{"id":280,"date":"2015-03-13T15:37:01","date_gmt":"2015-03-13T14:37:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=280"},"modified":"2015-03-13T15:37:01","modified_gmt":"2015-03-13T14:37:01","slug":"la-storia-delle-forze-di-polizia-a-empoli-parte-quarta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=280","title":{"rendered":"La storia delle forze di polizia a Empoli &#8211; Parte quarta"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F280&#038;t=La%20storia%20delle%20forze%20di%20polizia%20a%20Empoli%20%E2%80%93%20Parte%20quarta&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F280&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2015%2F03%2FPALAZZO_PRETORIO.png&#038;p&#091;title&#093;=La%20storia%20delle%20forze%20di%20polizia%20a%20Empoli%20%E2%80%93%20Parte%20quarta\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F280&#038;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a><p><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/PALAZZO_PRETORIO.png\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-282 size-full\" style=\"margin: 10px;\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/PALAZZO_PRETORIO.png\" alt=\"PALAZZO_PRETORIO\" width=\"189\" height=\"283\" \/><\/a>La riorganizzazione del corpo di polizia locale, pensata in una situazione di emergenza bellica, non fu subito riaffrontata in seguito alla Liberazione e alla risoluzione della questione istituzionale in senso repubblicano.<\/p>\n<p>Seppure in termini parziali, essa riemerse nel 1948. Pu\u00f2 sembrare paradossale ma l\u2019urgenza del cambiamento, generalmente avvertita dopo il crollo del regime, non si tradusse in genere in provvedimenti di radicale rottura con l\u2019assetto amministrativo precedente. Questioni pi\u00f9 urgenti premevano sulle prime amministrazioni post-belliche. Alimentazione, abitazioni, istruzione primaria premevano del resto anche sull\u2019esistenza delle famiglia degli stessi vigili.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Nel marzo 1948 Ugolino Donati sollecit\u00f2 l\u2019intervento dell\u2019amministrazione guidata da Gino Ragionieri con una serie di precise constatazioni, anche di tipo \u00abstorico\u00bb, e adombrando delle soluzioni precise. Quattro anni dopo le richieste di Donati la situazione era tuttavia ancora precaria. Nel 1952, infatti, furono impiegati e prorogati in turni di 15 giorni due vigili urbani di Firenze in congedo ordinario. La soluzione-tampone, avrebbe dovuto essere adottata fino al mese di settembre, per giungere fino alla promulgazione dei concorsi resi necessari dalla nuova Pianta Organica deliberata dal Consiglio del 19 e 22 dicembre 1948 e in quella del 29 novembre 1950. La nuova Pianta prevedeva \u00abundici vigili oltre al Comandante ed un Brigadiere\u00bb ma le proroghe dei vigili fiorentini durarono fino al 31 marzo 1953.<\/p>\n<p>Nel frattempo, il 18 novembre 1952, il sindaco aveva comunicato alla Giunta che per i sette posti di vigile vacanti, secondo quanto stabilito dalla Pianta, erano gi\u00e0 pervenute all\u2019amministrazione ed alla stessa Prefettura molte richieste. Per questo il prefetto, nel caso il comune avesse preferito la nomina per chiamata, raccomand\u00f2 di fissare criteri certi per valutare gli aspiranti. La Giunta per\u00f2 riafferm\u00f2 la validit\u00e0 del principio della nomina per chiamata poich\u00e9 nessuno degli aspiranti aveva mai prestato servizio come vigile urbano e dunque seguire il suggerimento della Prefettura procedendo all\u2019esame dei titolo avrebbe messo in posizione di privilegio i possessori di titolo di studio pi\u00f9 alti. I tempi si allungarono anche in seguito alla risoluzione della Giunta del 27 novembre 1952 che decise di assumere in ruolo due vigili urbani \u00abavventizi\u00bb. Il provvedimento, dapprima bocciato dalla Prefettura, fu approvato dalla stessa il 2 gennaio 1953.<\/p>\n<p>Si dovette giungere al 22 giugno 1954 perch\u00e9 la Giunta deliberasse la nomina di tre nuovi vigili mentre un quarto vigile fu nominato il 9 novembre 1954. Rimaneva per\u00f2 scoperto il posto di Brigadiere il cui concorso non fu espletato fino al 1956, quando nessuno dei candidati risult\u00f2 idoneo, e ripetuto nel 1957.