I venerdì dell’Archivio. I nuovi appuntamenti

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Lo scorso 25 settembre è ripreso il ciclo mensile di incontri, i Venerdì in Archivio, iniziati nel 2007 dopo il trasferimento dell’Archivio Storico Comunale dal Palazzo Ghibellino in piazza Farinata degli Uberti nell’attuale sede di via Torricelli.

Nel corso degli oltre 10 anni di Venerdì in archivio i temi trattati sono stati i più vari: oltre a conferenze e tavole rotonde, ci sono state visite guidate, proiezioni di film, interviste e l’elenco allegato ne dà conto in dettaglio.

2007

Settembre Leggi tutto

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Tra bene pubblico e interessi privati: attività economiche e igiene urbana in età moderna a Empoli

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Costruita lungo le rive dell’Arno, Empoli ha sviluppato nel corso dei secoli tutta una serie di attività legate al fiume, quali il traffico commerciale, la navigazione e le attività manifatturiere, assumendo dalle origini fino almeno alla metà dell’Ottocento i connotati di una vera e propria ‘terra fluviale’.

Ma l’uso delle acque per usi domestici ed industriali e, in particolare, il corretto smaltimento delle acque reflue, è stato, allora come, oggi terreno di scontro tra interessi diversi: da una parte la tutela della salute pubblica e la salvaguardia della competitività delle industrie e quindi dell’occupazione, dall’altra la necessità di richiedere la partecipazione dei cittadini alle spese sostenute dall’apparato governativo e di combattere l’abusivismo edilizio. Leggi tutto

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L’alluvione del 1844 nel territorio empolese (In margine alle iniziative sui 50 anni dell’alluvione del 1966)

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ASCE, Preunitario, Comunità

I momenti drammatici dell’alluvione del 3 dicembre 1844, una delle più disastrose nella storia del nostro territorio, nelle parole dell’allora ingegnere di circondario (una sorta di ufficio tecnico dell’epoca) Giovanni Veneziani, sono già stati pubblicati da Paolo Santini nel volume: Spicchio un borgo sull’Arno (Fucecchio, Edizioni dell’Erba, 2007), insieme ad una generale descrizione dei luoghi di tracimazione e rottura degli argini.
Qui vogliamo segnalare l’esistenza nell’archivio storico comunale (Preunitario, Comunità) di un “prospetto” a stampa, conservato in più copie, che elenca nominalmente tutte le persone che rimasero danneggiate, la natura precisa e l’entità dei danni, nonché un elenco dei soccorsi ricevuti e dei modi scelti caso per caso per rifondere i danni.

Il “Prospetto” è opera della Commissione di beneficenza a favore dei poveri danneggiati dalla straordinaria inondazione del 3 novembre 1844, istituita con il compito di raccogliere oblazioni da parte di privati e altri enti. Era composta dal Gonfaloniere in carica marchese Cosimo Ridolfi (Presidente), dal proposto Giuseppe Bonistalli (Vicepresidente), dai deputati Antonio Vannucci, Amadeo Del Vivo, Pasquale Novelli, Francesco Manetti e dal Cappellano Giuseppe Michi (segretario).
La commissione lavorò alacremente e, dati i mezzi tecnici dell’epoca, conseguì risultati straordinari:
alla fine di gennaio 1845 i danni erano già stati stimati ed indennizzati ed era già pronto e stampato il “Prospetto” di cui si è detto.
I danneggiati erano stati divisi per parrocchia. Le parrocchie dove si erano registrati i danni erano le seguenti: Marcignana, Pagnana, Avane, Tinaja, San Michele a Pontorme, San Martino a Pontorme, Santa Maria a Ripa e Cortenuova. Sotto ogni parrocchia è riportato l’elenco alfabetico delle persone danneggiate, la loro professione, e gli oggetti perduti con il loro valore e infine le modalità con cui sono stati riparati o rifusi i danni.

