{"id":411,"date":"2015-06-22T15:13:54","date_gmt":"2015-06-22T13:13:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=411"},"modified":"2015-06-30T10:12:30","modified_gmt":"2015-06-30T08:12:30","slug":"empoli-e-dannunzio-una-storia-di-amore-e-odio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=411","title":{"rendered":"Empoli e D&#8217;Annunzio: una storia di amore e odio"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F411&#038;t=Empoli%20e%20D%E2%80%99Annunzio%3A%20una%20storia%20di%20amore%20e%20odio&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F411&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2015%2F06%2FMaestrelli-20106_1-300x186.jpg&#038;p&#091;title&#093;=Empoli%20e%20D%E2%80%99Annunzio%3A%20una%20storia%20di%20amore%20e%20odio\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F411&#038;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a><figure id=\"attachment_417\" class=\"thumbnail wp-caption alignleft\" style=\"width: 360px\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Maestrelli-20106_1.jpg\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-417 \" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Maestrelli-20106_1-300x186.jpg\" alt=\"Veduta di Empoli con in primo piano il campanile di Santo Stefano degli Agostiniani. (Coll. Maestrelli, 20106)\" width=\"350\" height=\"217\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Maestrelli-20106_1-300x186.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Maestrelli-20106_1.jpg 835w\" sizes=\"(max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/a><figcaption class=\"caption wp-caption-text\">Veduta di Empoli con in primo piano il campanile di Santo Stefano degli Agostiniani. (Coll. Maestrelli, 20106)<\/figcaption><\/figure>\n<p>17 giugno 2015, prima prova della maturit\u00e0. Mentre impazza il toto-autori del tema, penso che proprio in questo giorno ricorre l\u2019anniversario della composizione di una delle pi\u00f9 belle poesie di D\u2019Annunzio, \u201c<em>La sera fiesolana<\/em>\u201d. La poesia infatti, secondo la datazione offerta dallo stesso poeta, venne composta presso la villa della Capponcina a Settignano il 17 giugno 1899. Malgrado la coincidenza l\u2019autore scelto dal MIUR risulta essere invece Calvino, con un brano estratto dal bellissimo romanzo \u201c<em>Il sentiero dei nidi di ragno<\/em>\u201d, fondamentale opera sulla Resistenza.<\/p>\n<p>L\u2019ipotesi di D\u2019Annunzio, autore mai scelto per la prima prova della maturit\u00e0, mi ha spinto a pensare all\u2019incontro tra il poeta e Empoli. Pochi lo sanno, infatti, ma il nome della nostra citt\u00e0 ricorre per ben due volte in altrettante opere dannunziane, tutte in prosa. E l\u2019immagine che ne esce \u00e8 contraddittoria: lusinghiera verso i suoi monumenti e i reperti artistici di valore, molto meno per la citt\u00e0 di Empoli in s\u00e9. Vediamo perch\u00e9.<\/p>\n<p>Nel 1912 D\u2019Annunzio si trovava in esilio volontario in Francia. Le spese pazze sostenute durante la permanenza alla Capponcina di Settignano, in cui il poeta aveva soggiornato con la famosa attrice Eleonora Duse, lo avevano costretto dal 1910 a rifugiarsi oltralpe per sfuggire ai numerosi creditori. Questo evento aveva segnato\u00a0l\u2019ingresso di D\u2019Annunzio nella societ\u00e0 artistica francese, di respiro europeo. Il poeta era entrato\u00a0in contatto con artisti del calibro di Debussy, Ida Rubinstein, Marcel Proust (che lo cita in \u201cSodoma e Gomorra\u201d, quarto libro della Recherche) e Anatol France. D\u2019Annunzio non aveva tuttavia troncato i rapporti con l\u2019Italia: inviava infatti articoli autobiografici che venivano pubblicati dal Corriere della Sera, raccolti sotto il titolo di \u201c<em>Le faville del maglio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Nell\u2019articolo pubblicato il 3 marzo 1912 il poeta citava anche Empoli, ripensando all\u2019incontro artistico con Masolino da Panicale, ammirato a Castiglione Olona (in provincia di Varese) ma prima a Firenze e nel convento di Santo Stefano degli Agostiniani nella