La storia delle forze di polizia a Empoli – Parte seconda

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Senza titolo-1 (1)Continua il nostro viaggio, basato sul lavoro di Roberto Boldrini, nella storia della polizia a Empoli. Oggi parliamo dei compiti e della divisa delle guardie empolesi subito dopo l’Unità d’Italia.

 

L’unificazione nazionale, dal punto di vista della polizia locale, non rappresentò una frattura. Anche la Guardia Civica, per esempio, sopravvisse. Continuò infatti a essere usato l’uso del termine «polizia municipale» riferito ad un concetto amministrativo piuttosto che ad un «corpo», anche se si fece strada il potenziamento del servizio attraverso un aumento del numero degli addetti. Secondo il preambolo del Regolamento promulgato nel 1865 la cittadinanza levava una protesta riguardo «il difetto di sanzioni idonee a preservare la salute pubblica, ad impedire i continui ingombri del pubblico suolo, ed a provvedere alla nettezza del paese». Una forte evidenza assunse lo spostamento del commercio ambulante dalle strade alle piazze, in grado di liberare il traffico dei veicoli e poter applicare l’imposta del suolo pubblico a porzioni più ampie di terreno.

La Giunta comunale nella sua prima adunanza del 17 luglio 1865, in relazione all’emergenza che toccava la situazione igienica della città, deliberò di mettere a riposo l’unica Guardia Municipale, Pietro Frosini e di nominare provvisoriamente due nuove Guardie in attesa dell’approvazione governativa del Regolamento e della conseguente «nomina definitiva dei posti delle Guardie Municipali già deliberata dal Consiglio». Le due Guardie furono Antonio Pastremoli e Tommaso Rigoli.

Alla luce di questi primi interventi di riordino si può ribadire che il campo d’azione delle guardie di polizia urbana fosse limitato alle numerose situazioni di precarietà igienica, scarsa illuminazione, danneggiamento di argini, traffico di veicoli a trazione animali. In relazione ai rapporti ricevuti il gonfaloniere e in seguito il sindaco emettevano delle intimazioni nei confronti dei privati chiedendo di rimuovere ingombri od eseguire lavori particolari oppure le guardie elevavano una contravvenzione.

Il servizio urbano delle guardie contemplava la vigilanza su:

 

  1. La nettezza delle vie
  2. La notturna illuminazione
  3. La nettezza delle cloache, latrine e macelli
  4. Le nuove costruzioni e riparazioni parziali delle fabbriche
  5. Le occupazioni di suolo e di area pubblica
  6. Le deturpazioni e l’ingombri
  7. Le cause che possono dare luogo alle inondazioni, agli incendi, alle mal’arie all’epidemie
  8. Il buon andamento delle Fiere e Mercati
  9. L’osservanza delle disposizioni sulle pubbliche fonti, sui giuochi, sul suolo pubblico e sul pubblico ornato

Cade ancora sotto la sorveglianza delle Guardie il servizio campestre che più particolarmente prevedeva:

  1. Le ispezioni delle arginature lungo l’Arno, l’Orme ed i minori corsi d’acqua in quanto può essere compromessa la sicurezza delle persone dei Comunisti e loro beni
  2. Le piantate d’alberi lungo le strade e sul piano di colmata presso Empoli
  3. L’ispezione delle strade comunali percorrenti nel perimetro comunitativo e ponti attraverso le strade stesse»

La divisa venne invece descritta in questi termini:

«Tunica di panno bigio con mostreggiatura alla pistagna ed alle manopole di panno azzurro e bottoni di metallo bianco osia plafani [?]. Pantaloni di panno bigio filettati d’azzurro.

Cappotto con cappuccio di panno bigio con mostreggiature di panno azzurro e filettatura pure azzurra.

Berretto bigio filettato d’azzurro con placca bianca portante lo stemma del Comune e cinturone di cuoio nero a vita con placca d’ottone  portante la cifre G. M.

Per armi, la daga e la carabina con baionetta.

Il capoguardia avrà per distintivo un nodo azzurro sulla spalla sinistra, ed in luogo della doga sarà armato di sciabola»

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