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Save the date! 10 febbraio 2017. Presentazione del nuovo numero della rivista Quaderni d’Archivio. Protagonista l’Arno

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Non poteva essere altrimenti. Nell’anno del cinquantesimo anniversario della tragica alluvione che il 4 novembre 1966 colpì Firenze e gran parte del Valdarno, la redazione di Quaderni d’Archivio ha voluto dedicare la parte monografica della rivista all’Arno, indiscusso protagonista delle innumerevoli iniziative che negli ultimi mesi del 2016 hanno rievocato quei dolorosi momenti.
I saggi raccolti nel nuovo numero della rivista dell’Associazione Amici dell’Archivio Storico di Empoli, Governare l’Arno. Uso delle acque e interventi di regimazione tra XV e XVIII secolo, non sono dedicati all’alluvione del 1966 ma partono da quell’evento per indagare – come ha sottolineato V. Arrighi nell’introduzione – «aspetti e momenti diversi della “politica delle acque” messa in atto nella nostra zona in vari momenti del nostro passato», facendo il punto sugli studi intorno all’uso delle acque fluviali nel nostro territorio.

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L’ex casa del fascio di S. Maria a Ripa – Parte terza

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Fig.1 – Foto attorno al 1946: (Archivio della Casa del Popolo di Santa Maria)*

Le trasformazioni successive

Dopo la caduta del Fascismo dalla Casa del Fascio dovevano essere soppressi gli emblemi di regime. Spesso in molti edifici del genere tali elementi venivano del tutto eliminati; nel nostro caso l’operazione da fare era molto semplice e fu sufficiente cancellare l’iscrizione sulla fascia di coronamento del prospetto e presentare la foto di Togliatti ben visibile in asse con l’ingresso, quasi come uno stendardo (fig.1).
Dopo la Liberazione, l’Intendenza di Finanza di Firenze concesse l’edificio in uso alla popolazione di Santa Maria, che lo utilizzò come Circolo popolare. Negli anni Cinquanta si cominciò a costruire nelle sue immediate adiacenze la nuova sede del Circolo, l’attuale Casa del Popolo. Negli stessi anni l’Intendenza di Finanza di Firenze dispose la vendita del vecchio immobile mediante asta pubblica mentre il Circolo aveva manifestato la sua disponibilità ad acquistarlo a trattativa privata o anche ad averlo in locazione.[1]
Nel 1955 anche il Comune di Empoli si dimostrava intenzionato all’acquisto e per questo fu redatta una perizia composta di planimetria e relazione di stima[2] .

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Fig. 2 – L’estratto di mappa catastale dell’anno 1979 mostra che la particella 131 comprende anche gli edifici annessi al fabbricato principale.

La relazione firmata del direttore dell’Ufficio Tecnico, ing. Enzo Regini, descriveva i vani che componevano il fabbricato: un salone, un bar, una saletta da gioco, due uffici, un bagno e un ripostiglio.
La relazione menzionava anche il resede annesso “comprendente una pedana in muratura”, costruita in epoca posteriore rispetto all’edificio originario. La planimetria annessa alla relazione dà conto dello stato di fatto al 1955, in parte modificato rispetto al progetto del 1929, sia per la disposizione e le dimensione delle aperture, sia per la realizzazione di un servizio igienico accessibile dall’interno del fabbricato.
La rappresentazione del resede è alquanto schematica, come anche la dicitura di “pedana in muratura” lascia intendere, tuttavia ci permette di stabilire il termine “ante quem” per la costruzione degli annessi che si affacciano sul resede interno.
Pur evidenziando la relazione uno stato di degrado dell’edificio notevolmente avanzato, il Comune chiedeva all’Intendenza di Finanza la possibilità di acquisto dell’edificio per poterlo utilizzare come scuola materna comunale (Deliberazione di Giunta n° 1422 del 1955 e successiva ratifica in Consiglio n° 285/1955)[3], ma, per le ingenti risorse che sarebbero state necessarie per adeguare l’edificio ad accogliere il servizio comunale, l’Amministrazione decise di non procedere.
Nei decenni successivi, in più occasioni, l’Intendenza di finanza ha ripetuto la procedura dell’asta pubblica per la vendita del vecchio immobile, ma nessuna è andata a buon fine.
Fu solo nel 2001 che il Comune di Empoli acquistava dal Demanio dello stato l’edificio della ex Casa del fascio. Dal confronto tra la pianta relativa alla perizia del 1955 e la pianta allegata al contratto d’acquisto si rileva qualche piccola modifica attuata successivamente al 1955: la demolizione del tramezzo a separazione dei due vani per creare un unico salone ad ovest, la tamponatura di un vano porta sul prospetto principale e di un vano porta sul prospetto posteriore.
L’edificio, pur non presentando caratteri monumentali o elementi rilevanti dal punto di vista architettonico, tuttavia è  una testimonianza storica significativa per Empoli e, in particolare, per la popolazione della frazione di Santa Maria.

