La vera storia di Piazza Gramsci*

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ASCE, Archivio fotografico empolese, VI/459, Piazza Gramsci, anni '30 del XX secolo
ASCE, Archivio fotografico empolese, VI/459, Piazza Gramsci, anni ’30 del XX secolo

Con il completamento dei lavori di costruzione dei nuovi quartieri limitrofi al centro cittadino – Bisarnella, via lungo la ferrovia, Cascine e case popolari di San Rocco – nei primi mesi del 1931 si rese necessario provvedere alla denominazione delle nuove strade attenendosi alle indicazioni fornite dalla legge sulla toponomastica del 1927. Al vicepodestà Emilio Comparini e al professor Vittorio Fabiani fu affidato il compito di individuare quei personaggi ‘benemeritati dalla nazione’ legati alle vicende della comunità empolese cui intitolare le strade di nuova costruzione in modo da «perpetuare la memoria di cose e persone della città, meritevoli di essere tramandate ai posteri, per modo che ogni Terra abbia, anche in questo particolare dell’odonomastica, una sua speciale fisionomia ed offra il destro di rievocare pagine non ingloriose del proprio passato, sia prossimo che lontano»[1]. Leggi tutto

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Due Pontormesi del passato nel segno di una strada: il cardinale Laborante e Adolfo Scardigli

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pontorme
Pianta dell’imposizione dell’Orme in spalla destra, Angelo Maria Mascagni, 25 febbraio 1752 (copia fatta da Francesco Bombicci nel 1764), dettaglio – ASCE, Archivio ex Consorzi Idraulici Riuniti di Empoli. Riproduzione fotografica di Nilo Capretti e Vincenzo Mollica

Chi ha assistito al corteo storico medievale che ha percorso le strade di Pontorme in occasione dell’ultima edizione di “Pontorme in festa” avrà senz’altro notato la presenza tra i figuranti in costume d’epoca di un curioso personaggio in abito cardinalizio. Si trattava del Cardinale Laborante che il georgofilo Emanuele Repetti nel suo Dizionario geografico fisico storico della Toscana ricorda come uno degli «uomini illustri» nativi di Pontorme che «fiorì nel secolo XII, e di cui sebbene non si conosca il casato, si sa peraltro a confessione sua, ch’egli era nativo di Pontormo». Leggi tutto

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Il tributo ad un ingegnere di fine Ottocento: Via Guido Dainelli

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via Dainelli, anni '40
Lavori di bitumazione di via Dainelli, anni ’40 del XX secolo (ASCE, archivio fotografico)

Negli anni compresi tra la prima e la seconda guerra mondiale la città di Empoli è stata protagonista di una significativa espansione urbanistica con la costruzione di nuovi quartieri residenziali e industriali le cui vie richiedevano – necessariamente – di essere denominate.
Al fine di definire la toponomastica comunale in vista del VII censimento generale della popolazione, nei primi giorni del 1931 l’amministrazione comunale empolese invitò Vittorio Fabiani, allora preside della R. Scuola “Leonardo da Vinci”, e il vice podestà Cav. Emilio Comparini a proporre i nomi per una serie di strade di nuova costruzione. Il ritrovamento all’interno del carteggio comunale [ASCE, Postunitario, 3/415 (1932)] dell’interessantissimo fascicolo relativo alla definizione della nuova toponomastica stradale ci permette di ripercorrere il dibattito nato intorno alla scelta – non del tutto scontata – di alcuni nomi di cui daremo conto nei prossimi interventi del blog. Leggi tutto

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Due date topiche dell’Italia unita: via XX settembre e via XI Febbraio

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La neonata via XX settembre

Abbiamo visto nei precedenti post come nei primi anni del ‘900 l’amministrazione comunale empolese abbia proceduto all’ampliamento del paese in direzione di Firenze, attraverso la lottizzazione dei terreni, già Vannucci Zauli, compresi tra la linea ferroviaria e via Fiorentina.

