nei secoli passati tuttavia si correvano palii in tutte le città toscane, sia piccole che grandi. Si definiva “palio” qualsiasi corsa di cavalli, anzi qualsiasi gara che avesse in palio (per l’appunto!) un trofeo consistente in un drappo di stoffa pregiata (dal latino pallium = velo). Per questo motivi esistevano il palio dei navicelli, quello dei cocchi e quello degli asini, ma nella maggior parte dei casi si facevano correre dei cavalli, anzi dei “barberi” (corruzione di berberi, con riferimento ad una particolare razza di cavalli). Esistevano due tipi di palio, inteso nel senso più ristretto di corsa di cavalli: il palio “alla lunga”, con percorso rettilineo, e quello “alla Tonda”, con percorso circolare lungo il perimetro di una piazza o di uno slargo fuori dal centro cittadino. Il palio empolese fu per tutto il ‘700, secolo per il quale è costantemente documentato, quasi sempre “alla lunga” e disputato costantemente lungo lo stesso percorso di Km. 1,300, compresi fra il punto di partenza, il ponte sul rio dei Cappuccini ed il traguardo fissato al magazzino del sale (all’angolo fra le odierne via Chiara e via Ridolfi). Leggi tutto

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Empoli e le feste del passato (remoto)

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Continuiamo il nostro viaggio alla ri-scoperta delle feste a Empoli

Apparato esterno della Collegiata per la festa del Corpus Domini, inizio XX sec., in Porciatti – Ristori – Rovini, Immagini di Empoli 1895 – 1945, Empoli, 1984

Innumerevoli erano le feste nel Medioevo e nella prima età moderna, a Empoli, come altrove. L’occasione era data per lo più da una ricorrenza religiosa ma alcune di esse, oltre alla celebrazione di messe solenni e processioni, erano accompagnate da manifestazioni squisitamente laiche, con lo scopo di richiamare a Empoli visitatori anche dai paesi vicini e di favorire così lo sviluppo di commerci, come osterie, locande, botteghe di generi alimentari.

A Empoli la festa più antica fu quella del santo patrono, sant’Andrea, titolare della chiesa principale Leggi tutto

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Orti e palloni

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Torniamo a rileggere il nostro passato attraverso le vicende del pallone

Il tratto sud-orientale delle mura di Empoli, poi occupato dall’Ospedale di Empoli (1° metà XVIII secolo)

Abbiamo dedicato l’ultimo numero della nostra rivista ai giochi e alle feste pubbliche che si tenevano ad Empoli nel passato. Le pagine pubblicate condensano le tante informazioni reperite nel corso delle ricerche archivistiche, che spesso permettono di riportare alla luce in maniera del tutto fortuita episodi a volte poco rilevanti per la ‘grande storia’ ma molto utili a dare il senso della vita quotidiana del passato.

Scoprirli in questi giorni così particolari per la nostra comunità può essere di aiuto a superare il disagio della permanenza a casa offrendoci l’opportunità di riappropriarci un po’ del passato del nostro territorio. Leggi tutto

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I venerdì dell’Archivio – Dal gioco del pallone all’Empoli football club

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Nuovo appuntamento con “I venerdì dell’Archivio” presso il Museo del Vetro di Empoli – Venerdì 31 gennaio

con Elisa Boldrini e Paolo Santini

Lo spettacolo sportivo, ed in particolare quello offerto dal gioco del calcio, ha assunto nell’epoca attuale una grandissima diffusione, spesso tale da scandire il calendario degli impegni del nostro tempo libero. La città di Empoli può vantare una lunga e importante tradizione con la presenza di una delle prime società calcistiche di livello professionistico in Italia e un’attiva e numerosa rappresentanza dilettantistica, oramai non più limitata al solo gioco del calcio ma anche ad altri giochi dove la palla, nelle sue varie forme, è protagonista. Leggi tutto

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Presentazione del numero 8/9 di “Quaderni d’Archivio”

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29 novembre 2019, ore 17,30, Museo del Vetro

L’ultimo numero della rivista degli Amici dell’Archivio storico di Empoli “Quaderni d’archivio” è dedicato ai giochi, alle feste e agli spettacoli che si svolgevano a Empoli nei secoli passati. È un volume molto corposo (si tratta in effetti di un numero doppio) che presenta saggi e contributi frutto di ricerche presso archivi locali e non solo.

Non solo volo del ciuco è il titolo della parte monografica della rivista e si propone di ricostruire  il panorama delle feste più importanti: da quelle devozionali alle feste “civili”, dal volo del ciuco al gioco del pallone e ai fuochi d’artificio. La seconda parte dei “Quaderni” presenta una interessante rassegna di studi recenti basati su fonti d’archivio. Il tutto accompagnato da un ricco apparato iconografico. Leggi tutto

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I venerdì dell’Archivio. I nuovi appuntamenti

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Lo scorso 25 settembre è ripreso il ciclo mensile di incontri, i Venerdì in Archivio, iniziati nel 2007 dopo il trasferimento dell’Archivio Storico Comunale dal Palazzo Ghibellino in piazza Farinata degli Uberti nell’attuale sede di via Torricelli.

Nel corso degli oltre 10 anni di Venerdì in archivio i temi trattati sono stati i più vari: oltre a conferenze e tavole rotonde, ci sono state visite guidate, proiezioni di film, interviste e l’elenco allegato ne dà conto in dettaglio.

2007

Settembre Leggi tutto

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Pubblicazione e presentazione degli Statuti di Monterappoli del 1393

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L’Associazione Amici dell’Archivio Storico, in collaborazione con l’Amministrazione comunale di Empoli, ha promosso la pubblicazione degli statuti di Monterappoli, volume che chiude idealmente una trilogia cominciata in anni ormai lontani con la pubblicazione degli statuti di Empoli e proseguita nel 2014 con quelli di Pontorme.

