Vanna Arrighi – Antonio di Giovanni da Empoli committente del fonte battesimale ora al Museo della Collegiata

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Bernardo Rossellino, Fonte battesimale, marmo, 1447, Empoli – Museo della Collegiata di S. Andrea (fonte: https://www.empolimusei.it/artwork/fonte-battesimale/)

In occasione di una visita al Museo della Collegiata di Empoli in occasione della mostra «Empoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento», organizzata dalla nostra Associazione, ho potuto ammirare ancora una volta il bellissimo fonte battesimale del 1447 ora conservato nello stesso museo ed attribuito alla scuola di Donatello da Odoardo H. Giglioli (Empoli artistica, Firenze, Lumachi, 1906) e più recentemente a Bernardo Rossellino (Antonio Paolucci, Il museo della collegiata di s. Andrea in Empoli, Firenze 1985). Volendomi rinfrescare la memoria sul committente, Antonio di Giovanni da Empoli, ho effettuato una breve ricerca su Internet ricavandone una sconfortante impressione di approssimazione e supponenza da parte dei redattori dei vari siti che per un motivo o per l’altro hanno citato il nostro personaggio. Leggi tutto

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Una tardiva risposta alla “Presa di Saminiato” di Ippolito Neri

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Vanna Arrighi

Francesco Maria Galli Angelini, Veduta della rocca federiciana di San Miniato, San Miniato, Palazzo Comunale, Sala del Consiglio Comunale, 1928 (immagine tratta da https://museisanminiato.it/museo-del-palazzo-comunale)

Com’è noto a tutti gli Empolesi, il poema di Ippolito Neri, La presa di Saminiato, prese spunto da un episodio secondario delle guerre viscontee della fine del ‘300: il tentativo di Benedetto Mangiadori, con un manipolo di accoliti, di far ribellare San Miniato alla dominazione fiorentina, defenestrando (nel vero senso della parola) il podestà, rappresentante in loco della città dominate. Il tentativo non riuscì, anche per il pronto intervento della banda di Empoli (un reparto delle milizie popolari allora esistenti nel territorio dominato da Firenze), al comando del capitano montrappolese Cantino Cantini. Leggi tutto

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La chiesa dei Cappuccini di Empoli. Restauri e ricostruzioni tra ‘800 e ‘900

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I restauri della chiesa 1903- 1906

Interno della chiesa di San Giovanni Battista, complesso dei Cappuccini, Empoli

Si devono alla vigorosa azione del padre guardiano del convento Angiolo Maria da Montevarchi gli importanti lavori di rinnovamento/riconfigurazione dello spazio ecclesiastico nelle forme e qualità pervenute fino all’oggi, nonché di aggiornamento degli ambienti conventuali.

Le condizioni della chiesa vengono descritte nelle memoriestilate dallo stesso religioso (Archivio della Provincia Toscana dei Cappuccini di Montughi, 853, Ricordi maggiori, 1903-06), che non mancava di sottolineare l’urgenza dell’intervento, perché la chiesa si presentava con “il tetto indecente, il Sancta Sanctorum ristretto, la niuna simmetria delle cappelle, il cattivo stato di tutto il locale”. A fronte di una previsione di spesa pari a £ 707 necessarie per il restauro del “tetto della chiesa, della sacrestia e cappelle e loro riquadrature” ed alla constatazione che comunque “il locale ne sarebbe rimasto tuttavia incomodo” prendeva corpo il progetto di “un più ampio lavoro e di una più larga e completa sistemazione della chiesa”, reso possibile anche dalla maggiore disponibilità economica (£ 5000) frutto di una “sommaria questua” fra i cittadini. Leggi tutto

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La chiesa dei Cappuccini di Empoli. Restauri e ricostruzioni tra ‘800 e ‘900

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La facciata della chiesa di San Giovanni Battista, parte del complesso conventuale dei frati Cappuccini di Empoli

