{"id":311,"date":"2015-03-29T15:13:45","date_gmt":"2015-03-29T13:13:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=311"},"modified":"2015-03-29T15:13:45","modified_gmt":"2015-03-29T13:13:45","slug":"la-villa-del-cotone-in-valdorme-2-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=311","title":{"rendered":"La villa del Cotone in Valdorme (2\u00b0 parte)"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F311&#038;t=La%20villa%20del%20Cotone%20in%20Valdorme%20%282%C2%B0%20parte%29&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F311&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2015%2F03%2FVilla-Il-Cotone-attuale2-300x225.jpg&#038;p&#091;title&#093;=La%20villa%20del%20Cotone%20in%20Valdorme%20%282%C2%B0%20parte%29\" style=\"font-size: 0px; 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e posto nel popolo di san Iachopo a Bagnolo, chomune di Puntormo, luogho detto il Chotone chon pi\u00f9 pezi di terra; [confini] da I (dalla parte di verso Piazzano) Marzo di Dino Puccini Andreotti, overo l\u2019erede di Giovanni delli Spini e altri; a II via; a III fiume d\u2019Orme; a IV la chiesa di san Iachopo a Bagniuolo; con XVI pezi di terra (questi pezzi di terra con la maggior parte della propriet\u00e0 sono nel chomune di Puntorme e parte nel chomune d\u2019Empoli).<br \/>\nLavoravano nella propriet\u00e0 quattro famiglie di mezzadri, ridotte a tre nel 1430. <!--more-->La rendita annua della propriet\u00e0, calcolata sulla sola parte padronale era la seguente:<br \/>\nGrano: moggia 6 e mezzo staio (il moggio valeva circa 8 litri e \u00be); lo staio era circa l\u2019ottava parte del moggio)<br \/>\nSpelda: staia 10 e mezzo<br \/>\nOrzo: staia 14<br \/>\nsaggina: staia 6<br \/>\npanicho: staia 17<br \/>\nVino: cogna 8 e barili 5 (il cogno valeva 10 barili)<br \/>\nVi tengono 3 paia di buoi e 2 asini.<\/p>\n<p>Dopo il Catasto del 1427, nuove portate furono effettuate dapprima a cadenza triennale e poi con intervalli sempre pi\u00f9 lunghi, fino all\u2019ultima del 1480 quando il Cotone aveva gi\u00e0 cambiato proprietario, ma le descrizioni che se ne danno diventano sempre pi\u00f9 generiche: si dice soltanto un podere con casa da signore e case da lavoratori, senza minimamente accennare alle caratteristiche della costruzione, che certamente nel secolo XV poteva vantare un\u2019assoluta originalit\u00e0 con le due torri ed il doppio cortile, il portico ecc. Le case da signore nel secolo XV erano molto diffuse nella campagna toscana: ne esistevano quasi quante case coloniche, in quanto il sistema della mezzadria implicava una presenza frequente del proprietario sul podere per sorvegliare le coltivazioni e di raccolti; ma si trattava nei casi normali di poche stanze ricavate nella stessa casa colonica, in quanto l\u2019abitazione del proprietario rispondeva al criterio della massima funzionalit\u00e0 ed economicit\u00e0, concedendo poco all\u2019eleganza ed ai preziosismi architettonici. Le cose cambiarono progressivamente nel secolo successivo, per un concorso di fattori: la crisi generale dei commerci e delle attivit\u00e0 manifatturiere; il progressivo distacco del ceto dirigente fiorentino da queste attivit\u00e0 e la sua contemporanea trasformazione in un ceto di redditieri, che investiva il capitale accumulato in propriet\u00e0 immobiliari e attivit\u00e0 creditizia; ci\u00f2 faceva s\u00ec che avessero molto pi\u00f9 tempo da trascorrere in campagna, anche per il progressivo e contemporaneo distacco dalla politica, a motivo della trasformazione in senso monarchico del governo fiorentino; l\u2019aristocraticizzazione dei costumi e della mentalit\u00e0 che induceva a trasformare le case di campagna da edifici funzionali all\u2019immagazzinamento dei prodotti e all\u2019ospitalit\u00e0, frequente ma breve, del proprietario in luoghi di delizia, in cui inviate ospiti, organizzare conviti e battute di caccia, accogliere visitatori forestieri, organizzare spettacoli, ecc. Sotto la spinta di questi fattori, le case da signore nella campagna toscana si arricchiscono di preziosismi architettonici, di ambienti consoni alla socialit\u00e0, come salotti da ricevimento, giardini progettati da architetti, opere d\u2019arte e arredi lussuosi; inoltre, grazie alla nuova sensibilit\u00e0 religiosa diffusa dalla riforma cattolica, molte di queste case, che ora potremmo pi\u00f9 propriamente chiamare ville, si arricchiscono di una cappella privata. E\u2019 il caso anche di questa del Cotone, di cui abbiamo la pi\u00f9 antica raffigurazione cartografica in due piante, contemporanee fra loro, appartenenti a quella straordinaria collezione cartografica denominata \u201cpiante dei popoli e strade\u201d dei Capitani di Parte Guelfa, risalente agli anni 80 del \u2018500 e conservata all\u2019Archivio di Stato di Firenze. La propriet\u00e0 del Cotone, grazie alla sua posizione, all\u2019incrocio di tre popoli, \u00e8 presente in