W. Siemoni – L’antico volto della piazza (2° parte)

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san nicola
San Nicola da Tolentino protegge Empoli, XVII sec. ca., monastero di S. Jacopo a Pontasserchio, pubblicata in R. Ragionieri, Le campane di Santo Stefano, 2012, p. 95.

L’altra testimonianza, con la quale vorrei interagire, è appunto il dipinto benedettino. In esso non compare la colonna, forse a causa delle due gigantesche protagoniste che incombono in primo piano: il monumento dovremmo immaginarlo alle nostre spalle e pertanto si offre una visione della piazza soltanto parziale, come sfondo del miracolo, uno sfondo che -contrariamente a quanto supposto – riterrei preciso ed attendibile nel descrivere i principali edifici che si affacciano sul lato orientale della stessa. Come è logico aspettarsi, in posizione preminente notiamo la facciata di sant’Andrea della cui analisi si è già occupato Alessandro Naldi; vorrei qui solo rimarcare come la presenza, anche in questo caso, di una facciata a salienti debba necessariamente porre fine al tormentone sull’aspetto primitivo dell’esterno di sant’Andrea e togliere ogni dubbio a riguardo. Leggi tutto

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W. Siemoni – L’antico volto di piazza Farinata (1° parte)

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pianta salzburg
Biblioteca dell’Università di Salisburgo, Dipartimento di collezioni speciali, segnatura H19, disegno a penna, XVI secolo

La lettura dell’articolo di Elisa Boldrini su piazza Farinata ed i molti nomi da essa assunti nell’arco dei secoli mi induce ad alcune riflessioni su questa parte della città, da sempre fulcro vitale ed a tutt‘oggi in gran parte da studiare e conoscere[1].

Ma che cosa realmente sappiamo su di essa?

Al di là di una certa ricchezza documentaria, anche iconografica, che ci conferma come la sua planimetria sia praticamente restata immutata negli ultimi cinquecento anni, assai poco conosciamo sul primitivo aspetto che la piazza doveva avere, dato che ciò che oggi vediamo è il risultato di interventi in gran parte ottocenteschi i quali ne hanno sensibilmente modificato l’aspetto originario. Leggi tutto

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Un’analisi del Valdarno a partire da una carta di Leonardo da Vinci al nuovo appuntamento del Venerdì in Archivio

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Microsoft Word - Invito settembre.docIl prossimo 25 settembre riprende l’edizione autunnale del Venerdì in archivio con una conversazione pubblica tenuta dall’archeologo Andrea Vanni Desideri su  Leonardo da Vinci come fonte per la storia del paesaggio medievale, Una carta del Valdarno nel Codice Windsor.

La rappresentazione del tratto inferiore del Valdarno che Leonardo stese intorno al 1503 per il progetto di un canale tra Firenze con il basso corso dell’Arno, oltre il suo primario valore documentario per la storia del pensiero leonardiano, si rivela anche come una inaspettata fonte per l’archeologia del paesaggio, in quanto vi è ancora sostanzialmente ben riconoscibile un quadro insediativo determinatosi in larga misura nelle fasi finali del Basso Medioevo prima delle sostanziali trasformazioni d’Età Moderna. Leggi tutto

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Le vie del ‘giro d’Empoli’: via Ridolfi, seconda parte

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Via Ridolfi
Il tratto settentrionale di via Ridolfi in una cartolina d’epoca

Prosegue il nostro viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta delle antiche denominazioni di via Ridolfi.

Via San Giuseppe corrispondeva al tratto centrale dell’attuale via Ridolfi, tra l’incrocio con via del Giglio e quello con via Giuseppe Del Papa. Il nome era dovuto alla presenza dell’antico oratorio di S. Giuseppe, nel corso del Sei-Settecento di patronato Bartoloni, poi Figlinesi, andato distrutto nei primi anni del ‘900 (al proposito si veda W. Siemoni, Il Santo Diacono di Francesco di Valdambrino, «Quaderni d’Archivio. Rivista dell’Associazione Amici dell’Archivio Storico», IV, n. 4, 2014, p. 114). La mappa catastale del 1820 annota via S. Giuseppe dalla Porta d’Arno fino all’incrocio con via Ferdinanda, ora G. Del Papa. L’elenco di strade del 1868 (ASCE, Misc. U.T. 41/5, «Elenco delle strade comunali […], 23 marzo 1868) registra via S. Giuseppe «dalla via Ferdinanda alla via del Giglio». Leggi tutto

