{"id":523,"date":"2015-09-23T15:45:13","date_gmt":"2015-09-23T13:45:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=523"},"modified":"2015-09-23T15:45:13","modified_gmt":"2015-09-23T13:45:13","slug":"w-siemoni-lantico-volto-di-piazza-farinata-1-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=523","title":{"rendered":"W. Siemoni &#8211; L&#8217;antico volto di piazza Farinata (1\u00b0 parte)"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F523&#038;t=W.%20Siemoni%20%E2%80%93%20L%E2%80%99antico%20volto%20di%20piazza%20Farinata%20%281%C2%B0%20parte%29&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F523&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2015%2F09%2Fpianta-salzburg-300x218.jpg&#038;p&#091;title&#093;=W.%20Siemoni%20%E2%80%93%20L%E2%80%99antico%20volto%20di%20piazza%20Farinata%20%281%C2%B0%20parte%29\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F523&#038;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a><figure id=\"attachment_525\" class=\"thumbnail wp-caption alignleft\" style=\"width: 310px\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pianta-salzburg.jpg\" target=\"_blank\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-525 size-medium\" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pianta-salzburg-300x218.jpg\" alt=\"pianta salzburg\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pianta-salzburg-300x218.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/pianta-salzburg-1024x745.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption class=\"caption wp-caption-text\">Biblioteca dell\u2019Universit\u00e0 di Salisburgo, Dipartimento di collezioni speciali, segnatura H19, disegno a penna, XVI secolo<\/figcaption><\/figure>\n<p>La lettura dell\u2019articolo di Elisa Boldrini su piazza Farinata ed i molti nomi da essa assunti nell\u2019arco dei secoli mi induce ad alcune riflessioni su questa parte della citt\u00e0, da sempre fulcro vitale ed a tutt\u2018oggi in gran parte da studiare e conoscere<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Ma che cosa realmente sappiamo su di essa?<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 di una certa ricchezza documentaria, anche iconografica, che ci conferma come la sua planimetria sia praticamente restata immutata negli ultimi cinquecento anni, assai poco conosciamo sul primitivo aspetto che la piazza doveva avere, dato che ci\u00f2 che oggi vediamo \u00e8 il risultato di interventi in gran parte ottocenteschi i quali ne hanno sensibilmente modificato l\u2019aspetto originario.<!--more--><\/p>\n<p>Oggettivamente questo non appare compito facile in quanto pressoch\u00e8 nulle sono le testimonianze precedenti l\u2018attuale assetto su questa porzione del centro cittadino la cui origine, come \u00e8 noto, si fonde con quella della citt\u00e0 stessa. Questo sconfortante quadro, motivo principale per cui tale problematica sinora non sia stata affrontata, \u00e8 almeno in parte mutato, per la recente acquisizione di due immagini la cui importanza \u00e8 ancora in gran parte da valorizzare, gettando in tal modo nuova luce e fornendo nuovi appigli all\u2018indagine storica.<\/p>\n<p>Alcuni anni or sono fu reso noto un disegno inchiostrato a penna raffigurante il castello empolese secondo una tipica veduta <em>a volo d\u2019uccello, <\/em>probabilmente destinato ad usi militari, talmente simile alla veduta vasariana nella sala di Cosimo a Palazzo Vecchio da poterla ritenere uno studio preliminare, proveniente dalla raccolta dell\u2019arcivescovo di Salisburgo, in Austria, ed ivi conservato, genericamente datato attorno alla met\u00e0 del XVI secolo, se non forse anche ai decenni immediatamente successivi <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup><\/sup><sup>[2]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>La seconda novit\u00e0 \u00e8 costituita da un olio su tela il quale illustra un miracolo di san Nicola da Tolentino, conservato presso il convento delle suore benedettine di Pontasserchio e riferibile a met\u00e0 Seicento, in occasione del voto collettivo per la pestilenza del 1631, come ricorda una memoria coeva<a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\"><sup><\/sup><sup>[3]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Incrociando le due immagini, unitamente ad altre considerazioni, credo sia possibile ottenere un\u2019idea sufficientemente accurata di come poteva apparire quella che, all\u2018epoca e per molto tempo ancora, era la sola piazza cittadina.<\/p>\n<p>Il disegno di Salisburgo, se da un lato appare scarsamente attendibile nella disposizione del reticolo viario &#8211; troppo regolarizzato secondo una non realistica tipologia modellata sul <em>castrum <\/em>romano &#8211; dall\u2019altro rivela tutta una serie di particolari degni di interesse e attenzione ed eseguiti con una certa accuratezza, quali i bastioni angolari, la porta Pisana, i torrioni della seconda cerchia muraria, il che fa supporre la sua origine militare. Se gi\u00e0 \u00e8 stata notata la presenza della facciata di sant\u2019Andrea, forse secondo la tipologia <em>a salienti,<\/em> antecedente alla ristrutturazione settecentesca del Ruggieri ed agli ulteriori interventi che ne seguirono<a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\"><sup><\/sup><sup>[4]<\/sup><\/a>, sinora non era stata rilevata al centro della piazza l\u2019esistenza della colonna lapidea sormontata dal Marzocco mediceo, monumento abbattuto dai rivoluzionari filofrancesi nel 1799, ed \u00e8 questa a tutt\u2019oggi l\u2019unica e sola testimonianza grafica conosciuta.