In questo contesto prende forma l’asse stradale di via XX settembre che, ortogonalmente a via Tripoli, definisce il reticolo viario a maglie regolari che caratterizza lo sviluppo dei quartieri orientali della città.
Il nome della strada fu approvato dalla giunta comunale con la seduta del 16 giugno 1913 [ASCE, Postunitario, 3/283, 10.1.16 (1913)] attestando l’omaggio dell’amministrazione locale ad una delle date simbolo dell’Italia postunitaria, il 20 settembre 1870, giorno in cui l’esercito italiano era entrato a Roma attraverso la breccia di Porta Pia mettendo così fine al potere temporale del Papa e ricongiungendo, finalmente, la città al resto della nazione ormai quasi completamente riunita sotto la casa regnante dei Savoia. Leggi tutto

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Il tributo empolese all’impresa coloniale italiana: Via Tripoli

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Uno scorcio del tratto meridionale di via Tripoli, 2008 (ASCE)
Uno scorcio del tratto meridionale di via Tripoli, 2008 (ASCE)

Lo studio della toponomastica empolese offre continue occasioni per rileggere la storia non solo locale ma più spesso – come abbiamo già avuto modo di constatare – anche nazionale. La parallela consultazione delle carte d’archivio permette di cogliere il contesto in cui sono maturate le scelte in materia di odonomastica. Esemplare in questo senso anche il caso di via Tripoli.

Fin dal giugno 1909 l’amministrazione comunale di Empoli aveva progettato un piano edilizio di ampliamento della parte orientale del paese nella zona compresa tra la linea ferroviaria e la via provinciale fiorentina, sui terreni di proprietà dei fratelli Angiolo e Antonio Vannucci. Il progetto urbanistico prevedeva la creazione di un quartiere residenziale e industriale imperniato sul prolungamento, in direzione di Firenze, di via Giovanni da Empoli. La prima area ad essere interessata da questo nuovo piano di sviluppo fu quella compresa tra via Ricasoli, via Curtatone, via Giovanni da Empoli e la futura via Tripoli, dove – data la vicinanza con l’infrastruttura ferroviaria – si concentrerà l’attività industriale empolese, in particolar modo quella legata al vetro. Qui, infatti, avranno sede la Società Vetraria Empolese, poi Vitrum, recentemente demolita, la Vetreria Busoni, la Vetreria Nannelli, con la vicina ditta di vestizione, la Vetrerie Riunite, tutte specializzate nella produzione di fiaschi, damigiane e articoli di bufferia. Leggi tutto

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Un itinerario risorgimentale nei pressi della stazione: viale San Martino, viale Palestro, via Ricasoli, via Baratieri e via Curtatone e Montanara

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Via Curtatone e Montanara Cantini P. 28235
Via Curtatone e Montanara, lato piazza della Vittoria in una vecchia cartolina postale illustrata

Negli anni successivi all’Unità d’Italia, anche nel caso di Empoli l’odonomastica cittadina ha svolto un ruolo importante nella «ridefinizione della percezione dello spazio urbano inteso come scenario adatto a conservare e trasmettere la memoria storica municipale nel quadro della costruzione dell’Unità nazionale» (G. C. Romby, Empoli nel segno dell’Unità. Memorie patrie e personaggi illustri nella odonomastica cittadina, «Quaderni d’archivio», II. N. 2, 2012, p. 39). Un caso esemplare in questo senso è costituito dalle vie costruite intorno alla stazione ferroviaria intitolate alle battaglie e ai protagonisti del nostro Risorgimento, andando a creare un vero e proprio ‘percorso pedagogico patriottico’. Leggi tutto

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Lungo l’Arno: Piazza Matteotti e Piazza Gamucci

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Piazza Umberto I con l’omonimo monumento realizzato da Oreste Chilleri.

