{"id":845,"date":"2016-07-19T10:10:58","date_gmt":"2016-07-19T08:10:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=845"},"modified":"2016-07-19T10:10:58","modified_gmt":"2016-07-19T08:10:58","slug":"il-tributo-ad-un-ingegnere-di-fine-ottocento-via-guido-dainelli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=845","title":{"rendered":"Il tributo ad un ingegnere di fine Ottocento: Via Guido Dainelli"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F845&#038;t=Il%20tributo%20ad%20un%20ingegnere%20di%20fine%20Ottocento%3A%20Via%20Guido%20Dainelli&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F845&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2016%2F07%2Fvia-Dainelli-anni-40-300x231.jpg&#038;p&#091;title&#093;=Il%20tributo%20ad%20un%20ingegnere%20di%20fine%20Ottocento%3A%20Via%20Guido%20Dainelli\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F845&#038;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a><figure id=\"attachment_844\" class=\"thumbnail wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via-Dainelli-anni-40.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-844 size-medium\" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via-Dainelli-anni-40-300x231.jpg\" alt=\"via Dainelli, anni '40\" width=\"300\" height=\"231\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via-Dainelli-anni-40-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/via-Dainelli-anni-40.jpg 696w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption class=\"caption wp-caption-text\">Lavori di bitumazione di via Dainelli, anni &#8217;40 del XX secolo (ASCE, archivio fotografico)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Negli anni compresi tra la prima e la seconda guerra mondiale la citt\u00e0 di Empoli \u00e8 stata protagonista di una significativa espansione urbanistica con la costruzione di nuovi quartieri residenziali e industriali le cui vie richiedevano \u2013 necessariamente &#8211; di essere denominate.<br \/>\nAl fine di definire la toponomastica comunale in vista del VII censimento generale della popolazione, nei primi giorni del 1931 l\u2019amministrazione comunale empolese invit\u00f2 Vittorio Fabiani, allora preside della R. Scuola \u201cLeonardo da Vinci\u201d, e il vice podest\u00e0 Cav. Emilio Comparini a proporre i nomi per una serie di strade di nuova costruzione. Il ritrovamento all\u2019interno del carteggio comunale [ASCE, Postunitario, 3\/415 (1932)] dell\u2019interessantissimo fascicolo relativo alla definizione della nuova toponomastica stradale ci permette di ripercorrere il dibattito nato intorno alla scelta \u2013 non del tutto scontata \u2013 di alcuni nomi di cui daremo conto nei prossimi interventi del blog.<\/p>\n<p>L\u2019ampliamento della citt\u00e0 oltre i confini dell\u2019antico castello empolese determin\u00f2 la progressiva occupazione delle aree edificabili comprese tra le principali direttrici viarie e i limiti costituiti dalla linea ferroviaria a sud e il corso dell\u2019Arno a Nord. Ne \u00e8 un esempio la costruzione del quartiere intorno alla punta di S. Rocco, al quadrivio delle odierne via degli Orti &#8211; via Chiarugi &#8211; via della Repubblica e la vecchia via limitrofa all\u2019Arno passante per Avane e Pagnana, oggi via Oberdan, in prossimit\u00e0 dello scomparso oratorio, appunto, di S. Rocco. L\u2019area fu oggetto di un piano di edilizia pubblica agevolata promosso dall\u2019<strong>Istituto empolese case popolari<\/strong> (Iecp) che vide la costruzione di due file di abitazioni su progetto dell\u2019ing. Alfredo Torrini dell\u2019Ufficio Tecnico del comune: un primo blocco di case popolari fu compiuto nel settembre 1921, mentre il secondo blocco fu terminato nell\u2019agosto del 1922 [cfr. <em>Archivio delle Case Popolari di Firenze (Inventario 1909 \u2013 1986)<\/em>, a cura di E. Bettio e R. Romanelli, 2002-2003, p. 1216 e sgg.]. Gli alloggi, destinati in origine ad uso abitativo popolare o al ceto impiegatizio, si presentano ancora oggi nella loro semplicit\u00e0: le facciate spoglie rimandano all\u2019essenzialit\u00e0 dell\u2019organizzazione interna degli spazi.<!--more--><\/p>\n<p>Nel 1931, al momento dell\u2019indizione del nuovo censimento, la strada dove erano state costruite da pochi anni le abitazioni popolari era ancora identificata semplicemente come la \u00abvia delle case popolari a S. Rocco\u00bb e quindi necessitava di una nuova denominazione. Fabiani e Comparini avanzarono la proposta di intitolarla all\u2019industriale empolese <strong>Guido Dainelli<\/strong>, figura a tutt\u2019oggi poco conosciuta ma che fu tra i protagonisti della siderurgia italiana, come evidenziano le poche notizie ricavabili dalla rete ( si veda la <a href=\"http:\/\/www.popso.it\/fondopareto\/repository\/area_dest.php?id_dest=29\">scheda nel Fondo Vilfredo Pareto<\/a>). Per questo merita di essere riportata la nota biografica trascritta da Fabiani e Comparini allegata alle proposte odonomastiche inoltrate al Commissario del Comune di Empoli il 17 febbraio 1931.