I venerdì dell’Archivio – Dal gioco del pallone all’Empoli football club

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Nuovo appuntamento con “I venerdì dell’Archivio” presso il Museo del Vetro di Empoli – Venerdì 31 gennaio

con Elisa Boldrini e Paolo Santini

Lo spettacolo sportivo, ed in particolare quello offerto dal gioco del calcio, ha assunto nell’epoca attuale una grandissima diffusione, spesso tale da scandire il calendario degli impegni del nostro tempo libero. La città di Empoli può vantare una lunga e importante tradizione con la presenza di una delle prime società calcistiche di livello professionistico in Italia e un’attiva e numerosa rappresentanza dilettantistica, oramai non più limitata al solo gioco del calcio ma anche ad altri giochi dove la palla, nelle sue varie forme, è protagonista. Leggi tutto

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Presentazione del numero 8/9 di “Quaderni d’Archivio”

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29 novembre 2019, ore 17,30, Museo del Vetro

L’ultimo numero della rivista degli Amici dell’Archivio storico di Empoli “Quaderni d’archivio” è dedicato ai giochi, alle feste e agli spettacoli che si svolgevano a Empoli nei secoli passati. È un volume molto corposo (si tratta in effetti di un numero doppio) che presenta saggi e contributi frutto di ricerche presso archivi locali e non solo.

Non solo volo del ciuco è il titolo della parte monografica della rivista e si propone di ricostruire  il panorama delle feste più importanti: da quelle devozionali alle feste “civili”, dal volo del ciuco al gioco del pallone e ai fuochi d’artificio. La seconda parte dei “Quaderni” presenta una interessante rassegna di studi recenti basati su fonti d’archivio. Il tutto accompagnato da un ricco apparato iconografico. Leggi tutto

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La città celebra i suoi 900 anni di storia. Empoli 2019: si raccontano nove secoli

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locandina

Ciclo di conferenze da settembre a dicembre 2017 e poi da gennaio a dicembre 2018 a cura di Giuliano Pinto, Gaetano Greco e Simonetta Soldani

Sabato 23 settembre 2017, ore 17,15 – Museo del Vetro

Paolo Cammarosano, Prima della fondazione: le presenze signorili tra Valdelsa e Valdarno inferiore 
Paolo Pirillo, La fondazione dell’abitato. Dai conti Guidi a Firenze 

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Pubblicazione del testo del “giro con delitto”. Terza parte e finale.

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giro-con-delitto-giallo-del-pugnale Siamo giunti alla conclusione del giallo storico al centro del “giro con delitto” che si è svolto il 4 luglio scorso. Con la pubblicazione della terza e della quarta, e ultima, parte termina la storia dell’omicidio di Matteo Marchetti.

Ne approfittiamo per augurare a tutti voi serene vacanze, ci rivediamo a settembre!

 

 

Terzo intermezzo

Storia di un povero diavolo

Mi chiamo Jacopo di Giovanni di Marco Tacchelli, abito all’interno del castello di Empoli, appartengo al popolo della collegiata di Sant’Andrea e sono un maniscalco. Mio nonno veniva da Firenze, io sono nato qui e sono integrato all’interno di questa terra. I miei figli vorrebbero andare a Livorno, nella nuova città di cui si parla come del Nuovo Mondo, manco fossero le Americhe. Ma a me piace stare qui, perché in questa stretta strada ho la mia bottega e la mia vita. A me, il mio lavoro mi piace. Il mio martello crea tutto il giorno una musica soave che si spande nella via come il suono delle campane. Quando poi metto il ferro nell’acqua mi piace sentire lo stridio del metallo caldo che sembra dimenarsi come un demonio a contatto con l’acqua santa, fino a immobilizzarsi nella forma che gli ho impresso con la forza del mio braccio. Quando il tempo lo permette, come oggi, esco fuori dalla mia bottega buia e calda e mi godo l’aria fresca, il sole e anche la pioggia, se è quella della primavera o dell’estate. Qualcuno mi definirebbe un brav’uomo, uno che ha sempre fatto il suo dovere, che ha lottato con la vita, vincendo a volte, spesso perdendo. Un naufrago che riesce a tenersi a galla in un mare in tempesta, un peccatore che alla fine riesce a redimersi. Ho avuto alti e bassi, gioie e dolori, come tutti noi. Alla fine, tuttavia, Nostro Signore mi ha sempre aiutato e io sono riuscito a tirare avanti.

 

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Pubblicazione del testo del “giro con delitto”. Seconda parte

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Continua la pubblicazione del giallo storico al centro del giro con delitto. Siamo alla seconda tappa della nostra storia, intitolata “Un birro e qualche passo indietro”.

 

Buona lettura!

