Nino Bezzi (1882-1961). Fine letterato e uomo generoso – Parte Prima

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Nino Bezzi

Nella biografia di Nino Bezzi troviamo la testimonianza di un uomo che ha attraversato la vita con coerenza critica. Con atto di mecenatismo ha legato i beni a Empoli, il luogo natale. La donazione fu utilizzata dall’Amministrazione comunale in gran parte per la ristrutturazione della villa di Cerbaiola (ex Villa Cantini) che ospita il centro diurno per i disabili.

Era nato nel 1882 in una famiglia benestante. Del padre, commerciante e ammiratore delle scelte di Garibaldi, Nino raccolse e continuò le convinzioni.

Letterato conoscitore dei vari stili della comunicazione, ha lasciato scritti di intento pubblicistico e letterario: un monologo per teatro intitolato Empoli nel 2000, ora scaricabile dal sito della Biblioteca comunale “Fucini”, recitato al teatro “Tommaso Salvini” di Empoli il 28 maggio 1911, molti articoli ed in particolare editoriali, scritti sul settimanale «Arno», da lui diretto durante l’anno di vita della rivista, nel 1912.

La scrittura di Bezzi fa capire l’entusiasmo civico di cui era dotato: repubblicano, nel senso della dichiarata fede mazziniana e garibaldina, era vicino ai circoli socialisti. La rivista supplì nell’anno le difficoltà in cui si era arenata la rivista socialista «Vita Nuova».

Il 1912 fu un anno particolare per le scelte che fece il governo italiano, di mettersi nella strada colonialista dichiarando guerra all’Impero turco e occupando Cirenaica e Tripolitania. Questo passo metteva alla prova sotto il profilo civile ed economico ogni singola comunità: ivi compresa Empoli. Bezzi smascherava che l’avventura era in chiave imperialistica e non patriottica, come gridava la propaganda. Invece fu persuaso del valore risorgimentale della Grande Guerra, per ‘Gorizia e le terre lontane’, e vi partecipò come volontario.

Troviamo notizie di Bezzi in appunti scritti da Mario Bini nella collettanea, a cura di Agostino Morelli, Empoli negli ultimi 100 anni. Notizie figure personaggi, del 1977. Qui è riportata la notizia che Bezzi espatriò nell’America del sud nel 1926: forse esercitò il commercio, attività di famiglia. Il soggiorno lontano è da mettersi in relazione con quanto su Bezzi riferisce Libertario Guerrini nel Movimento operaio nell’Empolese (1861-1949), che cioè subì persecuzioni personali dopo l’assassinio di Giacomo Matteotti nel 1924.

Bezzi fino all’affaire di Giacomo Matteotti, cioè la contestazione violenta alla Camera dei Deputati subita il 30 maggio 1924 ed il rapimento, poi dimostratosi assassinio, avvenuto il 10 giugno, non aveva visto un rischio per la democrazia nel fascismo. Fu invece allora che, come altri, intravide il lato totalitario e brutale di quel progetto e si attivò per bloccarne i passi verso il regime.

Franca Bellucci

 

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