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Le vie del ‘giro d’Empoli’: via Ridolfi, prima parte

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Via Ridolfi Lazzeri G. 30656
Via Ridolfi in una cartolina d’epoca

Parte dello storico ‘giro d’Empoli’, via Ridolfi rappresenta oggi una delle principali arterie commerciali del centro. La strada, che in origine permetteva di collegare la Porta d’Arno con la Porta Giudea dell’ultima cerchia muraria, ha avuto nel corso dei secoli molte denominazioni. Non solo: singoli tratti della via hanno avuto nel tempo intitolazioni distinte.

La via fu intitolata al marchese Cosimo Ridolfi (Firenze 1794-ivi 1865) ancora vivente con deliberazione del magistrato della comunità di Empoli dell’11 ottobre 1859 (ASCE, Preunitario, Comunità 251). Già gonfaloniere della comunità empolese dal 1840 al 1845, Ridolfi, al momento dell’intitolazione, era ministro dell’Istruzione Pubblica del Governo Toscano instauratosi dopo la caduta della famiglia degli Asburgo Lorena. Leggi tutto

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Le memorie del nostro concittadino Vinicio Bagni per ricordare l’8 settembre 1943 e tutti i militari catturati e spediti nei campi di internamento

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L’8 settembre 1943, data dell’annuncio dell’armistizio con gli Alleati e della fine dell’alleanza militare con la Germania, segna anche la dissoluzione dell’esercito italiano e la cattura di centinaia di migliaia di militari, a causa della mancanza di precise disposizioni da parte dei Comandi militari.
Vinicio Bagni era arruolato in marina e si trovava a Rodi sul Monte Vilka nella “Batteria Navale Dandolo”. Ha lasciato due scritti autobiografici: Tragedia e mistero in Egeo. L’affondamento della motonave Donizetti e Memorie (10 ottobre 1942-8 marzo 1946 sia all’archivio storico comunale che all’archivio diaristico nazionale di Pieve S. Stefano e sono consultabili liberamente. Nato nel 1923, Vinicio Bagni è scomparso lo scorso luglio e si è impegnato con continuità nella sezione empolese dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci.
Nel 2010 Bagni rilasciò anche una breve e significativa intervista a Gonews, in occasione delle iniziative per i 70 anni della partenza dei volontari: http://archivio.gonews.it/articolo_49185_Storia-giovani-partirono-Liberazione-video-racconto.html .

Pubblichiamo un brano tratto dalla prima opera, che copre i giorni dall’8 al 24 settembre 1943. Leggi tutto

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Poesia e rivoluzione a Empoli: Adam Mickiewicz e il 1848

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Adam Mickiewicz in un ritratto del 1888.
Adam Mickiewicz in un ritratto del 1888.

Chi conosce la targa posta sopra l’ingresso dell’Hotel Tazza d’Oro? Chi si è mai soffermato per un attimo a leggerla? Purtroppo poche persone, anche fra i cittadini empolesi che più frequentano il “giro”. Il fatto che non sia conosciuta dai più dipende dalla sua posizione: incassata tra uno dei balconi dell’edificio e l’insegna dell’albergo, la targa non è ben visibile né ben illuminata, soprattutto nelle ore serali. Tuttavia ci offre una eccezionale testimonianza di un evento importante della storia di Empoli: la sosta in città del poeta e rivoluzionario polacco Adam Mickiewicz. Vi si ricorda infatti come il poeta abbia soggiornato presso l’albergo (all’epoca chiamato Albergo del Sole) nel 1848. Nato nel 1798 a Zaosie, città compresa all’epoca all’interno del granducato di Lituania, Mickiewicz è stato uno scrittore prolifico ed è oggi uno dei poeti più importanti della letteratura polacca. È autore di numerose e importanti opere di stampo romantico, come la raccolta poetica “Ballate e romanze” del 1822 e il poemetto “Grazyna” del 1823. Il suo capolavoro tuttavia è il poema “Pan Tadeusz” (Signor Taddeo): scritta tra il 1832 e il 1834, l’opera è un affresco della nobiltà lituana alla vigilia della spedizione napoleonica in Russia del 1812, momento in cui la Polonia sognava il ritorno all’indipendenza dallo zar. Leggi tutto

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