13 febbraio 1945: La partenza dei volontari raccontata da alcuni dei protagonisti

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Daniele Lovito

Il 2 settembre 1944 Empoli venne finalmente liberata dall’occupazione nazifascista dopo essere rimasta per più di un mese sulla linea del fronte e per più di vent’anni, a partire dai tragici fatti del 1° marzo 1921, sotto la coltre repressiva, coercitiva e liberticida del fascismo.

La guerra totale non aveva risparmiato alla città e ai suoi abitanti nessuna delle sue tragiche conseguenze e questo fu lo scenario agghiacciante che si presentò ai membri del CLN locale e all’amministrazione provvisoria, insediatasi circa un mese prima nella frazione di Monterappoli, camminando tra le macerie d’una città colpita, ferita, semidistrutta. Leggi tutto

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76° anniversario della partenza dei volontari per la guerra di liberazione

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13 febbraio 1945 – 13 febbraio 2021

I Volontari della Libertà empolesi durante il raduno per il 45esimo anniversario della partenza, nel 1990

Ho condiviso con il giovane storico Daniele Lovito i ricordi di alcuni “volontari della libertà” partiti da Empoli il 13 febbraio 1945, perché a sua volta li utilizzasse inseriti in un più ampio contesto storico.

Ne ho conosciuti molti, per motivi di lavoro, in occasione dei loro raduni regionali e dei loro incontri annuali. La prima volta nel febbraio 1995, erano ancora in molti, e poi ogni cinque anni, con numeri sempre più defilati.

Ricordo con affetto e anche con ammirazione quelli di loro che hanno ricoperto la carica di Presidente dell’ANPI di Empoli: Aldo Giuntoli, Mauro Salvadori, Gianfranco Carboncini, ma mi vengono alla mente anche gli altri, ognuno con la propria individualità, ma tutti ancora legati a quella esperienza fondativa. Leggi tutto

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Borgo a Buggiano (Pt) - Villa Bellavista, antica dimora di campagna della famiglia Feroni marchesi dell'omonima località

Documenti di antiche famiglie empolesi in un archivio privato di Milano

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Nella  dispersione pressoché completa cui sono andate incontro le fonti documentarie relative alle antiche famiglie empolesi, mi è sembrato importante segnalare la presenza di alcune di esse in un archivio privato milanese, quello dei Cerrina Feroni.  L’inventario di questo fondo archivistico, pubblicato a stampa nel 2009, è stato di recente reso disponibile on line sul sito della Soprintendenza Archivistica e bibliografica per la Toscana. Si tratta di un archivio abbastanza conosciuto da quegli studiosi  che nel corso delle loro indagini storiche si sono  imbattuti nella figura di Francesco Feroni (1614-1696), protagonista di una prodigiosa ascesa sociale ed economica, che lo portò, dal modesto mestiere di tintore, a diventare commerciante di livello internazionale e ad essere insignito nel 1681 del titolo di marchese di Bellavista. All’estinzione della famiglia nel 1865 il patrimonio e l’archivio dei Feroni passarono ai milanesi Cerrina che nel 1902 ottennero di aggiungere al proprio  il cognome Feroni. Leggi tutto

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Il primo stadio di Empoli lungo le mura dell’antico castello

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il gioco del pallone – 2° parte

P. Maestrelli, Pianta geometrica del gioco del pallone, ASCE, Preunitario, Comunità, 290, c. 284, 1851.

Il gioco del pallone e – si badi bene – non il gioco del calcio, come abbiamo avuto modo di precisare in un precedente post, ebbe larga diffusione in tutto il Granducato di Toscana. E sembra che godesse di grande popolarità anche nella neonata comunità di Empoli dove alla fine del Settecento il gioco sembrava creare diversi problemi alle piante degli orti ricavati nel pomerio delle mura orientali, spesso danneggiate dalle frotte di ragazzi che vi entravano per recuperare le palle. Insomma giocare a pallone non era affatto semplice e nel corso degli anni si fa pressante da parte della popolazione empolese la richiesta alle autorità comunitative di uno spazio dove poter svolgere questa attività in tutta tranquillità, senza danni e molestie per alcuno. Leggi tutto

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Pandemie del passato: la peste ad Empoli del 1522-1530

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Bando dell’Ill.mo Duca di Firenze et Siena […] sopra le terre […] infette dalla peste, Firenze, Giunti, 1564, Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale

Le vicende di questi giorni, con il loro carico di ansia ed il senso di incredulità ed impotenza, fanno riandare con il pensiero alle epidemie del passato, quando non si conosceva l’esistenza di virus e batteri, poiché non c’erano strumenti per poterli osservare, ma la preoccupazione nel sentirsi esposti ad un nemico invisibile ed il dolore per la perdita di parenti ed amici erano del tutto simili ai nostri.

Fra le epidemie del passato una delle meno conosciute fu la peste del 1522-1530: fu una vera e propria pandemia, in quanto, non solo il contagio si diffuse in vari paesi d’Europa, ma dopo la prima comparsa nel 1522, tornò a colpire ciclicamente negli anni successivi, fino almeno al 1530. Mentre a Roma e a Milano c’erano stati dei morti fino dall’estate 1522, a Empoli il “morbo”, come veniva chiamato per antonomasia, si manifestò per la prima volta nell’aprile 1523. Leggi tutto

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Quando a Empoli si giocava a pallone … ma non a calcio

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il gioco del pallone – 1° puntata

Il pallone, in Giochi, trattenimenti e feste annue che si costumano in Toscana e specialmente in Firenze, disegnati da Giuseppe Piattoli, Firenze 1790

Non c’è dubbio che uno degli sport più seguiti e praticati, e non solo a Empoli, sia il calcio, che ha raggiunto da tempo l’ambito ruolo di sport nazionale, ma non sempre il gioco del pallone ha coinciso con la pratica del football.

I giochi di palla erano estremamente diffusi nei secoli passati, praticati sia da bambini e ragazzi nelle campagne o nelle vie cittadine, creando tra l’altro non pochi problemi al ‘quieto vivere’, che da adulti. Un grande successo era riscosso dal cosiddetto gioco del pallon grosso o pallone col bracciale, gioco di antica origine che nel corso del XIX secolo ebbe un larghissimo seguito in molte regioni italiane, tra cui la Toscana, tanto da precedere il calcio all’inglese nel connotare la pratica sportiva a livello nazionale. Leggi tutto

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