Il primo stadio di Empoli lungo le mura dell’antico castello

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il gioco del pallone – 2° parte

P. Maestrelli, Pianta geometrica del gioco del pallone, ASCE, Preunitario, Comunità, 290, c. 284, 1851.

Il gioco del pallone e – si badi bene – non il gioco del calcio, come abbiamo avuto modo di precisare in un precedente post, ebbe larga diffusione in tutto il Granducato di Toscana. E sembra che godesse di grande popolarità anche nella neonata comunità di Empoli dove alla fine del Settecento il gioco sembrava creare diversi problemi alle piante degli orti ricavati nel pomerio delle mura orientali, spesso danneggiate dalle frotte di ragazzi che vi entravano per recuperare le palle. Insomma giocare a pallone non era affatto semplice e nel corso degli anni si fa pressante da parte della popolazione empolese la richiesta alle autorità comunitative di uno spazio dove poter svolgere questa attività in tutta tranquillità, senza danni e molestie per alcuno. Leggi tutto

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La Società delle Corse e l’ippodromo di Empoli – Parte seconda

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Piazza G. Guerra, anni '20 -'30 del 900, Collezione Pagli - Lari
Piazza G. Guerra, anni ’20 -’30 del 900, Collezione Pagli – Lari

Le corse dei cavalli riscuotevano un grande successo e suscitavano una notevole suggestione, ma dopo pochi anni, nel maggio del 1888 la Società delle Corse presenta al Comune una petizione, firmata da 280 cittadini e contribuenti del Comune, in cui viene chiesto un nuovo spazio più ampio da destinare alle corse.

La Deliberazione del Consiglio Comunale n. 2 del 5 giugno 1888, approvata con 14 voti favorevoli e 3 contrari,spiega con chiarezza che le corse dei cavalli, almeno dal 1880 al 1887, si erano svolte nel Piazzale Umberto I, nell’ippodromo che, in occasione delle competizioni, veniva recintato e circondato da palchi per il pubblico. La Società delle Corse riteneva che tale spazio non fosse più adeguato; non aveva le dimensioni per “concorrere ai premi soliti conferirsi ogni anno dal R. Ministero di agricoltura, industria e commercio”, mentre “non pochi proprietari ed inquilini di case sul Piazzale Umberto” protestavano per i numerosi disagi. Leggi tutto

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La Società delle Corse e l’ippodromo di Empoli – Parte prima

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I venerdì dell’Archivio. I nuovi appuntamenti

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Lo scorso 25 settembre è ripreso il ciclo mensile di incontri, i Venerdì in Archivio, iniziati nel 2007 dopo il trasferimento dell’Archivio Storico Comunale dal Palazzo Ghibellino in piazza Farinata degli Uberti nell’attuale sede di via Torricelli.

Nel corso degli oltre 10 anni di Venerdì in archivio i temi trattati sono stati i più vari: oltre a conferenze e tavole rotonde, ci sono state visite guidate, proiezioni di film, interviste e l’elenco allegato ne dà conto in dettaglio.

2007

Settembre Leggi tutto

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Tra bene pubblico e interessi privati: attività economiche e igiene urbana in età moderna a Empoli

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Costruita lungo le rive dell’Arno, Empoli ha sviluppato nel corso dei secoli tutta una serie di attività legate al fiume, quali il traffico commerciale, la navigazione e le attività manifatturiere, assumendo dalle origini fino almeno alla metà dell’Ottocento i connotati di una vera e propria ‘terra fluviale’.

