San Ruffino o San Ruffillo?

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La Cappella di San Ruffino parte terza

La cappella sorse sulle fondamenta di un’antica chiesa, la cui esistenza è documentata fino dal secolo XII e dalla quale riprese l’intitolazione. Nel corso dei secoli, forse per una lettura errata delle fonti più antiche, il nome del santo titolare fu talvolta alterato in san Ruffillo. Fu Emanuele Repetti, nel suo Dizionario geografico, fisico, storico della Toscana, pubblicato a Firenze dal 1833 al 1846), ad usare la forma di “San Ruffillo in Padule” (vol. IV, p. 9), rinviandone la descrizione nella voce Empoli (vol. II, p. 58,  in cui invece usa la forma di San Ruffino) e sulla scorta del Repetti l’errore perdura anche ai nostri giorni. Si ha testimonianza di una piccola costruzione nel sito già dalle Piante dei popoli e strade dei Capitani di Parte Guelfa, risalenti agli anni ottanta del Cinquecento, in un campo utilizzato come cimitero in tempo di epidemia, quando era consigliabile seppellire i morti lontano dall’abitato. Leggi tutto

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LA CAPPELLA DI SAN RUFFINO

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Cominciamo oggi il nostro viaggio alla scoperta della Cappella di San Ruffino. Saranno tre gli articoli dedicati alla storia di questo edificio. Ecco il primo!

La piccola cappella di San Ruffino[1] si trova quasi totalmente inglobata nel muro di recinzione del Convento dei Cappuccini e non è certamente un edificio di rilevante importanza, ma studiando la storia della costruzione e del luogo in cui si trova, si scopre che queste mura testimoniano circostanze curiose. 

Il Convento sorge “presso la chiesa parrocchiale di S. Ruffino…”, così scrive il Lazzeri nella sua Storia d’Empoli; della chiesa originaria si hanno pochissime notizie e probabilmente è andata perduta fra il XIII e il XIV secolo. Ma l’area su cui sorgeva aveva mantenuto il toponimo di San Ruffino nel 1584 nelle Piante di popoli e strade, prodotte dai Capitani di Parte Guelfa, vi è raffigurato un piccolo edificio, forse un tabernacolo, dedicato a San Ruffino, proprio nel punto in cui il “Popolo di S. Andrea”, confinava con il “Popolo di S. Giusto”. E l’erudito Olinto Pogni, autore delle Iscrizioni di Empoli, pubblicate nel 1910, riferisce che in questo “oratorio” si trovava una iscrizione funebre datata prima metà del Cinquecento, poiché “…come a San Rocco e a San Mamante così a San Ruffino si seppelliva in tempo di peste…”. Questi luoghi di sepoltura destinati ai morti di peste di solito erano “situati vicino ad oratori … e ogni anno soleva il Capitolo di Empoli recarsi processionalmente … nella festa del santo titolare per benedire il cimitero annesso a ciascuno di essi”. Leggi tutto

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I CAPPUCCINI A EMPOLI. CHIESA, CONVENTO, CIMITERO

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Venerdì 8 aprile alle 17,30 presso la casa della Memoria di Santa Maria, avrà luogo la presentazione del volume 10-11 (anni 2020-2021) di Quaderni d’Archivio, la rivista dell’Associazione Amici dell’Archivio storico comunale di Empoli. Il tema monografico del volume è di particolare interesse per la città: “I Cappuccini a Empoli. Chiesa, convento e cimitero”. Ricerche basate su materiali d’archivio inediti conservati in vari istituti, che affrontano da molteplici angolazioni il complesso dei Cappuccini, restituendo un quadro completo della sua lunga storia. Tanti gli autori coinvolti nelle indagini d’archivio. Nella seconda parte del volume invece, interessanti e inediti contributi sui maestri di scuola a Empoli nel Rinascimento, su Vincenzo Chiarugi e su Idalberto Targioni. Leggi tutto

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I Cappuccini a Empoli. Chiesa, convento, cimitero

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Venerdì 8 aprile alle 17,30 presso la casa della Memoria di Santa Maria, avrà luogo la presentazione del volume 10-11 (anni 2020-2021) di Quaderni d’Archivio, la rivista dell’Associazione Amici dell’Archivio storico comunale di Empoli. Il tema monografico del volume è di particolare interesse per la città: “I Cappuccini a Empoli. Chiesa, convento e cimitero”. Ricerche basate su materiali d’archivio inediti conservati in vari istituti, che affrontano da molteplici angolazioni il complesso dei Cappuccini, restituendo un quadro completo della sua lunga storia. Tanti gli autori coinvolti nelle indagini d’archivio. Nella seconda parte del volume invece, interessanti e inediti contributi sui maestri di scuola a Empoli nel Rinascimento, su Vincenzo Chiarugi e su Idalberto Targioni. Presenterà il numero della rivista il professor Gaetano Greco. Interverrà alla presentazione Fra’ Francesco Mori, responsabile per i beni culturali dei Frati Minori Cappuccini toscani. Leggi tutto

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13 febbraio 1945: La partenza dei volontari raccontata da alcuni dei protagonisti

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Daniele Lovito

Il 2 settembre 1944 Empoli venne finalmente liberata dall’occupazione nazifascista dopo essere rimasta per più di un mese sulla linea del fronte e per più di vent’anni, a partire dai tragici fatti del 1° marzo 1921, sotto la coltre repressiva, coercitiva e liberticida del fascismo.

La guerra totale non aveva risparmiato alla città e ai suoi abitanti nessuna delle sue tragiche conseguenze e questo fu lo scenario agghiacciante che si presentò ai membri del CLN locale e all’amministrazione provvisoria, insediatasi circa un mese prima nella frazione di Monterappoli, camminando tra le macerie d’una città colpita, ferita, semidistrutta. Leggi tutto

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76° anniversario della partenza dei volontari per la guerra di liberazione

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13 febbraio 1945 – 13 febbraio 2021

I Volontari della Libertà empolesi durante il raduno per il 45esimo anniversario della partenza, nel 1990

Ho condiviso con il giovane storico Daniele Lovito i ricordi di alcuni “volontari della libertà” partiti da Empoli il 13 febbraio 1945, perché a sua volta li utilizzasse inseriti in un più ampio contesto storico.

Ne ho conosciuti molti, per motivi di lavoro, in occasione dei loro raduni regionali e dei loro incontri annuali. La prima volta nel febbraio 1995, erano ancora in molti, e poi ogni cinque anni, con numeri sempre più defilati.

Ricordo con affetto e anche con ammirazione quelli di loro che hanno ricoperto la carica di Presidente dell’ANPI di Empoli: Aldo Giuntoli, Mauro Salvadori, Gianfranco Carboncini, ma mi vengono alla mente anche gli altri, ognuno con la propria individualità, ma tutti ancora legati a quella esperienza fondativa. Leggi tutto

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