{"id":903,"date":"2016-11-25T16:46:49","date_gmt":"2016-11-25T15:46:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=903"},"modified":"2016-11-25T16:46:49","modified_gmt":"2016-11-25T15:46:49","slug":"lalluvione-del-1966-racconto-di-annunziata-fedora-mancini-di-brusciana-per-ricordare-il-padre-palmiro-travolto-dalla-piena-dellelsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=903","title":{"rendered":"L\u2019alluvione del 1966: racconto di Annunziata \u201cFedora\u201d Mancini di Brusciana per ricordare il padre Palmiro travolto dalla piena dell\u2019Elsa"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F903&#038;t=L%E2%80%99alluvione%20del%201966%3A%20racconto%20di%20Annunziata%20%E2%80%9CFedora%E2%80%9D%20Mancini%20di%20Brusciana%20per%20ricordare%20il%20padre%20Palmiro%20travolto%20dalla%20piena%20dell%E2%80%99Elsa&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F903&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2016%2F11%2F1809_XIII.26-300x226.jpg&#038;p&#091;title&#093;=L%E2%80%99alluvione%20del%201966%3A%20racconto%20di%20Annunziata%20%E2%80%9CFedora%E2%80%9D%20Mancini%20di%20Brusciana%20per%20ricordare%20il%20padre%20Palmiro%20travolto%20dalla%20piena%20dell%E2%80%99Elsa\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F903&#038;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a><figure id=\"attachment_904\" class=\"thumbnail wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/1809_XIII.26.bmp\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-904 size-medium\" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/1809_XIII.26-300x226.jpg\" alt=\"1809_XIII.26\" width=\"300\" height=\"226\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/1809_XIII.26-300x226.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/1809_XIII.26.bmp 697w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption class=\"caption wp-caption-text\">Gli edifici di Ponte a Elsa dopo che l&#8217;acqua si \u00e8 ritirata (ASCE, Archivio Fotografico)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La mostra <em>Empoli<\/em><em>, i giorni dell\u2019alluvione. Cinquant\u2019anni dal 1966<\/em>, allestita a Avane nello spazio della Vela Margherita Hack fino al 13 novembre, dopo la permanenza nei due plessi della scuola media Busoni Vanghetti, sar\u00e0 visitabile a partire dalla prossima settimana in alcuni Circoli Arci dell\u2019Empolese Valdelsa: un\u2019opportunit\u00e0 per ampliarne la fruizione anche nelle frazioni periferiche.<\/p>\n<p>Il primo circolo che ospiter\u00e0 la mostra sar\u00e0 quello di Ponte a Elsa.<\/p>\n<p>Nell\u2019ondata di piena dell\u2019Elsa del 4 novembre \u00a01966 perse la vita Palmiro Mancini di Brusciana. La figlia Annunziata \u201cFedora\u201d, oggi novantatreenne, ha condiviso il ricordo di quella tragedia scrivendo il suo racconto-testimonianza, pubblicato nel volume curato dall\u2019Associazione per l&#8217;Arno <em>L&#8217;Arno raccontato: tra cronaca e immaginario, 1966-2006 <\/em>(Tagete, 2006).<\/p>\n<p><strong><em>\u201cLa Valdelsa<br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n<p>Era il 4 novembre 1966, un venerd\u00ec sera alle ore 18.30 circa, dopo tanti giorni di pioggia. La furia delle acque ruppe gli argini e in poco tempo tutto fu invaso. I campi furono dissestati, le piante sbarbate, ed anche la ferrovia Empoli-Siena fu trascinata dalla grande corrente. Mio padre, Palmiro Mancini, un mediatore di vino molto conosciuto che abitava a Brusciana, aveva appena accompagnato alcuni camionisti di La Spezia in albergo perch\u00e9 le condizioni del tempo non permettevano il loro rientro a casa. Mentre tornava alla sua abitazione decise di passare lungo i binari, sentendosi pi\u00f9 al sicuro.<!--more--><\/p>\n<figure id=\"attachment_905\" class=\"thumbnail wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/23.74.728.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-905 size-medium\" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/23.74.728-300x205.jpg\" alt=\"23.74.728\" width=\"300\" height=\"205\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/23.74.728-300x205.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/23.74.728-768x526.jpg 768w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/23.74.728-1024x701.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption class=\"caption wp-caption-text\">Danni alla scarpata della ferrovia (ASCE, Archivio Fotografico)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ed invece fu proprio l\u00ec che l\u2019acqua lo travolse.