Ma l’uso delle acque per usi domestici ed industriali e, in particolare, il corretto smaltimento delle acque reflue, è stato, allora come, oggi terreno di scontro tra interessi diversi: da una parte la tutela della salute pubblica e la salvaguardia della competitività delle industrie e quindi dell’occupazione, dall’altra la necessità di richiedere la partecipazione dei cittadini alle spese sostenute dall’apparato governativo e di combattere l’abusivismo edilizio. Leggi tutto

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L’alluvione del 1844 nel territorio empolese (In margine alle iniziative sui 50 anni dell’alluvione del 1966)

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ASCE, Preunitario, Comunità

I momenti drammatici dell’alluvione del 3 dicembre 1844, una delle più disastrose nella storia del nostro territorio, nelle parole dell’allora ingegnere di circondario (una sorta di ufficio tecnico dell’epoca) Giovanni Veneziani, sono già stati pubblicati da Paolo Santini nel volume: Spicchio un borgo sull’Arno (Fucecchio, Edizioni dell’Erba, 2007), insieme ad una generale descrizione dei luoghi di tracimazione e rottura degli argini.
Qui vogliamo segnalare l’esistenza nell’archivio storico comunale (Preunitario, Comunità) di un “prospetto” a stampa, conservato in più copie, che elenca nominalmente tutte le persone che rimasero danneggiate, la natura precisa e l’entità dei danni, nonché un elenco dei soccorsi ricevuti e dei modi scelti caso per caso per rifondere i danni.

Il “Prospetto” è opera della Commissione di beneficenza a favore dei poveri danneggiati dalla straordinaria inondazione del 3 novembre 1844, istituita con il compito di raccogliere oblazioni da parte di privati e altri enti. Era composta dal Gonfaloniere in carica marchese Cosimo Ridolfi (Presidente), dal proposto Giuseppe Bonistalli (Vicepresidente), dai deputati Antonio Vannucci, Amadeo Del Vivo, Pasquale Novelli, Francesco Manetti e dal Cappellano Giuseppe Michi (segretario).
La commissione lavorò alacremente e, dati i mezzi tecnici dell’epoca, conseguì risultati straordinari:
alla fine di gennaio 1845 i danni erano già stati stimati ed indennizzati ed era già pronto e stampato il “Prospetto” di cui si è detto.
I danneggiati erano stati divisi per parrocchia. Le parrocchie dove si erano registrati i danni erano le seguenti: Marcignana, Pagnana, Avane, Tinaja, San Michele a Pontorme, San Martino a Pontorme, Santa Maria a Ripa e Cortenuova. Sotto ogni parrocchia è riportato l’elenco alfabetico delle persone danneggiate, la loro professione, e gli oggetti perduti con il loro valore e infine le modalità con cui sono stati riparati o rifusi i danni.

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Save the date! 10 febbraio 2017. Presentazione del nuovo numero della rivista Quaderni d’Archivio. Protagonista l’Arno

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Non poteva essere altrimenti. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della tragica alluvione che il 4 novembre 1966 colpì Firenze e gran parte del Valdarno, la redazione di Quaderni d’Archivio ha voluto dedicare la parte monografica della rivista all’Arno, indiscusso protagonista delle innumerevoli iniziative che negli ultimi mesi del 2016 hanno rievocato quei dolorosi momenti.
I saggi raccolti nel nuovo numero della rivista dell’Associazione Amici dell’Archivio Storico di Empoli, Governare l’Arno. Uso delle acque e interventi di regimazione tra XV e XVIII secolo, non sono dedicati all’alluvione del 1966 ma partono da quell’evento per indagare – come ha sottolineato V. Arrighi nell’introduzione – «aspetti e momenti diversi della “politica delle acque” messa in atto nella nostra zona in vari momenti del nostro passato», facendo il punto sugli studi intorno all’uso delle acque fluviali nel nostro territorio.

