Alle origini della fotografia. Studi fotografici a Empoli tra XIX e XX secolo. Parisio Cantini (1° parte)

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cantini via curtatone
Empoli. Via Curtatone e Montanara. Sul verso: “28235 Fot. P. Cantini – Empoli”. (coll. P. Lari), 9×14 cm, recto, non viaggiata

Nel nostro viaggio alla riscoperta degli studi fotografici empolesi dell’inizio del secolo scorso incontriamo oggi Parisio Cantini, che per longevità e capacità imprenditoriali può essere a ragione considerato il decano dei fotografi empolesi.

Alla fine degli anni ’60 il fotografo empolese Pietro Caponi ricordava che “il nome di Empoli è stato lungamente associato alla fotografia, proprio per la produzione che vi si faceva della carta per stampare dalla Ditta Parisio Cantini” (Petrognani Roberto, Empoli in cinquant’anni di fotografie, “Empoli”, IX, 1, 1968, pp. 24 – 26).

Parisio Cantini iniziò la sua attività di produttore di materiali per la fotografia intorno al 1896, in società con i fratelli Emilio e Fausto Cioni, apprendisti presso Raffaello Dringoli, tra i primi a Empoli a dedicarsi alla produzione di lastre e carte alla gelatina bromuro d’argento. Dopo oltre un decennio, durante il quale la ditta presentò saggi della sua produzione in alcune delle più importanti esposizioni dell’epoca dove ottenne anche discreti riconoscimenti, la società si sciolse con ogni probabilità nel 1907 (atto rogato Pini del 22 maggio 1907): da questa data, infatti, troviamo il solo Parisio Cantini citato tra i nuovi soci della Società Fotografica Italiana nell’elenco pubblicato nella dispensa del marzo 1907 del «Bullettino».

Subito dopo la fine del sodalizio con i fratelli Cioni, la ditta Cantini continua per un breve periodo ad occuparsi esclusivamente della produzione di carte fotografiche e della “vendita di articoli per fotografia forniti dalle miglior case nazionali ed estere” nel negozio posto in via Roma n. 9 e successivamente nei locali di sua proprietà in via Curtatone e Montanara.

Come abbiamo visto, dal 1907 l’attività del Cantini si intreccia con quella del fotografo fiorentino Francesco Benvenuti che apre un’“un’ampia terrazza fotografica” nello stabile Cantini di via Curtatone e Montanara. Il 1° dicembre 1909 lo studio Benvenuti chiude e il macchinario e le negative passano al Cantini. Pochi giorni dopo è inaugurato il nuovo studio fotografico Cantini così descritto con parole entusiastiche nelle pagine de «Il piccolo corriere del Valdarno e della Valdelsa» (12 dicembre 1909, n. 52, p. 3): “L’arte fotografica in Empoli
Ricordo che un giorno, desiderando perpetuare la mia effigie, domandai ad un amico:
– Ove potrò trovare uno, in Empoli, che mi faccia una bella fotografia?
L’amico mi guardò e rispose:
– Tu pretendi l’impossibile!
Io capii che lui parlava così per i connotati che non avrebbero fatto bello il ritratto, ma interpretando più alla lettera l’osservazione sua, riconobbi che egli aveva perfettamente ragione, tale ragione da giurare a me stesso di non posare affatto davanti ad alcun fotografo: perché – dicevo io – a me non li sanno fare!
Ma venne un atelier di lusso e l’artista lavorava bene: io avrei potuto esser riformato dal magico obbiettivo del nuovo fotografo.
Nulla di tutto ciò … perché qua i ritratti costavano troppo! E così ho durato fino ad oggi, senza concedere a tanti il benefizio di possedere la mia fotografia, per la semplice ragione che non volevo farmela.
Debbo confessare, ad onor del vero, che nessuno me l’ha chiesta mai e, se gliel’avessi data, non so con qual piacere l’avrebbe accettata. Ma l’altro giorno ho deciso di cambiare idea, e questo è dipeso dall’essermi casualmente trovato in quella parte di Empoli nuova, là dove case e villini sorgono come funghi. Ho veduto un negozio aperto, ho intraveduto l’apparenza di un salotto elegante che invitava ad entrare e … sono entrato.
Parisio Cantini, poiché ero entrato proprio nel suo negozio di articoli ed oggetti necessari alla fotografia, mi si è fatto incontro e, con una gentilezza squisita, mi ha dato il benvenuto, facendomi passare nel padiglione per la posa fotografica. Son rimasto come l’immagine di una positiva. Mi pareva di sognare! A Empoli si possiede finalmente uno stabilimento fotografico degno di una città, con provetti operatori, assunti espressamente a tale scopo da altri rinomati stabilimenti fotografici, colla differenza che, in città, gli stabilimenti del genere lavorano molto e guadagnano altrettanto; qui, da noi, l’arte fotografica non ha ancora assunto il vero carattere di un’industria che può rendere: e se pur opra ho dichiarato che lo stabilimento Cantini è degno di trovarsi in una città, non ho esagerato, ma devo aggiungere che tutto è merito del proprietario, molto disinteressato. Parisio Cantini, dedicandosi con amore di dilettante, che conosce però tutti i segreti dell’arte, all’esplicazione di questa nuova forma industriale, ha voluto adempiere, di fronte al pubblico che deve favorirlo, il compito propostosi. Visitando i suoi locali, ho dovuto riscontrare che nulla manca di elegante, comodo, ricercato e perfetto. E’ il profilo, la prospettiva personale vostra che desiderate veder riprodotta?
E’ un gruppo un gruppo di pose diverse, una figura in mises svariate, scene di famiglia, ambienti domestici, ingrandimenti al naturale, bambini in atteggiamento serafico alla maniera del Del Sarto, che volete?
Tutto quello potrete ottenere dall’obbiettivo nitido, dal padiglione ben messo, secondo le moderne esigenze dell’eleganza e dell’arte fotografica, che costituiscono i rari pregi dello stabilimento fotografico Cantini.
Di notte, di giorno, in qualunque ora, di qualunque stagione, si lavora, ché, in inverno, i caloriferi spandono un tepore estivo nell’ambiente. Il pubblico empolese non ha che da provare per convincersi di quanto dico, e credere. Il buon gusto, la finezza dell’esecuzione e il prezzo modico, anzi modicissimo, di qualsiasi lavoro, sono cose inconciliabili, a questi lumi di luna; pure Parisio Cantini è riuscito alla conciliazione ed ha arrecato al paese una nota di gentilezza che mancava.
Questo ho dovuto riconoscere, visitando lo stabilimento fotografico di via Curtatone e Montanara.(Tommy)”

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One thought on “Alle origini della fotografia. Studi fotografici a Empoli tra XIX e XX secolo. Parisio Cantini (1° parte)

  1. Ho trovato, recentemente, una penna d’oro risalente agli anni Venti, il cui astuccio reca la scritta “Parisio Cantini – Foto Materiale”. La penna era stata posseduta dal fotografo Girò di Paesana (Cuneo) e doveva essere il regalo previsto in cambio di un cospicuo acquisto di materiali fotografici, avvenuto, probabilmente, all’inizio dell’attività.
    Il che dimostra che il vostro Cantini espanse il raggio d’azione commerciale anche nelle regioni differenti dalla propria.
    Paesana si trova ai piedi del Monviso, a pochi chilometri da dove nasce il Po ed a una decina, in linea d’aria, dal confine francese.

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