<\/p>\n<p>Per quanto estremamente semplice nell\u2019essenzialit\u00e0 della rappresentazione, la raffigurazione della colonna appare del tutto credibile, caratterizzata da una base circolare probabilmente percorsa da una scalinata concentrica sulla quale si imposta il fusto coronato dal tradizionale Marzocco, poggiante su di un capitello, come descrive Luigi Lazzeri e che ricorda la cos\u00ecddetta <em>colonna dell\u2019Abbondanza<\/em>, posta anch\u2018essa, e direi non casualmente, al centro di quello che per secoli \u00e8 stato il Mercato Vecchio di Firenze creando pertanto un interessante parallelo col monumento empolese.<\/p>\n<p>Curiosamente, tranne pochi e rapidi cenni nella storiografia d\u2019inizio Novecento, parrebbe che il monumento, che per secoli ha caratterizzato l\u2019unica piazza cittadina, si sia sottratto all\u2018indagine degli studiosi. Il solo a fornirci qualche prezioso dettaglio \u00e8 ancora una volta il canonico Olinto Pogni il quale, nella sua monumentale opera, ricorda l\u2019iscrizione nella base ove si leggeva la data <em>A.D. MDCXV \/ OCT.IDUS.IULII, <\/em>ricordandone forse l\u2019erezione nel luglio 1615 (e non 1715 come erroneamente riporta il Bucchi), anche se riterrei logico supporne un\u2019antichit\u00e0 maggiore, al pari dell\u2019esemplare fiorentino il quale potrebbe essere stato lo stimolo affinch\u00e8 gli empolesi erigessero il monumento<a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\"><sup><\/sup><sup>[5]<\/sup><\/a>.<\/p>\n<p>Di non lieve interesse sarebbe poter conoscere a quale avvenimento nell\u2019anno 1615 &#8211; forse legato alla Casa regnante &#8211; possa riferirsi la perduta iscrizione, ma questo \u00e8 un aspetto che gli storici non mancheranno di chiarire.<\/p>\n<p>(continua)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a9Walfredo Siemoni \u2013 riproduzione riservata<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup><\/sup><sup>[1]<\/sup><\/a> Elisa Boldrini, in www.empoliestoria.it<em>,<\/em> giugno 2015.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup><\/sup><sup>[2]<\/sup><\/a> Biblioteca dell\u2019Universit\u00e0 di Salisburgo, Dipartimento di collezioni speciali, segnatura H19, disegno a penna, XVI secolo. Edito per primo da Alessandro Vezzosi in <em>Il sigillo dei Vinci, <\/em>1989, p. 60, senza indicare la fonte. Pubblicato con il titolo <em>\u201cEmporium\u201d a volo d\u2018uccello<\/em> da Mauro Ristori in \u00abIl Segno di Empoli\u00bb<em>, <\/em>n. 78, 2008, pp. 5-6<em>; <\/em>cfr. anche Carlo Pagliai, <em>Empoli in un documento del XVI secolo, <\/em>in <em>www.dellastoriadempoli.it, <\/em>2013.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\"><sup><\/sup><sup>[3]<\/sup><\/a> Pubblicato da Rossana Ragionieri, in <em>Le campane di Santo Stefano, <\/em>Signa, 2012, pp. 94-96. Cfr. <em>Memoria del voto che fece la Comunit\u00e0 e Terra d\u2019Empoli al Nostro Glorioso San Nicola da Tolentino l\u2019anno 1631 in tempo di contagio <\/em>(Archivio di Stato di Firenze, <em>Conventi Soppressi<\/em> 72, Filza 51 c.2), a cui parrebbero alludere le folgori trattenute dal santo.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\"><sup><\/sup><sup>[4]<\/sup><\/a> Di parere contrario Carlo Pagliai, cit.; sulla facciata di sant\u2019Andrea si rimanda alle considerazioni formulate da Alessandro Naldi in <em>La facciata medievale della pieve di Sant\u2018Andrea ad Empoli, <\/em>in \u00abMilliarum\u00bb, 10, 2013, p.18.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\"><sup><\/sup><sup>[5]<\/sup><\/a> Olinto Pogni, <em>Le iscrizioni di Empoli, <\/em>Firenze, 1910, n. 642, ricavando la notizia da un manoscritto del Lazzeri non rintracciato; Luigi Lazzeri, <em>Storia di Empoli, <\/em>Empoli, 1873, p. 70, in cui ricorda gli inutili sforzi del magistrato comunitario per salvare il monumento, e p. 160 in cui ipotizza che la colonna possa essere stata eretta nel 1530 a sostituire il primitivo e leggendario olmo. Gennaro Bucchi, <em>Guida di Empoli, <\/em>Firenze, 1916, pp. 81-82. L\u2019argomento, per quanto appena sfiorato, \u00e8 ricordato da Emanuela Ferretti, <em>La piazza della Collegiata di Empoli: regolamenti, condizioni d\u2019uso e rinnovo fra XVIII e XIX secolo, <\/em>in <em>Citt\u00e0, Storia, Natura,<\/em> a cura di G. Corsani, Roma, 2002, p. 18.<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>by La lettura dell\u2019articolo di Elisa Boldrini su piazza Farinata ed i molti nomi da essa assunti nell\u2019arco dei secoli mi induce ad alcune riflessioni su questa parte della citt\u00e0, da sempre fulcro vitale ed a tutt\u2018oggi in gran parte da studiare e conoscere[1]. 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