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L’ex casa del fascio di S. Maria a Ripa – Parte terza

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Fig.1 – Foto attorno al 1946: (Archivio della Casa del Popolo di Santa Maria)*

Le trasformazioni successive

Dopo la caduta del Fascismo dalla Casa del Fascio dovevano essere soppressi gli emblemi di regime. Spesso in molti edifici del genere tali elementi venivano del tutto eliminati; nel nostro caso l’operazione da fare era molto semplice e fu sufficiente cancellare l’iscrizione sulla fascia di coronamento del prospetto e presentare la foto di Togliatti ben visibile in asse con l’ingresso, quasi come uno stendardo (fig.1).
Dopo la Liberazione, l’Intendenza di Finanza di Firenze concesse l’edificio in uso alla popolazione di Santa Maria, che lo utilizzò come Circolo popolare. Negli anni Cinquanta si cominciò a costruire nelle sue immediate adiacenze la nuova sede del Circolo, l’attuale Casa del Popolo. Negli stessi anni l’Intendenza di Finanza di Firenze dispose la vendita del vecchio immobile mediante asta pubblica mentre il Circolo aveva manifestato la sua disponibilità ad acquistarlo a trattativa privata o anche ad averlo in locazione.[1]
Nel 1955 anche il Comune di Empoli si dimostrava intenzionato all’acquisto e per questo fu redatta una perizia composta di planimetria e relazione di stima[2] .

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Fig. 2 – L’estratto di mappa catastale dell’anno 1979 mostra che la particella 131 comprende anche gli edifici annessi al fabbricato principale.

La relazione firmata del direttore dell’Ufficio Tecnico, ing. Enzo Regini, descriveva i vani che componevano il fabbricato: un salone, un bar, una saletta da gioco, due uffici, un bagno e un ripostiglio.
La relazione menzionava anche il resede annesso “comprendente una pedana in muratura”, costruita in epoca posteriore rispetto all’edificio originario. La planimetria annessa alla relazione dà conto dello stato di fatto al 1955, in parte modificato rispetto al progetto del 1929, sia per la disposizione e le dimensione delle aperture, sia per la realizzazione di un servizio igienico accessibile dall’interno del fabbricato.
La rappresentazione del resede è alquanto schematica, come anche la dicitura di “pedana in muratura” lascia intendere, tuttavia ci permette di stabilire il termine “ante quem” per la costruzione degli annessi che si affacciano sul resede interno.
Pur evidenziando la relazione uno stato di degrado dell’edificio notevolmente avanzato, il Comune chiedeva all’Intendenza di Finanza la possibilità di acquisto dell’edificio per poterlo utilizzare come scuola materna comunale (Deliberazione di Giunta n° 1422 del 1955 e successiva ratifica in Consiglio n° 285/1955)[3], ma, per le ingenti risorse che sarebbero state necessarie per adeguare l’edificio ad accogliere il servizio comunale, l’Amministrazione decise di non procedere.
Nei decenni successivi, in più occasioni, l’Intendenza di finanza ha ripetuto la procedura dell’asta pubblica per la vendita del vecchio immobile, ma nessuna è andata a buon fine.
Fu solo nel 2001 che il Comune di Empoli acquistava dal Demanio dello stato l’edificio della ex Casa del fascio. Dal confronto tra la pianta relativa alla perizia del 1955 e la pianta allegata al contratto d’acquisto si rileva qualche piccola modifica attuata successivamente al 1955: la demolizione del tramezzo a separazione dei due vani per creare un unico salone ad ovest, la tamponatura di un vano porta sul prospetto principale e di un vano porta sul prospetto posteriore.
L’edificio, pur non presentando caratteri monumentali o elementi rilevanti dal punto di vista architettonico, tuttavia è  una testimonianza storica significativa per Empoli e, in particolare, per la popolazione della frazione di Santa Maria.

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Fig. 3 – Pianta allegata alla perizia redatta dall’UT comunale (ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI EMPOLI, Atti Ufficio Tecnico, 1956).

 

In questi giorni sono cominciati i lavori di consolidamento e restauro del fabbricato principale. I lavori consistono nella messa in sicurezza dell’edificio dal punto di vista strutturale e potranno arrestare il degrado, consentendone un successivo recupero. Verranno realizzate opere di consolidamento delle fondazioni, delle murature e del solaio di copertura; inoltre si provvederà alla sostituzione della struttura portante lignea della copertura con una struttura nuova, opportunamente isolata.