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Fig. 3 – Pianta allegata alla perizia redatta dall’UT comunale (ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI EMPOLI, Atti Ufficio Tecnico, 1956).

 

In questi giorni sono cominciati i lavori di consolidamento e restauro del fabbricato principale. I lavori consistono nella messa in sicurezza dell’edificio dal punto di vista strutturale e potranno arrestare il degrado, consentendone un successivo recupero. Verranno realizzate opere di consolidamento delle fondazioni, delle murature e del solaio di copertura; inoltre si provvederà alla sostituzione della struttura portante lignea della copertura con una struttura nuova, opportunamente isolata.

 

[1] Nell’Archivio Storico di Empoli sono conservati i carteggi da cui emerge come il Comune caldeggiò le trattative per l’acquisto dell’immobile da parte del Circolo e approvò una delibera in cui chiedeva all’Intendenza di finanza di sospendere la vendita dell’edificio e di lasciarlo in uso alla popolazione di Santa Maria in locazione o vendita a trattativa privata (delibera di Giunta Municipale del 23 dicembre 1952 n° 1176). Archivio Comunale di Empoli, Postunitario, Carteggio e atti, 5-1-2, 1956.

[1] Archivio Comunale di Empoli, Atti Ufficio Tecnico, 1956.

[1] Ibidem.

* Si ringrazia il circolo ARCI di Santa Maria per aver concesso la pubblicazione del documento.

© Arch. Francesca Capecchi

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Il Prof. Odoardo Piscini presenta il fondo librario “Mario Bini” dell’Associazione Turistica Pro Empoli nella sua nuova sede presso l’Archivio Storico Comunale

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pro empoli1 (1)Una nuova sistemazione per la Biblioteca dell’Associazione Turistica Pro Empoli e per il ricco fondo librario “Mario Bini”, uno dei Soci fondatori.
L’Archivio storico comunale ha messo a disposizione gli spazi per ospitare l’ingente biblioteca e ne garantisce l’accessibilità al pubblico e la consultazione con le modalità consuete.
La raccolta, di cui già si parla nell’articolo di Mauro Guerrini nel secondo numero del «Segno di Empoli» del 1988, è costituita da materiale composito. Una sezione è costituita da libri, periodici, fotografie, locandine  frutto della “attività pubblicistica del Bullettino Storico Empolese” e delle iniziative organizzate dalla Pro Empoli: materiale a carattere locale oppure pervenuto da società storiche o altri enti in cambio dello stesso Bullettino. L’altra costituisce un fondo bibliografico molto eterogeneo, donato da Mario Bini all’Associazione. Oltre a opere monografiche ci sono periodici importanti, assenti anche nella biblioteca di Empoli e nella rete documentaria Reanet, come la rivista «Rassegna Nazionale» dal 1879 al 1933  o «Archivio Storico Italiano» fondata da Giampietro Vieusseux dal 1842 al 1912; miscellanee di opuscoli pubblicati in varie epoche a carattere religioso, pedagogico e scientifico. download

