La Società delle Corse e l’ippodromo di Empoli – Parte seconda

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Piazza G. Guerra, anni '20 -'30 del 900, Collezione Pagli - Lari
Piazza G. Guerra, anni ’20 -’30 del 900, Collezione Pagli – Lari

Le corse dei cavalli riscuotevano un grande successo e suscitavano una notevole suggestione, ma dopo pochi anni, nel maggio del 1888 la Società delle Corse presenta al Comune una petizione, firmata da 280 cittadini e contribuenti del Comune, in cui viene chiesto un nuovo spazio più ampio da destinare alle corse.

La Deliberazione del Consiglio Comunale n. 2 del 5 giugno 1888, approvata con 14 voti favorevoli e 3 contrari, spiega con chiarezza che le corse dei cavalli, almeno dal 1880 al 1887, si erano svolte nel Piazzale Umberto I, nell’ippodromo che, in occasione delle competizioni, veniva recintato e circondato da palchi per il pubblico. La Società delle Corse riteneva che tale spazio non fosse più adeguato; non aveva le dimensioni per “concorrere ai premi soliti conferirsi ogni anno dal R. Ministero di agricoltura, industria e commercio”, mentre “non pochi proprietari ed inquilini di case sul Piazzale Umberto” protestavano per i numerosi disagi.

Quindi, considerando che “lo spettacolo delle corse in Empoli non solo conferisce al diletto e alla ricreazione, ma è pur sorgente di lucro e di guadagno per non pochi esercenti e rivenditori”, e che il Comune “trovasi formalmente obbligato colla Società delle Corse e per il corso di anni 20 dal 1880 a concedere e destinare un locale per lo spettacolo delle corse in Empoli”, il Consiglio delibera per la individuazione di un altro spazio.

In seguito a questa decisione inizierà la sistemazione della nuova area sui terreni d’acquisto dell’Arno (il “Piaggione”), che sembra essere adatta al nuovo utilizzo. La “nuova località da ridursi ad uso di ippodromo, attualmente di forma irregolare e di superficie ineguale verrebbe ad avere in quel modo una forma adatta e conveniente destinazione” e, dopo che sarà costruita “la sassaia e la fogna”, si trasformerà nella piazza, che prenderà poi il nome di Guido

Negli anni seguenti, fino all’agosto 1899, abbiamo notizie di numerose corse al trotto e al galoppo, che venivano organizzate in occasione di festività, ed in particolare per il Corpus Dominie per la “Fiera commerciale” di settembre, nonostante i danni talvolta causati dalle piene del fiume Arno, che ne impedivano lo svolgimento.

Sappiamo, per esempio, che nel 1893 le corse furono sospese, probabilmente per i “danni provocati dalle ultime piene”, in seguito ai quali si era reso necessario “provvedere al restauro della sassaia sotto l’ippodromo”, come riportato nei Rapporti di spesa dell’Ufficio tecnico di quell’anno.

Nel 1900 la Società delle Corse viene liquidata; negli anni successivi è un “Comitato delle corse” che presenta all’Amministrazione Comunale domande di sussidi per organizzare le corse al trotto e galoppo in piazza Guido Guerra e soprattutto chiede che la costruzione di uno “steccato” a recinto del “circolo” sia a spese del Comune, ma le uniche autorizzazioni deliberate dal Consiglio Comunale riguardano la concessione della pista e la ripulitura di questa da parte dei cantonieri comunali.

Veduta di Piazza Umberto I, 1902, Empoli, Collezione G. Guerri

La nuova area destinata a Ippodromo risponde alla esigenza di spazio e di distanza dalle abitazioni, ma, a leggere l’articolo Empolie la sua Fiera di Vittorio Fabiani, pubblicato il 30 settembre del 1906 sulla rivista «Il Popolo Empolese», non entusiasma gli Empolesi. Fabiani infatti critica questo spostamento e ricorda come erano molto più suggestive e anche ordinate le corse svolte in piazza Umberto I. Questa piazza infatti, essendo circoscritta da edifici, era facilmente recintabile con palchi ad anfiteatro, che conferivano allo spazio maggiore gestibilità e anche fascino, mentre la nuova area, quello di Piazza Guido Guerra, era completamente aperta e dispersiva e comportava grosse spese per la sua recinzione.

Nel 1907 si costituisce una nuova “Società delle Corse”, che negli anni successivi chiederà numerose volte l’utilizzo dell’ippodromo in occasione delle festività e della fiera annuale. Il 5 luglio 1914, dopo il pieno successo dell’ultima giornata di corse al galoppo, troviamo questo commento: su «Il Piccolo Corriere del Valdarno e della Valdelsa»: “La magnifica riuscita di queste corse e il grande interessamento del pubblico […] serviranno, noi speriamo, a stimolare la società delle corse ad organizzare nel prossimo settembre, in occasione dell’annuale fiera, una ben più importante riunione ippica”, che richiami spettatori e nell’interesse del commercio spicciolo.

Purtroppo questo non avverrà, poiché l’inizio della Prima Guerra Mondiale pone chiaramente fine a tali competizioni; lo stesso accadrà per il secondo conflitto mondiale.

Le corse dei cavalli nella nostra città furono riprese a partire dai primi anni ‘20 del Novecento e, per alcuni anni, nel secondo dopoguerra.

© Stefania Terreni e Elena Mostardini

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