<\/p>\n<p>\u00abGuido Dainelli (sec. XIX-XX)<br \/>\nTrascriviamo quanto fu scritto di lui in un n\u00b0 del giornale livornese \u201cIl Telegrafo\u201d. La via che proponiamo d\u2019intitolargli rimane presso la strada che conduce a S. Maria a Ripa, suo luogo natio.<br \/>\n\u201cL\u2019Ing. Prof. Guido Dainelli, cavaliere del lavoro, fu un uomo modesto, di raro ingegno e grandissima operosit\u00e0, il cui nome resta legato con lo sviluppo della siderurgia nazionale. Egli era nato a S. Maria a Ripa (Empoli) nel 1845. Dopo aver frequentato, sempre primo tra i primi, la Scuola di Ingegneria di Firenze, entr\u00f2 per concorso nel Corpo Reale delle miniere; e quindi, vittorioso in un altro concorso bandito dalla Provincia di Firenze, si rec\u00f2, nel 1867 a Parigi in quella \u201cScuola imperiale centrale di arti e manifatture\u201d, dalla quale, nel 1871, usc\u00ec classificato primo tra i 132 laureati: e questo fu per lui straniero un titolo invidiato di grande onore. Torn\u00f2 quindi a Firenze quale professore della Cattedra di Cinematica nell\u2019Istituto Tecnico Provinciale. Desiderato poi di applicare il tesoro delle sue cognizioni, tanto volle e fece che fond\u00f2 la \u201cSociet\u00e0 per l\u2019industria del ferro\u201d, la quale diede vita alla Ferriera di S. Giovanni Valdarno.<br \/>\nNel 1875, rilevando le officine della Perseveranza, fond\u00f2 lo \u201cStabilimento metallurgico di Piombino\u201d \u2013 poi delle Ferriere Italiane \u2013 al quale come, direttore tecnico ed amministrativo, consacr\u00f2 tutte le sue energie, veramente preziose, per quasi dieci anni.<br \/>\nVolle poi promuovere ed iniziare in Italia un\u2019industria che v\u2019era sconosciuta, quella delle bande stagnate: e per merito suo nel 1891 si costitu\u00ec in Firenze la \u201cSociet\u00e0 della Magona d\u2019Italia\u201d con uno stabilimento modello in Piombino.<br \/>\nSempre per l\u2019iniziativa di lui, volenteroso d\u2019emancipare l\u2019Italia dai prodotti siderurgici stranieri \u2013 ed ancora in questo egli seppe compiere opera economica e politica insieme \u2013 nel 1897 si costitu\u00ec la \u201cSociet\u00e0 degli alti forni e Fonderie di Piombino\u201d con uno stabilimento che rivaleggi\u00f2 poi vittoriosamente per importanza, coi maggiori.<br \/>\nLa Magona d\u2019Italia e gli Alti Forni lo ebbero direttore genialissimo nei loro primi passi. La rada di Portovecchio di Piombino, che era brulla e deserta, divenne un esteso paese con grandi opifici, ponti a mare, case, palazzi e grandiose officine piene di potenti macchine.<br \/>\nLe imprese industriali volute dal Dainelli portarono un grosso movimento a terra, alle ferrovie e al mare: ci sono sempre tartane, bastimenti e grossi vapori di combustibili.<br \/>\nOccuparono e occupano molte persone del paese e migliaia e migliaia di operai. E tutto ci\u00f2 si deve all\u2019iniziativa del Dainelli.<br \/>\nCavaliere ed ufficiale della Corona d\u2019Italia, merit\u00f2 la medaglia d\u2019oro di prima classe all\u2019Esposizione di Milano (1881): nel 1904 si ebbe dal Presidente della Repubblica francese la Croce di Cavaliere al Merito Agricolo; e fu prescelto giurato nella Sezione straniera di metallurgica all\u2019Esposizione mondiale di Parigi.\u00a0 Degno premio alla sua operosit\u00e0 meravigliosa, nel 1904 venne fregiato della Croce al merito del Lavoro.<br \/>\nNegli ultimi anni dopo tanta fervida operosit\u00e0, egli viveva tutto a s\u00e9, parte dell\u2019anno trascorrendo a Santa Maria, parte a Piombino, la piccola cittadina degli Appiani, che, per le sapienti iniziative di lui, si avvi\u00f2 ad affermarsi citt\u00e0 industriale di prim\u2019ordine.<br \/>\nMa, nonostante l\u2019eccessiva modestia, nonostante il desiderio suo grande di appartarsi e di rimanere nascosto, egli era continuamente richiesto dei suoi consigli e la stampa, unanime, rimpianse la scomparsa di lui, che seppe aggiungere, con la sua vita, uno stupendo capitolo al libro che ha per motto: \u201cVolere \u00e8 potere\u201d. Fu pi\u00f9 volte consigliere comunale a Empoli ed a Piombino e Consigliere Provinciale di Pisa per dieci anni.<br \/>\nVita laboriosa e preziosa fu dunque quella del Dainelli. Per il lavoro egli visse, per il lavoro fu amato e ammirato da dipendenti, da amici, da emuli. Di lui, il cui nome figura nell\u2019<u>album<\/u> d\u2019onore degli italiani illustri e benemeriti, di lui che B. Amici chiam\u00f2 \u2013 e giustamente \u2013 \u201cegregio veterano del lavoro simpatico, gentile, colto e nobile\u201d, di lui esempio preclaro di costanza e tenacia, di volont\u00e0, uniche pi\u00f9 che rare, alla giovent\u00f9 d\u2019Italia, la nostra Empoli si gloria come di figlio predilettissimo\u00bb.<\/p>\n<p>Elisa Boldrini\u00a9riproduzione riservata<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>by Negli anni compresi tra la prima e la seconda guerra mondiale la citt\u00e0 di Empoli \u00e8 stata protagonista di una significativa espansione urbanistica con la costruzione di nuovi quartieri residenziali e industriali le cui vie richiedevano \u2013 necessariamente &#8211; di essere denominate. 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