{"id":963,"date":"2017-07-13T17:07:37","date_gmt":"2017-07-13T15:07:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=963"},"modified":"2017-07-13T17:07:37","modified_gmt":"2017-07-13T15:07:37","slug":"pubblicazione-del-testo-del-giro-con-delitto-prima-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=963","title":{"rendered":"Pubblicazione del testo del &#8220;giro con delitto&#8221;. Prima parte"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F963&#038;t=Pubblicazione%20del%20testo%20del%20%E2%80%9Cgiro%20con%20delitto%E2%80%9D.%20Prima%20parte&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F963&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2017%2F07%2Fgiro-con-delitto-giallo-del-pugnale-300x217.jpg&#038;p&#091;title&#093;=Pubblicazione%20del%20testo%20del%20%E2%80%9Cgiro%20con%20delitto%E2%80%9D.%20Prima%20parte\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F963&#038;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a><p><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/giro-con-delitto-giallo-del-pugnale.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"size-medium wp-image-964 alignleft\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/giro-con-delitto-giallo-del-pugnale-300x217.jpg\" alt=\"giro-con-delitto-giallo-del-pugnale\" width=\"300\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/giro-con-delitto-giallo-del-pugnale-300x217.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/giro-con-delitto-giallo-del-pugnale.jpg 640w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Dopo il successo di partecipazione del &#8220;Giro con delitto&#8221;, svoltosi marted\u00ec 4 luglio, \u00a0pensiamo di fare cosa gradita pubblicando\u00a0il testo del &#8220;giallo storico&#8221; al centro della serata, cos\u00ec da permettere a tutti una sua comoda lettura.<\/p>\n<p>Oggi pubblichiamo la prima parte, intitolata &#8220;Storia di un pugnale&#8221;; nelle settimane che verranno troveranno posto in questa sede anche le altre tre sezioni del giallo, corrispondenti alle altrettante tappe del giro storico.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Primo intermezzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Storia di un pugnale<\/strong> \u00a0<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Buonasera a tutti. Mi presento: sono un pugnale. Scusate se ho l\u2019ardire di parlare e mettermi al centro dell\u2019attenzione, quasi come se fossi un\u2019arma famosa, a esempio una spada appartenuta a qualche grande condottiero o a un eroe dei poemi epico-cavallereschi, come la Durlindana del prode Orlando. Niente di tutto ci\u00f2, purtroppo. Io sono un pugnale qualunque, come se ne trovano molti nelle botteghe artigiane degli armaioli di mezza Europa. Mi presento meglio, affinch\u00e9 possiate comprendere appieno la mia ordinariet\u00e0. Ho una lama fissa quadrangolare lunga circa 20 centimetri, su cui sono state incise quattro scanalature vagamente disposte. La mia lama termina con una piccola elsa su cui il buon artigiano che mi produsse fece incidere la scritta \u201cJohannes Muller Solingen civitati fecit, 1623\u201d. Termino con una impugnatura \u00a0a sbalzo, di ferro brunito, che finisce con un piccolo pomello. Il mio creatore, per la verit\u00e0, avrebbe voluto arricchirla con un lavoro in argento ma visto che il mio primo acquirente, un lanzichenecco al servizio del generale Wallenstein, aveva speso i suoi ultimi soldi derivanti dal saccheggio in vino e donne, la lasci\u00f2 cos\u00ec.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I puristi e i fini conoscitori delle armi bianche mi definirebbero uno stiletto o un quadrello ma io non sono mai andato troppo per il sottile. Insomma, io sono questo, non di pi\u00f9: un\u2019arma come ce ne sono tante in giro, soprattutto in questi anni turbolenti di guerre di religione. Detto questo, vi prego tuttavia di non sottovalutare la mia importanza, almeno questa sera. Dovreste sapere, infatti, come a volte uomini e armi comuni possano cambiare drasticamente la Storia, quella con la S maiuscola. Non siete convinti? Volete un esempio? Eccovi serviti. Solo quindici anni or sono fu un comune insegnante, il fanatico cattolico Francois Ravaillac, a uccidere con un coltello da cucina rubato in una squallida taverna da due soldi il re di Francia, Enrico IV di Borbone. La notizia fece molto scalpore anche qui, perch\u00e9 il re di Francia aveva sposato da poco Maria dei Medici, figlia del granduca Francesco I. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Se stasera occupo la scena, quindi, \u00e8 perch\u00e9, mio malgrado, anche io sono il protagonista di una storia simile. Di <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">questa<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> storia, certamente meno di impatto di quella di Enrico IV, con minori conseguenze per le sorti dell\u2019Europa ma comunque importante per le storie degli uomini che l\u2019hanno vissuta. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al momento per\u00f2 questa storia non \u00e8 ancora iniziata: infatti sto riposando sotto il tabarro del mio padrone, che mi ha estratto qualche minuto fa dalla scatola in legno foderata di velluto nella quale giacevo. Dalla concitazione dei suoi passi e dal sudore sulla mano che mi impugna, so per\u00f2 che sar\u00f2 estratto a breve. Tra poco, infatti, verr\u00f2 utilizzato per compiere un efferato omicidio. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Notte del 3 settembre 1625, Empoli, Granducato di Toscana. Arrivano fin qua gli echi della guerra che sta insanguinando e devastando l\u2019Impero, una carneficina che oppone cattolici e protestanti sul suolo tedesco. Dopo una calda giornata di fine estate, \u00e8 arrivato il buio e una leggera brezza si \u00e8 alzata, facendo mulinare cumuli di polvere e foglie negli angoli del castello. Matteo Marchetti, tesoriere del Monte Pio, la vera e propria banca locale, sta facendo ritorno a casa dopo una dura giornata di lavoro. Ha lavorato fino a tardi, al lume della candela che andava via via consumandosi, facendo quadrare i conti e i registri contabili. Ha predisposto qualche giorno addietro la vendita di beni avuti in pegno in cambio di prestiti in denaro e la somma che il Monte ha ricavato \u00e8 ingente. Si tratta di una piccola fortuna: circa 2000 \u00a0scudi. Il Marchetti ha riposto il denaro in una cassa rinforzata, la cui chiave tiene appesa al collo, lontano da sguardi indiscreti e protegge a costo della vita. \u00c8 un uomo scrupoloso e sa come si gestiscono grandi somme di denaro: si dice che abbia pagato una somma da capogiro per la dote di Elisabetta Cella, sua moglie, figlia di uno dei mercanti pi\u00f9 in vista di Empoli. Qualche anno fa il loro matrimonio era sulla bocca di tutti: due tra le famiglie pi\u00f9 ricche e in vista si univano con uno sposalizio strategico per entrambe. Il Marchetti \u00e8 un uomo di mondo, sicuro di s\u00e9 e di ci\u00f2 che fa. Adesso tuttavia appare inquieto, perch\u00e9 si volta continuamente dietro di s\u00e9 per scrutare le ombre che strisciano negli angoli bui dei vicoli del castello, rese pi\u00f9 nere dalle poche torce fissate sui muri delle abitazioni, a distanza regolare, che formano piccole oasi di luce. Forse qualcosa non gli quadra, visto che affretta il passo. Poi si ferma, i suoi stivali non battono pi\u00f9 sui ciottoli della via. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cChi va l\u00e0?\u201d esclama. Forse ha sentito dei passi. Forse crede che qualcuno lo stia seguendo, su per la via che conduce al baluardo voluto da Cosimo I per proteggere Empoli durante la guerra di conquista di Siena, che si erge cupo e silenzioso nella notte. Solo il vento e un debole richiamo di un uccello notturno rispondono alla sua domanda. Le mura tuttavia, salvezza per l\u2019intera comunit\u00e0 in pi\u00f9 di una occasione, questa volta hanno tradito un loro protetto. Hanno distorto l\u2019eco prodotta dal mio padrone che si sta avvicinando al suo appuntamento non richiesto. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Perch\u00e9 Matteo Marchetti, a furia di guardarsi alle spalle, non si avvede che una figura \u00e8 uscita dall\u2019ombra vicina alle mura del baluardo e sta alzando contro di lui il braccio destro. Posso vedere per un attimo lo sguardo di terrore del tesoriere che mi guarda con occhi sgranati, pieni di sorpresa. Godo solo per pochi istanti dell\u2019aria frizzante della notte, prima di essere sospinto verso il corpo del malcapitato una, due tre volte. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Prima penetro nella congiunzione tra petto e spalla, poi poco sopra il cuore, infine in pieno petto. La mia lama affilata squarcia con facilit\u00e0 la carne e crea brutte ferite, da cui inizia a sgorgare copioso il sangue. Soltanto il terzo colpo, tuttavia, \u00e8 quello decisivo. Matteo Marchetti crolla sull\u2019acciottolato emettendo un lamento che sembra un sospiro. Non un grido, non un rumore: solo, un rantolo soffocato ha accompagnato le pugnalate. Nessuno deve avere sentito, nessuno deve avere visto. Eppure, il mio padrone improvvisamente si irrigidisce: forse ad una finestra si \u00e8 accesa una candela dentro una bugia, forse qualcuno si sta affacciando a osservare la scena dalle case circostanti. Oppure da una porta \u00e8 uscito un mercante che parte di buon\u2019ora con le sue mercanzie, diretto verso mercati lontani a cui spera di arrivare con le prime luci del mattino.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019assassino sembra inginocchiarsi accanto alla vittima, e allungare la mano per toccarle il collo. \u00c8 solo un attimo, poi si alza e se ne va con passo deciso lungo via Ferdinanda, per poi svoltare verso l\u2019antico quartiere ebraico. \u00a0E cos\u00ec, mentre il rumore dei passi concitati del mio proprietario ci allontanano dal luogo del delitto, poco distante Matteo Marchetti giace inerte sulle pietre fresche del castello di Empoli e con gli occhi al cielo agonizza in \u00a0attesa di spirare. \u00a0<\/span><\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>by Dopo il successo di partecipazione del &#8220;Giro con delitto&#8221;, svoltosi marted\u00ec 4 luglio, \u00a0pensiamo di fare cosa gradita pubblicando\u00a0il testo del &#8220;giallo storico&#8221; al centro della serata, cos\u00ec da permettere a tutti una sua comoda lettura. Oggi pubblichiamo la prima parte, intitolata &#8220;Storia di un pugnale&#8221;; nelle settimane che verranno troveranno posto in questa [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[7,1],"tags":[8,198,197],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=963"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":966,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/963\/revisions\/966"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=963"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=963"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=963"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}