L’acquisizione pubblica del complesso dei Cappuccini nel 1867 ha segnato una svolta sostanziale nelle sue funzioni e nella configurazione per cui la prevista destinazione a cimitero monumentale andava a sostituirsi alla secolare presenza dei frati ed alla loro opera di predicazione e assistenza della popolazione. E, mentre gli ambienti conventuali non furono direttamente coinvolti nella trasformazioni, lo spazio di pertinenza della chiesa conobbe una significativa riedizione con la costruzione delle due ali porticate, connesse al portico di facciata, che consentivano l’accesso alle nuove cappelle funerarie di famiglie cittadine[1]. Di fatto le ali porticate delimitavano lo spazio antistante la chiesa e divenivano elementi unificanti adatti a configurare la nuova area cimiteriale. I porticati sviluppati ortogonalmente al prospetto della chiesa, erano definiti da pilastri sormontati da arcate a pieno centro seguendo la formula utilizzata nel preesistente portico a cinque arcate che caratterizzava la facciata della chiesa; lineari lesene inquadrano le arcate e arrivano fino alla trabeazione che sopporta lo spiovente di copertura. Il paramento murario ad intonaco unifica tutti i portici da cui si accede alle cappelle funerarie ed ogni campata, coperta da volta a vela, diviene quasi pertinenza della corrispondente cappella di famiglia. Leggi tutto

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13 febbraio 1945: La partenza dei volontari raccontata da alcuni dei protagonisti

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Daniele Lovito

Il 2 settembre 1944 Empoli venne finalmente liberata dall’occupazione nazifascista dopo essere rimasta per più di un mese sulla linea del fronte e per più di vent’anni, a partire dai tragici fatti del 1° marzo 1921, sotto la coltre repressiva, coercitiva e liberticida del fascismo.

La guerra totale non aveva risparmiato alla città e ai suoi abitanti nessuna delle sue tragiche conseguenze e questo fu lo scenario agghiacciante che si presentò ai membri del CLN locale e all’amministrazione provvisoria, insediatasi circa un mese prima nella frazione di Monterappoli, camminando tra le macerie d’una città colpita, ferita, semidistrutta. Leggi tutto

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76° anniversario della partenza dei volontari per la guerra di liberazione

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13 febbraio 1945 – 13 febbraio 2021

I Volontari della Libertà empolesi durante il raduno per il 45esimo anniversario della partenza, nel 1990

Ho condiviso con il giovane storico Daniele Lovito i ricordi di alcuni “volontari della libertà” partiti da Empoli il 13 febbraio 1945, perché a sua volta li utilizzasse inseriti in un più ampio contesto storico.

Ne ho conosciuti molti, per motivi di lavoro, in occasione dei loro raduni regionali e dei loro incontri annuali. La prima volta nel febbraio 1995, erano ancora in molti, e poi ogni cinque anni, con numeri sempre più defilati.

Ricordo con affetto e anche con ammirazione quelli di loro che hanno ricoperto la carica di Presidente dell’ANPI di Empoli: Aldo Giuntoli, Mauro Salvadori, Gianfranco Carboncini, ma mi vengono alla mente anche gli altri, ognuno con la propria individualità, ma tutti ancora legati a quella esperienza fondativa. Leggi tutto

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Borgo a Buggiano (Pt) - Villa Bellavista, antica dimora di campagna della famiglia Feroni marchesi dell'omonima località

Documenti di antiche famiglie empolesi in un archivio privato di Milano

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Nella  dispersione pressoché completa cui sono andate incontro le fonti documentarie relative alle antiche famiglie empolesi, mi è sembrato importante segnalare la presenza di alcune di esse in un archivio privato milanese, quello dei Cerrina Feroni.  L’inventario di questo fondo archivistico, pubblicato a stampa nel 2009, è stato di recente reso disponibile on line sul sito della Soprintendenza Archivistica e bibliografica per la Toscana. Si tratta di un archivio abbastanza conosciuto da quegli studiosi  che nel corso delle loro indagini storiche si sono  imbattuti nella figura di Francesco Feroni (1614-1696), protagonista di una prodigiosa ascesa sociale ed economica, che lo portò, dal modesto mestiere di tintore, a diventare commerciante di livello internazionale e ad essere insignito nel 1681 del titolo di marchese di Bellavista. All’estinzione della famiglia nel 1865 il patrimonio e l’archivio dei Feroni passarono ai milanesi Cerrina che nel 1902 ottennero di aggiungere al proprio  il cognome Feroni. Leggi tutto

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