 

 

 

 

 

 

Secondo intermezzo

Un birro e qualche passo indietro

 

 

Mi sveglio di soprassalto, il cuore batte nel petto all’impazzata. Buio. Notte fonda. Un incubo? Riordino le idee. No, qualcos’altro mi ha svegliato…mi sembrava…forse…un urlo, sì, ora lo sento. Viene dalla scale e rimbomba insieme al rumore di tacchi che battono sulla pietra dura degli scalini. Il suono sale come un vortice e sembra voler aprire la porta chiusa della mia stanza. Scendo dal letto, inizio a vestirmi. È successo qualcosa, un fatto grave. Ma che cosa, qui, a Empoli? Un furto? Un’aggressione da osteria? Cosa, per l’amor di Dio? Prendo il cinturone e la spada, indosso velocemente le brache e il farsetto. Sopra a tutto getto il mantello. Quando Menico, il donzello del podestà, spalanca la porta inondandomi di luce e di suoni, sono pronto.

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Pubblicazione del testo del “giro con delitto”. Prima parte

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giro-con-delitto-giallo-del-pugnaleDopo il successo di partecipazione del “Giro con delitto”, svoltosi martedì 4 luglio,  pensiamo di fare cosa gradita pubblicando il testo del “giallo storico” al centro della serata, così da permettere a tutti una sua comoda lettura.

Oggi pubblichiamo la prima parte, intitolata “Storia di un pugnale”; nelle settimane che verranno troveranno posto in questa sede anche le altre tre sezioni del giallo, corrispondenti alle altrettante tappe del giro storico.

 

Primo intermezzo

Storia di un pugnale  

 

Buonasera a tutti. Mi presento: sono un pugnale. Scusate se ho l’ardire di parlare e mettermi al centro dell’attenzione, quasi come se fossi un’arma famosa, a esempio una spada appartenuta a qualche grande condottiero o a un eroe dei poemi epico-cavallereschi, come la Durlindana del prode Orlando. Niente di tutto ciò, purtroppo. Io sono un pugnale qualunque, come se ne trovano molti nelle botteghe artigiane degli armaioli di mezza Europa. Mi presento meglio, affinché possiate comprendere appieno la mia ordinarietà. Ho una lama fissa quadrangolare lunga circa 20 centimetri, su cui sono state incise quattro scanalature vagamente disposte. La mia lama termina con una piccola elsa su cui il buon artigiano che mi produsse fece incidere la scritta “Johannes Muller Solingen civitati fecit, 1623”. Termino con una impugnatura  a sbalzo, di ferro brunito, che finisce con un piccolo pomello. Il mio creatore, per la verità, avrebbe voluto arricchirla con un lavoro in argento ma visto che il mio primo acquirente, un lanzichenecco al servizio del generale Wallenstein, aveva speso i suoi ultimi soldi derivanti dal saccheggio in vino e donne, la lasciò così. Leggi tutto

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Tra bene pubblico e interessi privati: attività economiche e igiene urbana in età moderna a Empoli

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Costruita lungo le rive dell’Arno, Empoli ha sviluppato nel corso dei secoli tutta una serie di attività legate al fiume, quali il traffico commerciale, la navigazione e le attività manifatturiere, assumendo dalle origini fino almeno alla metà dell’Ottocento i connotati di una vera e propria ‘terra fluviale’.

Ma l’uso delle acque per usi domestici ed industriali e, in particolare, il corretto smaltimento delle acque reflue, è stato, allora come, oggi terreno di scontro tra interessi diversi: da una parte la tutela della salute pubblica e la salvaguardia della competitività delle industrie e quindi dell’occupazione, dall’altra la necessità di richiedere la partecipazione dei cittadini alle spese sostenute dall’apparato governativo e di combattere l’abusivismo edilizio. Leggi tutto

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Aspettando Becuccio. Appuntamento al Museo del vetro di Empoli, 31 marzo 2017

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Andrea del Sarto, Pala di Gambassi, Firenze – Galleria di Palazzo Pitti (fonte: Wikipedia)

Nell’attesa di conoscere le ultime novità in merito all’inedita ricerca che Franco Ciappi e Silvano Mori, della Società Storica della Valdelsa, stanno portando avanti intorno alla figura del famoso vetraio gambassino noto come Becuccio bicchieraio – i cui primi risultati saranno anticipati nell’incontro di venerdì prossimo al Museo del Vetro di Empoli – proviamo a solleticare la curiosità dei nostri lettori recuperando qualche notizia intorno a questo personaggio.

Becuccio bicchieraio è noto agli storici dell’arte perché ricordato per ben due volte nelle Vite del Vasari: innanzitutto quale committente della famosa Pala di Gambassi realizzata da Andrea del Sarto, «amicissimo suo», per il convento delle monache benedettine dei Santi Lorenzo ed Onofrio, appena fuori del castello – appunto – di Gambassi, nella cui predella «ritrasse al naturale esso Becuccio e la moglie», quindi nella Vita del Pontormo che – a detta di Vasari –«ritrasse in uno stesso quadro due suoi amicissimi: l’uno fu il genero di Becuccio bicchieraio et un altro del quale parimenti non so il nome». La maestosa pala di Andrea del Sarto, databile al 1527-28, si conserva oggi nella Galleria Palatina di Firenze, mentre la coppia di ritratti della predella è stata identificata da Alessandro Conti con i due ritratti sarteschi dell’Art Institut di Chicago (A. Conti, Andrea del Sarto e Becuccio bicchieraio, «Prospettiva», 33-36 (1983-1984). Pp. 161-165). Il doppio ritratto del Pontormo ricordato nella vita del Carrucci si ritiene che debba identificarsi con quello della Fondazione Cini di Venezia, che recentemente è stato esposto alla mostra che Palazzo Strozzi ha dedicato al pittore pontormese e al suo comprimario, Rosso Fiorentino, Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della ‘maniera’ (Firenze, Palazzo Strozzi 8 marzo – 20 luglio 2014).

