L’ex casa del fascio di S. Maria a Ripa – Parte terza

Facebooktwitterby feather
casa del popolo
Fig.1 – Foto attorno al 1946: (Archivio della Casa del Popolo di Santa Maria)*

Le trasformazioni successive

Dopo la caduta del Fascismo dalla Casa del Fascio dovevano essere soppressi gli emblemi di regime. Spesso in molti edifici del genere tali elementi venivano del tutto eliminati; nel nostro caso l’operazione da fare era molto semplice e fu sufficiente cancellare l’iscrizione sulla fascia di coronamento del prospetto e presentare la foto di Togliatti ben visibile in asse con l’ingresso, quasi come uno stendardo (fig.1).
Dopo la Liberazione, l’Intendenza di Finanza di Firenze concesse l’edificio in uso alla popolazione di Santa Maria, che lo utilizzò come Circolo popolare. Negli anni Cinquanta si cominciò a costruire nelle sue immediate adiacenze la nuova sede del Circolo, l’attuale Casa del Popolo. Negli stessi anni l’Intendenza di Finanza di Firenze dispose la vendita del vecchio immobile mediante asta pubblica mentre il Circolo aveva manifestato la sua disponibilità ad acquistarlo a trattativa privata o anche ad averlo in locazione.[1]
Nel 1955 anche il Comune di Empoli si dimostrava intenzionato all’acquisto e per questo fu redatta una perizia composta di planimetria e relazione di stima[2] .

catastale1979[ritaglio]
Fig. 2 – L’estratto di mappa catastale dell’anno 1979 mostra che la particella 131 comprende anche gli edifici annessi al fabbricato principale.

La relazione firmata del direttore dell’Ufficio Tecnico, ing. Enzo Regini, descriveva i vani che componevano il fabbricato: un salone, un bar, una saletta da gioco, due uffici, un bagno e un ripostiglio.
La relazione menzionava anche il resede annesso “comprendente una pedana in muratura”, costruita in epoca posteriore rispetto all’edificio originario. La planimetria annessa alla relazione dà conto dello stato di fatto al 1955, in parte modificato rispetto al progetto del 1929, sia per la disposizione e le dimensione delle aperture, sia per la realizzazione di un servizio igienico accessibile dall’interno del fabbricato.
La rappresentazione del resede è alquanto schematica, come anche la dicitura di “pedana in muratura” lascia intendere, tuttavia ci permette di stabilire il termine “ante quem” per la costruzione degli annessi che si affacciano sul resede interno.
Pur evidenziando la relazione uno stato di degrado dell’edificio notevolmente avanzato, il Comune chiedeva all’Intendenza di Finanza la possibilità di acquisto dell’edificio per poterlo utilizzare come scuola materna comunale (Deliberazione di Giunta n° 1422 del 1955 e successiva ratifica in Consiglio n° 285/1955)[3], ma, per le ingenti risorse che sarebbero state necessarie per adeguare l’edificio ad accogliere il servizio comunale, l’Amministrazione decise di non procedere.
Nei decenni successivi, in più occasioni, l’Intendenza di finanza ha ripetuto la procedura dell’asta pubblica per la vendita del vecchio immobile, ma nessuna è andata a buon fine.
Fu solo nel 2001 che il Comune di Empoli acquistava dal Demanio dello stato l’edificio della ex Casa del fascio. Dal confronto tra la pianta relativa alla perizia del 1955 e la pianta allegata al contratto d’acquisto si rileva qualche piccola modifica attuata successivamente al 1955: la demolizione del tramezzo a separazione dei due vani per creare un unico salone ad ovest, la tamponatura di un vano porta sul prospetto principale e di un vano porta sul prospetto posteriore.
L’edificio, pur non presentando caratteri monumentali o elementi rilevanti dal punto di vista architettonico, tuttavia è  una testimonianza storica significativa per Empoli e, in particolare, per la popolazione della frazione di Santa Maria.

rilievo1955
Fig. 3 – Pianta allegata alla perizia redatta dall’UT comunale (ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI EMPOLI, Atti Ufficio Tecnico, 1956).

 

In questi giorni sono cominciati i lavori di consolidamento e restauro del fabbricato principale. I lavori consistono nella messa in sicurezza dell’edificio dal punto di vista strutturale e potranno arrestare il degrado, consentendone un successivo recupero. Verranno realizzate opere di consolidamento delle fondazioni, delle murature e del solaio di copertura; inoltre si provvederà alla sostituzione della struttura portante lignea della copertura con una struttura nuova, opportunamente isolata.

 

[1] Nell’Archivio Storico di Empoli sono conservati i carteggi da cui emerge come il Comune caldeggiò le trattative per l’acquisto dell’immobile da parte del Circolo e approvò una delibera in cui chiedeva all’Intendenza di finanza di sospendere la vendita dell’edificio e di lasciarlo in uso alla popolazione di Santa Maria in locazione o vendita a trattativa privata (delibera di Giunta Municipale del 23 dicembre 1952 n° 1176). Archivio Comunale di Empoli, Postunitario, Carteggio e atti, 5-1-2, 1956.

[1] Archivio Comunale di Empoli, Atti Ufficio Tecnico, 1956.

[1] Ibidem.

* Si ringrazia il circolo ARCI di Santa Maria per aver concesso la pubblicazione del documento.

© Arch. Francesca Capecchi

Facebooktwitterby feather

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.