<\/p>\n<p>Noi familiari speravamo che tornasse a casa da un momento all\u2019altro; purtroppo, con grandissimo dolore, lo ritrovammo la domenica mattina a qualche ventina di metri dalla ferrovia dove le verghe si erano capovolte per la forza dell\u2019acqua. Poco distante c\u2019era anche il suo ombrello incastrato fra i binari. Il suo corpo era coperto di melma, disteso sotto un pioppo inclinato da quella furia. Forse aveva cercato di salvarsi legandosi con la cintura al tronco, lasciando i segni sulla corteccia dove si era aggrappato con i piedi e le mani. Gli abitanti delle case vicine raccontarono di aver sentito gridare aiuto per tutta la notte, ma nessuno aveva potuto soccorrerlo.<br \/>\nQuando fu ritrovato dai figli, dai parenti e dagli amici, fu preso e riportato a casa con un carretto.<br \/>\nLa forte corrente dell\u2019acqua nella strada della Chiesa aveva scavato delle buche profonde che impedivano il passaggio; cos\u00ec per nostro padre non si pot\u00e9 svolgere il rito funebre con la benedizione della Chiesa, ma nella propria casa in Via della Chiesa, 17. Al funerale parteciparono tantissime persone: il Sindaco Assirelli, gli assessori, diversi consiglieri comunali e le autorit\u00e0 cittadine, tutti a rendere omaggio alla salma di Palmiro Mancini. Non solo l\u2019Elsa strarip\u00f2, ma anche altri fiumi. Gran parte della Toscana fu colpita dall\u2019alluvione: Poggibonsi, Certaldo, Castelfiorentino, Fontanella, Molin Novo, Brusciana, Ponte a Elsa, Pagnana, S.Maria, Marcignana ed Empoli, il Valdarno, Firenze, Signa, Montelupo, Fucecchio, Pontedera e Pisa. Sembrava che ci fosse stato il diluvio.<\/p>\n<p>Ad Empoli il ponte che collegava Spicchio s\u2019inclin\u00f2 per la corrente impetuosa e rimase danneggiato. L\u2019acqua dell\u2019Elsa, scorrendo fino a Marcignana, alla sua foce trov\u00f2 molto pi\u00f9 alto l\u2019Arno e \u201crincoll\u00f2\u201d, provocando grandi rovine a Ponte a Elsa e paesi vicini. L\u2019acqua in qualche punto segn\u00f2 anche tre metri di altezza e pi\u00f9.<br \/>\nNel circondario ci furono diverse vittime e danni molto gravi. Le automobili rimasero capovolte sotto l\u2019acqua, le colture nelle aziende agricole furono sbarbate, il bestiame mor\u00ec annegato nelle stalle, tanti animali da cortile ed interi allevamenti di fagiani non riuscirono a salvarsi. Tutto fu distrutto in poco tempo. Anche le fabbriche, le vetrerie e le confezioni, furono danneggiate. La cantina presso la stazione di Ponte a Elsa ebbe un grave danno: i macchinari, l\u2019infiascatrice, la tappatrice ed altri, rimasero tutti sotto l\u2019acqua. Le damigiane piene di vino si capovolsero, si svuotarono e si riempirono del torbido fiume. Invece i fiaschi e le bottiglie, tappati con il sughero, rimasero ancora pieni, ricoperti di melma. Una decina di botti vuote fu trasportata via dalla corrente, rotolandosi fino alla localit\u00e0 Terrafino e Castelluccio; furono ritrovate in seguito da amici e conoscenti e riconsegnate alla cantina. Tutte le aziende passarono parecchi giorni difficili prima di riprendere la loro attivit\u00e0. Mancava l\u2019energia elettrica e il telefono. Tutto era isolato dal resto del mondo. Le abitazioni al piano terra, le botteghe ed i garage ed anche qualcuna al primo piano, erano state invase dall\u2019acqua che aveva spalancato porte e finestre. Dopo la piena, mentre il livello si abbassava, tutto rimaneva sotto la melma. Tanta roba era distrutta e fu gettata via: mobili, vestiario ed alimentari.<br \/>\nFu molto difficile poi pulire perch\u00e9 manc\u00f2 l\u2019acqua per alcuni giorni. Parenti ed amici che non furono colpiti dettero aiuto alle famiglie alluvionate. Non mancarono gli elicotteri della protezione civile che sorvolavano le case per vedere e controllare la situazione, cercando di portare aiuto alle persone. Una signora di Ponte a Elsa con le doglie del parto fu soccorsa e portata all\u2019ospedale. Mancavano anche l\u2019acqua potabile, le cose di prima necessit\u00e0 e il pane che veniva cotto a legna nei paesi di Montaione, Gambassi, S. Miniato e Pozzale e portato alla popolazione colpita. Fu un vero disastro.<\/p>\n<p>Speriamo che non avvenga mai pi\u00f9 e che le autorit\u00e0 competenti prendano provvedimenti per la sicurezza degli argini e dei fiumi.<\/p>\n<p><strong>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Annunziata \u201cFedora\u201d Mancini<\/strong><\/p>\n<p>nata a Empoli<br \/>\nil 26 febbraio 1923\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>by La mostra Empoli, i giorni dell\u2019alluvione. 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