Nella sede della Pro Empoli di Via Del Papa, Giuseppe Fabiani, da sempre impegnato nell’associazione turistica, si assunse l’impegno di riordinarla, ricomponendo opere e operando piccoli interventi di restauro per garantirne la conservazione. Con la stessa passione si è dedicato a redigerne un catalogo, contenente le informazioni essenziali delle monografie e dei periodici: di alcuni è stato fatto anche lo spoglio di tutti gli articoli.
Fabiani ha accompagnato la biblioteca anche dopo il suo trasferimento presso l’Archivio storico e, con la stessa cura, l’ha collocata e ricomposta coadiuvato da Aldo Busoni, con la costante preoccupazione di consentirne la fruibilità e un uso pubblico. pro empoli4
Questo strumento, consultabile sul sito web della Pro Empoli e presso l’archivio storico, è un primo, irrinunciabile obiettivo, che potrà essere amplificato e perfezionato in un prossimo futuro dalla Biblioteca Fucini riversandone i dati nel catalogo collettivo della rete Reanet.
Quando poi vi saranno le condizioni il fondo potrà trovare la sua sede definitiva presso la Biblioteca Comunale.
Il prof. Odoardo Piscini, che conosce bene e apprezza la raccolta libraria, la presenterà il prossimo 11 marzo alle 17,30, nella conferenza che si terrà presso l’Archivio storico, a cui seguirà la visita guidata al fondo e al plastico ligneo di Empoli, realizzato da Mario Bini e Renato Paci.
Sarà anche un’occasione per ringraziare Giuseppe Fabiani per il suo impegno.

 

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Conversazioni e confronti su Emilio Mancini, intellettuale empolese della prima metà del ‘900

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Diapositiva 1Al Cenacolo degli Agostiniani un incontro speciale per riscoprire uno dei protagonisti della storia culturale del primo cinquantennio empolese. Si tratta di Emilio Mancini, nato a Empoli nel 1883 e morto a Lucca nel 1947.
La famiglia era di origini modeste e per completare gli studi Mancini si aiutò dando lezioni private. Dopo la laurea in lettere si dedicò all’insegnamento: dapprima a San Miniato, quindi a Livorno, all’Istituto Magistrale: fece carriera, prima diventa Preside poi Provveditore agli Studi. Le sedi lontane da Empoli: Val d’Aosta e Piemonte e, nel secondo dopoguerra, Lucca.

 

È la figlia Andreina, fiorentina, che, dopo aver letto in rete notizie e informazioni sul padre Emilio nel sito www.ilraccontodellarte.it curato da Paolo Pianigiani, ha deciso di riallacciare un contatto significativo con Empoli e di mettere in circolo il suo archivio di lavoro, conservato con cura in tutti questi decenni. Carte, appunti e documentazione minuta raccolta da Mancini per la pubblicazione dei suoi contributi, usciti sulla “Miscellanea storica della Valdelsa”, e su altre riviste nazionali o per  numeri unici e piccole pubblicazioni. Il punto di riferimento di questo materiale composito diventerà l’archivio storico comunale,  che lo metterà a disposizione di quanti saranno interessati a consultare questa raccolta “virtuale” per ragioni di studio o semplice curiosità, analogamente a quanto è stato fatto per le carte di Oreste Ristori. Diapositiva 1

Tra le numerose pubblicazioni il fascicolo Empoli: granaio della Repubblica fiorentina, scritto insieme all’amico Vittorio Fabiani e pubblicato da Sonzogno nella collana delle “Cento città d’Italia”. Egualmente conosciuti i saggi stampati dalla tipografia Lambruschini nei primi anni ’20 del Novecento: La fontana di Empoli e Luigi Pampaloni scultore fiorentino e I giornali umoristici e “numeri unici” empolesi.fontana di empoli

L’iniziativa è stata organizzata dall’Archivio Storico Comunale di Empoli in collaborazione con la Società Storica della Valdelsa, presieduta dal prof. Fabio Dei, interessata a far luce sulla figura di Emilio Mancini, che animò –  assieme ad altri empolesi come Vittorio Fabiani, Corrado Masi, Mario Puccioni – le pagine della “Miscellanea Storica della Valdelsa”.
L’incontro, a più voci,  si propone di delineare la biografia e le esperienze di Emilio Mancini con l’intervento congiunto di Andreina Mancini e Paolo Pianigiani, mentre Elisa Boldrini illustrerà i caratteri salienti della lunga direzione della rivista valdelsana che egli mantenne ininterrottamente dal 1920 al 1947, anno della sua scomparsa; sarà infine Giuliano Lastraioli a parlare dell’ambiente intellettuale empolese, con cui si relazionò Emilio Mancini.