Piazza Matteotti condivide con piazza della Vittoria un analogo percorso storico-toponomastico a partire da una realizzazione piuttosto ‘recente’. Ricordiamo brevemente che la piazza, come l’intero quartiere circostante, fu realizzata a seguito dell’interramento del ramo meridionale dell’Arno e della copertura del Rio dei Cappuccini a partire dagli anni ’50 dell’Ottocento. La successiva lottizzazione dei terreni di ‘nuovo acquisto’ sull’Arno portò in breve tempo alla creazione di un quartiere residenziale con spazi verdi per il pubblico passeggio adeguato alle nuove esigenze di decoro e rispettabilità richieste dalla borghesia cittadina. Leggi tutto

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Da Campaccio a piazza: la lunga storia di piazza della Vittoria (3° parte)

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Piazza della Vittoria – Fonte: Archivio Storico Comunale di Empoli

Fino ai primi decenni del Novecento piazza Vittorio Emanuele mantiene sostanzialmente la fisionomia di un vasto piazzale caratterizzato dalla storica presenza della chiesa della Madonna del Pozzo e del vicino palazzo Bini, dove continuerà ad aver luogo ancor per molto tempo il mercato settimanale e l’annuale fiera settembrina. Sul finire dell’Ottocento la piazza fu poi al centro di un imponente intervento di riqualificazione urbanistica che ridisegnò l’intera area orientale fuori le mura del castello empolese diventando il fulcro del nuovo asse commerciale rappresentato da via Roma in diretto collegamento con la stazione ferroviaria. Leggi tutto

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Da Campaccio a piazza: la lunga storia di piazza della Vittoria (2° parte)

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Piazza Vittorio E.
Empoli – Piazza Vittorio Emanuele

Un primo intervento di regolarizzazione dell’area del Campaccio si ebbe nel 1839 con il prolungamento, oltre le mura castellane, di via del Giglio, poi ribattezzata via S. Carlo, al fine di creare un collegamento diretto con la nuova Strada Regia Pisana (l’attuale tratto di via Rosselli), e l’abbattimento di un ampio tratto delle mura orientali, compresa Porta Fiorentina. Prese forma così la prima grande piazza fuori la terra murata empolese.

Nel corso degli anni ’40 dell’Ottocento furono redatti dall’ingegnere circondariale Giovanni Veneziani ben due progetti destinati a riqualificare l’area, nel tentativo di conciliare la richiesta di decoro della nuova città borghese e le esigenze dettate dallo svolgimento di importanti mercati e fiere. Un primo progetto prevedeva la costruzione di una piazza con al centro una monumentale fonte coronata da un obelisco. Alcuni progetti successivi proponevano, invece, di realizzare un edificio con loggiato ‘da destinare all’uso del mercato’ lungo il lato orientale della piazza cui doveva accompagnarsi la creazione di appositi spazi per la compra-vendita di pollame e suini (W. Siemoni, L’immagine della città, in Empoli: città e territorio. Vedute e mappe dal ‘500 al’900, Empoli 1998, pp. 137-140). Questi interventi non vennero mai realizzati e il nuovo piazzale San Carlo, come fu denominato d’ora in avanti il Campaccio, continuò ad essere utilizzato per il ‘mercato del bestiame vaccino, suino, pecorino e cavallino’ (ivi, p. 138). Leggi tutto

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Da Campaccio a piazza: la lunga storia di piazza della Vittoria (1° parte)

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campaccio Catasto 1820
ASFi, Catasto Generale Toscano, 1820, Empoli, sez. Najana, Bisarnella e Bocca d’Orme (part.) (fonte: Castore, Catasti storici toscani)

Qualcuno usa ancora far riferimento a piazza della Vittoria con il termine Campaccio. Con questo nome si identificava già nel Quattro-Cinquecento l’area fuori il centro storico di Empoli di fronte alla vecchia Porta Fiorentina dell’ultima cerchia muraria.

La denominazione di Campaccio rimanda chiaramente ad un campo incolto e sterrato. Le cinquecentesche carte dei Capitani di Parte lo raffigurano come un’area aperta con poche abitazioni sparse raccolte intorno alla piccola chiesa della Madonna di fuori, nucleo originario dell’attuale santuario della Madonna del Pozzo. Leggi tutto

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