Due Pontormesi del passato nel segno di una strada: il cardinale Laborante e Adolfo Scardigli

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Pianta dell’imposizione dell’Orme in spalla destra, Angelo Maria Mascagni, 25 febbraio 1752 (copia fatta da Francesco Bombicci nel 1764), dettaglio – ASCE, Archivio ex Consorzi Idraulici Riuniti di Empoli. Riproduzione fotografica di Nilo Capretti e Vincenzo Mollica

Chi ha assistito al corteo storico medievale che ha percorso le strade di Pontorme in occasione dell’ultima edizione di “Pontorme in festa” avrà senz’altro notato la presenza tra i figuranti in costume d’epoca di un curioso personaggio in abito cardinalizio. Si trattava del Cardinale Laborante che il georgofilo Emanuele Repetti nel suo Dizionario geografico fisico storico della Toscana ricorda come uno degli «uomini illustri» nativi di Pontorme che «fiorì nel secolo XII, e di cui sebbene non si conosca il casato, si sa peraltro a confessione sua, ch’egli era nativo di Pontormo».

 

Poco è rimasto nella memoria popolare di questo illustre personaggio del passato originario, appunto, di Pontorme, dove nacque tra il 1120 e 1125. Le poche notizie a lui relative lo ricordano studente di teologia a Parigi, dove ottenne il titolo di magister, ed esperto di giurisprudenza. Fu nominato cardinale da papa Alessandro III che lo incaricò di svolgere alcune legazioni nell’Italia centro-settentrionale. Ulteriori informazioni possono essere rintracciate nella voce del Dizionario Biografico degli Italiani curata da Luca Loschiavo [Dizionario Biografico degli Italiani – Volume 62 (2004), ad vocem].

Tra i cosiddetti addetti ai lavori il nome del prelato non doveva però essere del tutto misconosciuto se ne ritroviamo traccia tra le pagine del carteggio comunale relative al progetto di revisione della toponomastica stradale del comune di Empoli del 1931 (ASCE, Postunitario, 3/415, 1932) che prevedeva la denominazione di alcune nuove vie della città. La commissione comunale aveva affidato la scelta dei nomi dei personaggi storici cui dedicare le nuove strade a Emilio Comparini e Vittorio Fabiani che attesero al loro compito con l’obiettivo di «perpetuare la memoria di cose e persone della città, meritevoli di essere tramandate ai posteri […] e rievocare pagine non ingloriose del proprio passato» (ivi, lettera del 17 febbraio 1931). Nella relazione conclusiva i due eruditi suggerivano, tra le molte proposte, di sostituire il nome di Ferruccio Busoni alla via «normale alla strada che conduce alla frazione di Pontorme», cioè l’attuale via Busoni, con quello «illustre del Cardinale Laborante che, con Alessandro Marchetti e Jacopo Carrucci, è ricordato come uno dei Pontormesi più insigni».

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ASFi, Catasto generale Toscano, 1820, Empoli, sezione Cortenuova (da Castore Catasti Storici Regionali http://web.rete.toscana.it/castoreapp/) – dettaglio con individuazione della località Ripaiola

La proposta non sembra aver avuto seguito e la delusione della ‘popolazione di Pontorme’ venne raccolta da Adolfo Scardigli che inoltrò al Podestà di Empoli una nuova richiesta volta ad inserire il nome di Laborante nella toponomastica cittadina.

Merita fare a questo punto una piccola digressione riferendo alcune notizie intorno al maestro Scardigli, anch’egli personaggio quasi del tutto dimenticato. Riportiamo poche notiziei tratte dal necrologio pubblicato sulla Miscellanea Storica della Valdelsa [MSV, XL, 116-117 (1932), pp. 146-147]:«Il 12 gennaio 1932 moriva in Pontorme, dov’era nato l’8 giugno 1862, il nostro valente consocio cav. m° Adolfo Scadigli. Fu insegnante nelle Scuole Comunali di Empoli, Vice Giudice Conciliatore, fondatore e primo Presidente, poi Segretario della Confraternita della Misericordia di Pontorme, Segretario della Società di Tiro a Segno e della Scuola di Avviamento al lavoro di Empoli, Presidente della Sezione delle Madri e Vedove di Guerra, Segretario della Sezione dell’Opera Maternità e Infanzia, fece parte del Consiglio Scolastico Provinciale e dell’Accademia Empolese di Scienze. Dopo quarant’anni d’insegnamento, fu insignito della medaglia d’oro pei benemeriti dell’istruzione. D’intelligente, instancabile attività nei molteplici uffici privati e pubblici che ricoprì, godette di larga stima ed affetto, specialmente nel suo caro castello di Pontorme, dei cui interessi morali e materiali, fu sempre strenuo propugnatore. Devoto amico di Renato Fucini, scrisse su di lui interessanti pagine che di recente videro la luce nella nostra rassegna (Carducci e Fucini in Empoli, in Miscellanea, a. XXXVIII) più volte percosso dal dolore, lo sostenne virilmente come quando perdette in guerra l’adorato figlio, capitano Virgilio, medaglia d’argento al valore. In sua memoria è stato pubblicato (Empoli, Tip. Lambruschini) un ritratto e cenni biografici dell’Estinto, nobili parole di prefazione dal prof. V. Fabiani e i discorsi pronunziati durante i solenni funerali dagli amici G. Rosselli e F. Mostardini». Aggiungiamo che fu anche autore di un opuscoletto intitolato Uomini illustri di Pontorme edito nel 1898 dalla tipografia Traversari di Empoli.

Ritornando alle questioni toponomastiche, lo Scardigli suggeriva che il «nome del Cardinale illustre sia dato ad una via del vecchio Castello di Pontorme e precisamente a quella del giro delle mura dalla parte levante-mezzogiorno, a partire dalla casa del Signor Giani, già palazzo Dragoni, e che conduce a S. Martino facendo capo nuovamente alla via provinciale in località detta “Ripaiola”. […] L’illustre porporato, che godé la fiducia e la stima del papa Alessandro III (il quale lo creò cardinale nel settembre del 1173) e morì sotto il pontificato di Clemente III, è degno di essere ricordato insieme a Iacopo Carrucci detto “Il Pontormo” e ad Alessandro Marchetti, due nomi che onorarono, non soltanto il paese nativo, ma anche la Terra di Empoli» (ASCE, Postunitario, 3/415, 1932, Adolfo Scardigli al Podestà di Empoli, Pontorme 23 aprile 1931). Un promemoria del 17 giugno dello stesso anno annotava come l’attribuzione del nome di «via Cardinale Laborante all’attuale Giro delle mura in Pontorme» fosse stata procrastinata alla successiva deliberazione suppletiva sulla toponomastica. Un suggerimento che però rimase sulla carta.

Invitiamo, infine, quanti hanno informazioni di prima mano a tentare un’identificazione della «casa del Signor Giani, già palazzo Dragoni» con uno degli edifici storici di Pontorme. Aspettiamo proposte!

© Elisa Boldrini

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