Venerdì 12 febbraio 2016, ore 17

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Un nuovo numero della rivista “Annali di Storia di Firenze” interamente dedicato a Cosimo I

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A 440 anni dalla morte di Cosimo I, la rivista “Annali di Storia di Firenze”, periodico dell’Università di Firenze legato al portale ‘http://www.storiadifirenze.org

‘, dedica un numero monografico a Cosimo I. Nell’ottica di un approccio aperto e multidisciplinare, si incontrano giovani studiosi che firmano contributi specialistici ma che ambiscono a fornire anche un strumento di consultazione e studio per i non addetti ai lavori. In un periodo cruciale per la storia della nostra regione e, in particolare, per il territorio fra l’Arno e il Montalbano, si dipanano all’ombra del primo Granduca di Toscana una serie importante di temi che abbracciano questioni politiche, religiose, artistiche e letterarie. Cura il numero Emanuela Ferretti, che negli anni passati ha dedicato studi e ricerche all’area empolese e al territorio del Montalbano. Leggi tutto

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Un archivio empolese più “aperto” agli utenti e ai ricercatori

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opera di S. Andrea
Foto tratta dal volume “Sant’Andrea a Empoli”, Cassa di Risparmio di Firenze, 1994

È stato da breve ultimato un intervento di ricognizione e riordino dell’archivio storico della Collegiata di Empoli, condotto in collaborazione da personale dell’Archivio storico comunale, dall’ Associazione “Amici dell’archivio storico di Empoli” e da Lorenzo Ancillotti, responsabile dell’archivio stesso, per incarico del proposto, don Guido Engels.

Si è proceduto in questa occasione alla verifica, correzione e integrazione dell’inventario, redatto negli anni Novanta dalla dott.ssa Sara Piccolo, e poi all’etichettatura dei pezzi e al loro riordino fisico sugli scaffali.

I vari fondi che compongono l’archivio (Capitolo della Pieve di Sant’Andrea, Opera di Sant’Andrea, Parrocchia, Compagnie religiose e fondi vari) sono ora più facilmente accessibili e consultabili, mentre l’archivio, nel suo complesso, risulta più leggibile nella sua struttura e stratificazione.

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Foto tratta dal volume “Sant’Andrea a Empoli”, Cassa di Risparmio di Firenze, 1994

Come corollario dell’intervento di riordino, a breve sarà disponibile un nuovo inventario più preciso e rinnovato nella veste grafica, a cura di Stefania Terreni e Vanna Arrighi, che andrà a sostituire l’indice-inventario dell’archivio, pubblicato nell’articolo di S. Piccolo L’archivio dell’Insigne Collegiata di Sant’Andrea a Empoli, in «Bullettino Storico Empolese», v. XIV, (1997-2003), pp. 37-43.

Vanna Arrighi, presidente degli Amici dell’Archivio, sta curando da tempo l’inventariazione del fondo pergamenaceo, che può inserirsi a pieno titolo nell’ambito delle iniziative per Empoli 2019.

Lorenzo Ancillotti, Vanna Arrighi, Stefania Terreni

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Giacomo l’empolese. Leopardi e gli antenati Falagiani

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Un’immagine di casa Leopardi a metà Ottocento – Recanati

Chi ha messo piede in un archivio sa quanto può essere frustrante, a volte, il lavoro di uno storico. Possono infatti passare mesi di duro lavoro senza che vengano trovati elementi, o anche semplici tracce, utili per la ricerca che si sta svolgendo. A volte, al contrario, il lavoro di scavo archivistico regala tesori inaspettati. Piccole gemme trovate per caso mentre si sta cercando tutt’altro. È quanto è successo con un documento presente all’interno del fondo “Notarile Moderno” dell’Archivio di Stato di Firenze (ASF, Notarile moderno, protocollo 20827, c. 87r).

Spulciando le filze dei notai empolesi, in mezzo ad accordi commerciali, vendite di beni immobiliari, stime di beni e monacazioni di fanciulle, è apparsa una presentazione di procuratori abbastanza particolare. La presentazione di procuratori era un atto molto comune: consisteva nell’indicare al notaio un soggetto terzo che, in un affare o in una disputa, agisse per l’interessato. Non è quindi l’atto in sé ma il suo contenuto ad essere fonte di interesse.

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