due di queste piante: in quella del popolo di san Donato in Valdibotte, al quale apparteneva l\u2019edificio e che \u2013 evidentemente \u2013 aveva sostituito come nome ed intitolazione quello di sant\u2019Iacopo a Bagnolo, che dopo i Catasti del secolo XV non troviamo pi\u00f9 menzionato, ed in quella del popolo di san Lorenzo a Monterappoli, con cui confinava lungo il torrente Orme. Nella prima di queste piante la villa \u00e8 raffigurata in pianta di forma quadrata, circondata da una specie di fossato, mentre sulla sinistra si dipartono gli annessi (scuderie). Nella seconda pianta viene dato invece il profilo della facciata lungo la riva dell\u2019Orme con la merlatura ed i beccatelli che abbiamo visto gi\u00e0 descritti nella portata catastale del 1427 e che evidentemente dovevano essere molto antichi e rimandano ad una probabile originaria funzione militare dell\u2019edificio.<br \/>\nNelle due piante sopramenzionate la tratteggiatura dell\u2019edificio del Cotone \u00e8 molto schematica, in quanto doveva servire solo come punto di riferimento topografico del territorio circostante e pertanto non possiamo chiedergli molti particolari sulla struttura vera e propria. Pi\u00f9 eloquente in questo senso \u00e8 un inventario di arredi e masserizie contenute nella villa redatto nel 1622, nel giorno della morte di Carlo Strozzi, all\u2019atto di assunzione dell\u2019amministrazione del suo patrimonio da parte del magistrato dei Pupilli, di cui si \u00e8 gi\u00e0 parlato. Questo inventario era finalizzato a stabilire il valore dei mobili e delle suppellettili e pertanto descrive molto genericamente l\u2019aspetto esteriore dell\u2019immobile (Villa del Cotone, posta nel popolo di san Donato Valdibotte, podesteria di Empoli, col palazzo, habitatione da signore, horti, giardino, cappella, salvatico, vitato, con un poco di terreno lavorativo e colombaia et altre appartenenze, con n.6 poderi), ma ci d\u00e0 il numero e l\u2019articolazione dei vari ambienti, da cui \u00e8 possibile fare delle deduzioni: la villa si articolava in<br \/>\n1) una camera con camerino (ambiente di servizio in cui trovavano posto il lavamano, l\u2019attaccapanni, gli orinali ecc.),<br \/>\n2) la \u201ccamera della loggia\u201d,<br \/>\n3) l\u2019anticamera della torre, con camera in cui dormiva la serva e camerino annesso,<br \/>\n4) il salone grande,<br \/>\n5) la cucina sopra alla camera della loggia,<br \/>\n6) la stanza dell\u2019olio,<br \/>\n7) il forno,<br \/>\n8) il granaio sopra il salone,<br \/>\n9) la camera del giardino con relativo stanzino,<br \/>\n10) il salotto al lato alla camera del giardino,<br \/>\n11) la camera verso il bosco, con relativo stanzino,<br \/>\n12) un\u2019altra camera sopra alla camera del bosco, con il suo stanzino ad uso di guardaroba,<br \/>\n13) la prima camera alta al lato al guardaroba,<br \/>\n14) la seconda camera di sopra,<br \/>\n15) l\u2019andito per andare alla scala,<br \/>\n16) la cucina da basso,<br \/>\n17) la cantina da basso,<br \/>\n18) la tinaia, la stalla, la dispensa da basso, al lato alla scala, la tinaia di verso il bosco, il cortile sotto la loggia, il pozzo e la cappella.<br \/>\nLeggermente diverso, ma parimenti generico e apparentemente confuso l\u2019 elenco degli ambienti dato da un altro documenti quasi contemporaneo: un inventario di masserizie del Cotone rimaste invendute, dopo una prima tornata di vendite effettuata nel 1633-34. In questo secondo documento i locali della villa sono cos\u00ec indicati:<br \/>\n1) Il salone<br \/>\n2) il camerone<br \/>\n3) la camera della loggia<br \/>\n4) la camera della torre<br \/>\n5) la camera sopra la torre<br \/>\n6) la cucina di sopra<br \/>\n7) il granaio<br \/>\n8) la camera del bosco<br \/>\n9) il salotto<br \/>\n10) la camera del giardino<br \/>\n11) la stanza sopra il salotto<br \/>\n12) la camera sopra il bosco<br \/>\n13) la camera del salotto<br \/>\n14) la cucina da basso<br \/>\n15) la cantina.<\/p>\n<p>I poderi erano allora sei, di cui si danno anche i relativi nomi:<br \/>\n1) il mulino<br \/>\n2) la foglia<br \/>\n3) il prato<br \/>\n4) Corniola<br \/>\n5) Ragnaia<br \/>\n6) Orme.<\/p>\n<p>La villa ed i sei poderi furono valutati nel 1626 18 milioni e 883 scudi.<br \/>\nI poderi erano diventati 18 ed avevano cambiato quasi tutti nome o erano diversi nel 1831, alla morte della baronessa Virginia Del Grillo:<br \/>\n1) Orme<br \/>\n1) Ragnaia<br \/>\n2) Nuovo<br \/>\n3) Bagnolo<br \/>\n4) Rosai<br \/>\n5) Torre<br \/>\n6) Montaioncino<br \/>\n7) Piazzanino<br \/>\n8) Pratella<br \/>\n9) Ponzano<br \/>\n10) Bussotto<br \/>\n11) Villa<br \/>\n12) Prato<br \/>\n13) Paterno<br \/>\n14) Corbinaia<br \/>\n15) Colombaia<br \/>\n16) Pallerino<br \/>\n17) Colle.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>Vanna Arrighi<\/strong><\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; 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