Gli statuti di Monterappoli erano stati pubblicati una prima volta nel 1919-21 a puntate su tre numeri della «Miscellanea storica della Valdelsa», a cura del canonico Angelo Latini. Tale pubblicazione, pur meritoria, presentava tuttavia molti inconvenienti: data errata 1395 invece che 1393, errori di trascrizione, ma soprattutto la mancanza di un commento e di un’adeguata introduzione, capace di restituirci il contesto storico, geografico e sociale in cui tali statuti furono concepiti. A tali difetti supplisce ampiamente la presente edizione: non solo per la competenza delle persone che hanno portato a termine il lavoro, ma sopratutto per il fatto che la trascrizione degli statuti ha fornito l’occasione per tracciare un affresco storico a tutto tondo della piccola comunità di Monterappoli nei secoli del Medioevo e della prima Età Moderna. Leggi tutto

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Empoli 2019: nuovo appuntamento in calendario per sabato 19 gennaio al Muve.

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programma-empoli-2019

Riprende sabato 19 gennaio il ciclo di conferenze organizzate dall’Amministrazione Comunale per documentare e approfondire la conoscenza della storia empolese nel corso dei nove secoli che ci separano dall’incastellamento del 1119.

La piazza della Collegiata di Empoli e la sua chiesa tra XVIII e XIV secolo. Questo il tema dell’intervento della prof.ssa Emanuela Ferretti, docente di Storia dell’Architettura all’Università di Firenze e con un curriculum di eccellenza negli studi di architettura. Rircordiamo che La Ferretti ha collaborato per tanti anni con l’archivio storico comunale dando un importante contributo in ricerche e pubblicazioni.

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La vera storia di Piazza Gramsci*

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ASCE, Archivio fotografico empolese, VI/459, Piazza Gramsci, anni '30 del XX secolo
ASCE, Archivio fotografico empolese, VI/459, Piazza Gramsci, anni ’30 del XX secolo

Con il completamento dei lavori di costruzione dei nuovi quartieri limitrofi al centro cittadino – Bisarnella, via lungo la ferrovia, Cascine e case popolari di San Rocco – nei primi mesi del 1931 si rese necessario provvedere alla denominazione delle nuove strade attenendosi alle indicazioni fornite dalla legge sulla toponomastica del 1927. Al vicepodestà Emilio Comparini e al professor Vittorio Fabiani fu affidato il compito di individuare quei personaggi ‘benemeritati dalla nazione’ legati alle vicende della comunità empolese cui intitolare le strade di nuova costruzione in modo da «perpetuare la memoria di cose e persone della città, meritevoli di essere tramandate ai posteri, per modo che ogni Terra abbia, anche in questo particolare dell’odonomastica, una sua speciale fisionomia ed offra il destro di rievocare pagine non ingloriose del proprio passato, sia prossimo che lontano»[1].

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Palazzi del potere a Empoli tra medioevo ed età moderna

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carta_empoli2Questo è il tema del settimo numero della rivista «Quaderni d’archivio. Rivista dell’Associazione degli Amici dell’Archivio storico di Empoli», presentato recentemente presso il Museo del vetro di Empoli dal prof. Giovanni Cipriani.

Il volume è in distribuzione presso l’Archivio Storico Comunale (Via Torricelli 58A), può essere ritirato gratuitamente dai soci o da quanti sono interessati con un piccolo contributo all’Associazione.

L’immagine che è stata scelta per la copertina del volume, finora sconosciuta, è assai significativa e rappresenta la porzione sud orientale del castello di Empoli, prima che vi fosse realizzato l’ospedale*.

Si tratta del progetto di massima per la costruzione di una nuova sede per il Monte di Pietà** di Empoli, nella zona di porta Giudea (attuale piazza del Popolo). Lo stabile prescelto era un “casamento” di proprietà del capitano Pier Francesco Bonsignori, disposto su tre piani, a ridosso della cinta muraria, di cui inglobava anche uno dei “torrioni”, la trecentesca torre dei Righi.

Il progetto, risalente al 1660, non fu poi realizzato; l’autore della relazione che accompagna il disegno pubblicato è Lorenzo Neri, medico empolese e padre del più famoso Ippolito, anch’egli medico, letterato e autore del celebre poema La presa di Saminiato. Lorenzo Neri fu professore di logica e medicina nelle università di Pisa e Padova e morì nel 1677.

 

La parte monografica della rivista è composta da questi saggi:

Marco Frati, Castrum e palatium: i palazzi comitali a Empoli fra XII e XIV secolo

Giuseppina Carla Romby, Il Palazzo Pretorio di Empoli. Progetti, lavori, restauri, secc. XVI-XIX

Walfredo Siemoni, Appunti sul cosiddetto Palazzo Ghibellino in età moderna

Vanna Arrighi, Stefania Terreni, Il Monte Pio di Empoli e il Palazzo comunale

 

* L’ospedale fu costruito tra il 1746 e il 1749 con i lasciti della Pia Eredità Del Papa

** Il Monte di Pietà, poi Monte Pio fu istituito nel 1570 per iniziativa di Cosimo I e divenne operativo nel gennaio dell’anno successivo, con la finalità di concedere piccole somme in prestito a chi si trovava in difficoltà e aveva qualche oggetto di valore da dare in pegno, dopo che gli ebrei che tenevano a Empoli un proprio banco di prestito furono obbligati a trasferirsi nei ghetti di Firenze e di Siena.

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