nostra citt\u00e0. Ecco il passaggio a cui si fa riferimento:<\/p>\n<p><em>\u201cL\u2019avevo conosciuto <\/em>[Masolino da Panicale]<em> nella Cappella Brancacci in Santa Maria del Carmine, fior di giaggiolo chinato sotto la querciosa strapotenza masaccesca, ne avevo ricevuto in cuore tutta la castit\u00e0 della lunetta sopra l\u2019altare in Santo Stefano d\u2019Empoli, ma non avevo tremato di gioia e di meraviglia come dinanzi a quella pallida Erodiade che riceve sulle ginocchia il capo del Precursore seduta sotto la loggia ove le donzelle sbigottiscono. Quivi il colore assumeva il carattere delle apparizioni.\u201d<\/em><\/p>\n<p>La visita a Empoli aveva dunque riguardato il patrimonio artistico della citt\u00e0, notato e apprezzato dal Poeta. D\u2019Annunzio negli anni di Settignano aveva girato tutta la Toscana, da Firenze al mare, e ne aveva descritto i luoghi pi\u00f9 suggestivi in molte poesie dell\u2019Alcyone: da Fiesole de \u201c<em>La sera fiesolana\u201d <\/em>a Marina di Pisa ne \u201c<em>La pioggia nel pineto<\/em>\u201d, dalla periferia fiorentina in \u201c<em>Lungo l\u2019Affrico<\/em>\u201d fino alla costa settentrionale toscana nella poesia \u201c<em>Versilia\u201d<\/em>.<!--more-->A Empoli, tuttavia, il poeta riserva in un\u2019altra sua opera un giudizio poco lusinghiero. La citt\u00e0 viene citata infatti anche nel romanzo pi\u00f9 riuscito di D\u2019Annunzio, ossia \u201c<em>Il Piacere<\/em>\u201d edito nel 1889. Siamo all\u2019inizio dell\u2019opera, Andrea Sperelli \u00e8 un giovane dandy che vive a Roma; \u00e8, insomma, l\u2019alter ego dell\u2019autore. Mostrando tutta la sua superiorit\u00e0 di artista nei confronti della societ\u00e0 di massa e dei suoi gusti commerciali, Sperelli-D\u2019Annunzio mostra la sua indifferenza per l\u2019essere o meno conosciuto dal pubblico di tre luoghi: la Sardegna, Orvieto ed Empoli, appunto. La citt\u00e0 \u00e8 dunque vista dal protagonista\/D\u2019Annunzio come luogo periferico e anonimo, senza pretese culturali, in cui la popolazione locale avrebbe potuto conoscere le sue opere in modo superficiale e banale, come erano noti (parole di Sperelli) \u201c<em>il confettiere Tizio od il profumiere Caio<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Non sappiamo quando D\u2019Annunzio fosse effettivamente venuto a Empoli per la visita del Masolino. Certamente non tra il 1910 e il 1912, visto che si trovava in Francia: l\u2019osservazione dell\u2019opera in Santo Stefano, citata ne \u201c<em>Le Faville del maglio<\/em>\u201d, era insomma nel 1912 il ricordo di qualcosa gi\u00e0 avvenuto. Certo il poeta, gi\u00e0 al momento della scrittura de \u201c<em>Il Piacere<\/em>\u201d, doveva conoscere la citt\u00e0, anche solo per sentito dire, visti i suoi studi al collegio Cicognini di Prato.<\/p>\n<p>Non sembra tuttavia difficile comprendere da dove nascesse, accanto all\u2019ammirazione per le opere artistiche conservate a Empoli, questo giudizio non proprio lusinghiero sulla stessa citt\u00e0 da parte di D\u2019Annunzio. Empoli, tradizionalmente legata all\u2019industria e al commercio (e tra Otto e Novecento soprattutto alla produzione vetraria) non doveva essere per il poeta un luogo particolarmente sublime, intriso del fascino del passato. Non mancavano tuttavia alcune eccezioni, rappresentate dal patrimonio artistico locale che, oggi come ieri, viene purtroppo troppo spesso sottovalutato o dimenticato dagli stessi empolesi. In seconda battuta la vita culturale locale non poteva certamente essere paragonata a quella di Roma, Firenze, Napoli, Parigi e degli altri luoghi di residenza del Poeta. Da qui una doppia idea di D\u2019Annunzio per Empoli: come citt\u00e0 che conservava (e conserva ancora oggi) tesori artistici di rilievo ma inseriti in un contesto in cui la bottega ha spesso avuto pi\u00f9 peso delle lettere e in cui gli studiosi locali non hanno saputo valorizzarne il patrimonio.<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>by 17 giugno 2015, prima prova della maturit\u00e0. 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