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Chi era Becuccio? Ascesa sociale di un “bicchieraio” gambassino.

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Becuccio è il più famoso «bicchieraio» gambassino, reso tale da Andrea del Sarto, che lo ha ritratto per ben due volte e due volte menzionato da Vasari nelle Vite, tuttavia non appariva ancora del tutto certa la sua identificazione con Domenico di Iacopo di Maffio, «bicchieraio» gambassino emigrato a Firenze all’inizio del ‘500.

Franco Ciappi e Silvano Mori  presentano i risultati della ricerca che hanno intrapreso da tempo per ricostruire la figura di Becuccio, uno dei maggiori protagonisti del fenomeno di diffusione dell’arte vetraria dalla Valdelsa a Firenze in epoca rinascimentale.

Il movimento migratorio dei bicchierai e dei fiascai valdelsani interessò anche Empoli dove fra ‘400 e ‘500 abbiamo notizie di vetrai attivi con bottega e fornace; le notizie si fanno più sporadiche nel corso del ‘600 ma permane costante la notazione sulla provenienza dei vetrai da Gambassi o da Montaione.

Venerdì 31 marzo 2017, ore 17.30

Museo del Vetro di Empoli, via Ridolfi 70

 

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Una mostra per ricordare: “Empoli. I giorni dell’alluvione. Cinquant’anni dal 1966”

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Manifesto mostraL’Archivio storico Per i 50 anni dall’alluvione del 1966

Empoli. I giorni dell’alluvione. Cinquant’anni dal 1966

4-13 novembre: orario: 17,00-19.30

La Vela – Margherita Hack, Via Magolo 32 – Avane

Inaugurazione: 4 novembre. ore 17,30

 

L’archivio storico di Empoli ha messo a disposizione materiale documentario e immagini per ricostruire attraverso una mostra questo evento drammatico – l’alluvione del 1966 – che interessò insieme a Firenze molti territori del bacino dell’Arno e dei suoi affluenti. Anche Empoli subì pesanti danni e ci furono anche due vittime.

La mostra Empoli. I giorni dell’alluvione. Cinquant’anni dal 1966 sarà allestita presso la Vela Margherita Hack di Avane, che fu tra le frazioni maggiormente colpite dall’alluvione, insieme a Santa Maria, Pagnana, Riottoli, Marcignana, Ponte a Elsa e Brusciana.

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ASCE, Archivio fotografico

Nella mostra sono rappresentate le varie località invase dall’acqua e dal fango, i mezzi di soccorso, le fabbriche e le abitazioni danneggiate e poi ripulite, il cedimento del ponte sull’Arno e il suo attraversamento con il traghetto o sul ponte di barche. Saranno poi esposte foto originali di Piero Caponi, alcuni manifesti emessi dall’Amministrazione comunale nei giorni dell’emergenza e articoli dei quotidiani.

Nel manifesto del 9 novembre, firmato dal Sindaco Mario Assirelli, si riassumono le enormi difficoltà in cui si vennero a trovare le persone che abitavano nelle zone più colpite e costrette a lasciare le proprie abitazioni e si delineano le azioni che furono intraprese per prestare i necessari soccorsi per uscire dall’emergenza, anche appellandosi alla collaborazione e alla solidarietà della cittadinanza.

arno1Una seconda sezione della mostra è dedicata al fiume Arno, alla sua storia e alle alluvioni che nel tempo si sono verificate.

 

Le altre iniziative:

19 novembre, ore 17,30
Cenacolo degli Agostiniani

Giuseppina Carla Romby (Università di Firenze) presenta il volume di Saida Grifoni Lungo l’Arno. Paesaggi, storia e culture, (Aska edizioni, 2016)

Gennaio 2017, giorno da definire

Presentazione del 6° numero della rivista degli Amici dell’Archivio storico «Quaderni d’Archivio», dal titolo Governare l’Arno: un contributo all’approfondimento del complesso rapporto da sempre intercorso tra Empoli e l’Arno.
Da una prospettiva storica i diversi interventi analizzeranno non solo gli aspetti distruttivi determinati dalla vicinanza del fiume – da cui l’esigenza di regimare il corso d’acqua – ma anche i vantaggi arrecati alla comunità empolese con lo sviluppo delle attività commerciali, industriali e artigianali, quali concerie, tintorie e manifatture tessili, che sono stati  per secoli settori trainanti dell’economia locale.

 

Le iniziative sono inserite nel percorso Un fiume di libri
condiviso e organizzato dalle reti documentarie Reanet e Bibliolandia

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