 

[1] Nell’Archivio Storico di Empoli sono conservati i carteggi da cui emerge come il Comune caldeggiò le trattative per l’acquisto dell’immobile da parte del Circolo e approvò una delibera in cui chiedeva all’Intendenza di finanza di sospendere la vendita dell’edificio e di lasciarlo in uso alla popolazione di Santa Maria in locazione o vendita a trattativa privata (delibera di Giunta Municipale del 23 dicembre 1952 n° 1176). Archivio Comunale di Empoli, Postunitario, Carteggio e atti, 5-1-2, 1956.

[1] Archivio Comunale di Empoli, Atti Ufficio Tecnico, 1956.

[1] Ibidem.

* Si ringrazia il circolo ARCI di Santa Maria per aver concesso la pubblicazione del documento.

© Arch. Francesca Capecchi

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Il Prof. Odoardo Piscini presenta il fondo librario “Mario Bini” dell’Associazione Turistica Pro Empoli nella sua nuova sede presso l’Archivio Storico Comunale

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pro empoli1 (1)Una nuova sistemazione per la Biblioteca dell’Associazione Turistica Pro Empoli e per il ricco fondo librario “Mario Bini”, uno dei Soci fondatori.
L’Archivio storico comunale ha messo a disposizione gli spazi per ospitare l’ingente biblioteca e ne garantisce l’accessibilità al pubblico e la consultazione con le modalità consuete.
La raccolta, di cui già si parla nell’articolo di Mauro Guerrini nel secondo numero del «Segno di Empoli» del 1988, è costituita da materiale composito. Una sezione è costituita da libri, periodici, fotografie, locandine  frutto della “attività pubblicistica del Bullettino Storico Empolese” e delle iniziative organizzate dalla Pro Empoli: materiale a carattere locale oppure pervenuto da società storiche o altri enti in cambio dello stesso Bullettino. L’altra costituisce un fondo bibliografico molto eterogeneo, donato da Mario Bini all’Associazione. Oltre a opere monografiche ci sono periodici importanti, assenti anche nella biblioteca di Empoli e nella rete documentaria Reanet, come la rivista «Rassegna Nazionale» dal 1879 al 1933  o «Archivio Storico Italiano» fondata da Giampietro Vieusseux dal 1842 al 1912; miscellanee di opuscoli pubblicati in varie epoche a carattere religioso, pedagogico e scientifico. download

Nella sede della Pro Empoli di Via Del Papa, Giuseppe Fabiani, da sempre impegnato nell’associazione turistica, si assunse l’impegno di riordinarla, ricomponendo opere e operando piccoli interventi di restauro per garantirne la conservazione. Con la stessa passione si è dedicato a redigerne un catalogo, contenente le informazioni essenziali delle monografie e dei periodici: di alcuni è stato fatto anche lo spoglio di tutti gli articoli.
Fabiani ha accompagnato la biblioteca anche dopo il suo trasferimento presso l’Archivio storico e, con la stessa cura, l’ha collocata e ricomposta coadiuvato da Aldo Busoni, con la costante preoccupazione di consentirne la fruibilità e un uso pubblico. pro empoli4
Questo strumento, consultabile sul sito web della Pro Empoli e presso l’archivio storico, è un primo, irrinunciabile obiettivo, che potrà essere amplificato e perfezionato in un prossimo futuro dalla Biblioteca Fucini riversandone i dati nel catalogo collettivo della rete Reanet.
Quando poi vi saranno le condizioni il fondo potrà trovare la sua sede definitiva presso la Biblioteca Comunale.
Il prof. Odoardo Piscini, che conosce bene e apprezza la raccolta libraria, la presenterà il prossimo 11 marzo alle 17,30, nella conferenza che si terrà presso l’Archivio storico, a cui seguirà la visita guidata al fondo e al plastico ligneo di Empoli, realizzato da Mario Bini e Renato Paci.
Sarà anche un’occasione per ringraziare Giuseppe Fabiani per il suo impegno.

 

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