<\/p>\n<p>In prossimit\u00e0 del periodo del \u00abboom economico\u00bb, e in seguito ad esso, le trasformazioni furono numerose. Non solo per quanto riguardava il corpo di Polizia in s\u00e9, ma pi\u00f9 in generale per quanto riguard\u00f2 la riformulazione di una serie di compiti in relazione a diversi aspetti della vita cittadina in maniera adeguata ai tempi. La sollecitazione iniziale alla redazione di un nuovo regolamento di Polizia Municipale venne dalla Prefettura con una lettera del 28 marzo 1959 che rammentava la necessit\u00e0 di uniformarsi alla \u00abdisciplina delle materie indicate dall\u2019art. 109 del <em>Regolamento per l\u2019esecuzione della legge comunale e provinciale<\/em>, approvata con R. D. 12 febbraio 1911, n. 297\u00bb. Seppure nella cornice dei tempi burocratici di un\u2019amministrazione locale, l\u2019ingranaggio era stato messo in movimento. Il 31 gennaio 1961 una circolare del sindaco Mario Assirelli ramment\u00f2 agli assessori, al direttore dell\u2019Ufficio Tecnico e al Capo dell\u2019Ufficio di Polizia Municipale che il regolamento di Polizia Municipale era in vigore dal 1925 e non rispondeva pi\u00f9 \u00abad alcune norme legislative adottate successivamente, specie per quanto riguarda la sicurezza negli abitati, la quiete pubblica e l\u2019esercizio del commercio\u00bb.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 del Regolamento di Polizia Municipale, per vedere un provvedimento capace di incidere pi\u00f9 a fondo sul Corpo l\u2019attesa dur\u00f2 fino al 1967 e fu una precisa conseguenza dell\u2019ampliamento della Pianta Organica deliberato dal Consiglio comunale con atto n. 351, in data 30 settembre 1965. In relazione a ci\u00f2, l\u2019assessore al personale Egisto Alderighi rifer\u00ec che stava per essere indetto un concorso per nove posti di allievo vigile urbano.<\/p>\n<p>La discussione sull\u2019adeguatezza o meno dell\u2019organico e sulle risorse da destinare al servizio ricevette un nuovo impulso e il 6 giugno dello steso anno si trasfer\u00ec nel dibattito consiliare vero e proprio con un\u2019interpellanza del capogruppo della Democrazia Cristiana, Alfredo Bertuccelli. La richiesta partiva dalla constatazione dell\u2019aumentato volume del traffico veicolare e della carenza di mezzi motorizzati \u00aba meno che \u2013sottoline\u00f2 Bertuccelli- non si vogliano considerare motorizzati i vigili urbani che ogni tanto sfrecciano per le strade cittadine con quella parodia di motociclette che sono i due ciclomotori in loro dotazione\u00bb. Dopo aver fatto esplicito richiamo all\u2019aumento di organico recentemente deliberato dal Consiglio; Bertuccelli chiese anche l\u2019istituzione di una commissione consiliare consultiva che analizzasse il problema. Nonostante all\u2019epoca l\u2019organico consistesse ormai in un comandante, un brigadiere, tre vigili scelti e 12 vigili urbani, l\u2019assessore Luciano Ciampi ammise \u00ablo stato di disagio e le deficienze rilevate dall\u2019interpellante\u00bb. Vero anche che l\u2019organico non rispondeva al rapporto di 1 vigile su 1000 abitanti ma l\u2019ampliamento della pianta organica deliberato il 20 settembre 1965 avrebbe trovato esito in un bando di concorso da pubblicarsi nelle settimane seguenti. Ciampi concluse aggiungendo che \u00abla giunta spera poter far meglio dopo l\u2019assunzione dei nuovi dieci vigili e di prevedere, ormai, nel bilancio 1968, anche l\u2019acquisto di mezzi motorizzati\u00bb.<\/p>\n<p>Negli anni seguenti l\u2019aumento di organico ebbe uno sviluppo tale che, ricorda Paolo Laschetti, nel 1981 fu raggiunto il massimo di componenti: 34 pi\u00f9 il comandante Gensini. Con il blocco del turnover si ridiscese a 30 pi\u00f9 il comandante, che rappresenta la dotazione organica attuale. All\u2019inizio degli anni Ottanta data anche l\u2019ingresso nel Corpo delle prime donne: Patrizia Sardi e Nila Paolini. Laschetti, in servizio da pi\u00f9 di 30 anni, ricorda anche che le precedenti sedi del Corpo sono state i locali del comune attualmente occupati dal \u00abJob Center\u00bb; quindi l\u2019attuale Ufficio Anagrafe in piazza del Popolo; poi palazzo pretorio in Piazza Farinata, dove \u00e8 adesso il centro Busoni; e infine, dal 1975, la sede attuale il cui adeguamento fu curato dal geometra Mario Tuti, noto alle cronache per altri tristi motivi.<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>by La riorganizzazione del corpo di polizia locale, pensata in una situazione di emergenza bellica, non fu subito riaffrontata in seguito alla Liberazione e alla risoluzione della questione istituzionale in senso repubblicano. 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