{"id":1283,"date":"2024-06-08T15:54:26","date_gmt":"2024-06-08T13:54:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1283"},"modified":"2024-06-08T15:57:12","modified_gmt":"2024-06-08T13:57:12","slug":"vanna-arrighi-antonio-di-giovanni-da-empoli-committente-del-fonte-battesimale-ora-al-museo-della-collegiata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1283","title":{"rendered":"Vanna Arrighi &#8211; Antonio di Giovanni da Empoli committente del fonte battesimale ora al Museo della Collegiata"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bernardo-Rossellino_Fonte-Battesimale-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"800\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bernardo-Rossellino_Fonte-Battesimale-1-1024x800.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1285\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bernardo-Rossellino_Fonte-Battesimale-1-1024x800.jpg 1024w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bernardo-Rossellino_Fonte-Battesimale-1-300x234.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bernardo-Rossellino_Fonte-Battesimale-1-768x600.jpg 768w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Bernardo-Rossellino_Fonte-Battesimale-1.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption>Bernardo Rossellino,<em> Fonte battesimale<\/em>, marmo, 1447, Empoli &#8211; Museo della Collegiata di S. Andrea (fonte: https:\/\/www.empolimusei.it\/artwork\/fonte-battesimale\/)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">In occasione di una visita al Museo della Collegiata di Empoli in occasione della mostra \u00abEmpoli 1424. Masolino e gli albori del Rinascimento\u00bb, organizzata dalla nostra Associazione, ho potuto ammirare ancora una volta il bellissimo fonte battesimale del 1447 ora conservato nello stesso museo ed attribuito alla scuola di Donatello da Odoardo H. Giglioli (<em>Empoli artistica, F<\/em>irenze, Lumachi, 1906) e pi\u00f9 recentemente a Bernardo Rossellino (Antonio Paolucci, <em>Il museo della collegiata di s. Andrea in Empoli,<\/em> Firenze 1985). Volendomi rinfrescare la memoria sul committente, Antonio di Giovanni da Empoli, ho effettuato una breve ricerca su Internet ricavandone una sconfortante impressione di approssimazione e supponenza da parte dei redattori dei vari siti che per un motivo o per l\u2019altro hanno citato il nostro personaggio. <\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Anzitutto ne risulta talvolta massacrato il testo dell\u2019iscrizione che corre lungo la base circolare del manufatto: e sulla quale si fonda l\u2019identificazione del committente e della data di realizzazione:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">DOM. ANTONIVS. lOHIS. DEEMPVLO. BTE. MARIE. MAIORIS. PRIOR. ET. CANONICVS. FLORENTINVS. MCCCCXLVII<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">per la cui traslitterazione e traduzione (ammesso che ce ne sia bisogno) basterebbe rivolgersi allo <em>Zibaldone<\/em> del Figlinesi (E. V .Figlinesi, <em>Vecchie famiglie empolesi nell\u2019inedito Zibaldone d\u2019un capitolare<\/em>, \u00abBullettino Storico Empolese\u00bb, vol. 3, a. 7, n. 2, (1963), a. 8, n. 3 e n. 4, (1964) ricordo n. 776) o alla <em>Storia di Empoli<\/em> di Luigi Lazzeri (Empoli, Monti, 1873, p.128): \u00abMesser Antonio di Giovanni da Empoli priore di santa Maria Maggiore e canonico fiorentino. 1447\u00bb, senza aggiungere \u00abbrevi tempore\u00bb, che non \u00e8 scritto da nessuna parte e che deriva dall\u2019errata traslitterazione di BTE (beate), come nel sito: <a href=\"about:blank\">https:\/\/www.dellastoriadempoli.it\/bernardo-rossellino-fontebattesimale-1447<\/a>. Sembra superfluo rilevarlo, ma, per decifrare frasi in latino, servirebbe conoscere almeno qualche rudimento di questa lingua.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si presume che questo messer Antonio appartenesse alla famiglia Giachini o Giacchini di Empoli per la presenza nel piedistallo dello stemma di questa famiglia (\u00abDi rosso, al capro passante d&#8217;argento\u00bb, secondo la &nbsp;descrizione di Enrico Ceramelli Papiani, dalla quale figura araldica furono detti \u00abdel becco\u00bb), di origini empolesi, ma ormai, al momento della realizzazione del fonte, gi\u00e0 radicata a Firenze, come si evince dalla presenza del predicato di provenienza \u00abde Empulo\u00bb, che non avrebbe senso se il nostro canonico (della chiesa metropolitana fiorentina e non della collegiata di Empoli) avesse vissuto ed operato nella nostra citt\u00e0. Questa famiglia, che si vuole imparentata con Giovanni di Andrea Malepa, pievano di Empoli dal 1467 al 10 nov.1492, si estinse nel 1649 dopo aver dato i natali ad un medico famosissimo, Leonardo di Andrea di Leonardo (1501-1547) e ad un alto prelato: Piero o Pier Antonio di Leonardo, canonico di Empoli e di Volterra, priore dello spedale degli Innocenti e vescovo di Ippona, morto il 15 maggio 1534.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">L\u2019ambiente a cui il fonte era destinato era il battistero della pieve di Empoli, in antico separato dalla chiesa stessa per il fatto che chi non aveva ancora ricevuto il battesimo non poteva dirsi cristiano ed accedere alla chiesa vera e propria; questo criterio perse importanza con l\u2019andare del tempo e pertanto gi\u00e0 qualche decennio dopo la realizzazione del fonte, l\u2019ambiente che lo ospitava fu unito alla chiesa mediante la realizzazione di un corridoio.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Tornando ad Antonio di Giovanni da Empoli, sulla sua biografia ci soccorrono le brevi note di Salvino Salvini, che lo attribuisce senza incertezze alla famiglia Giachini e che lo pone, nella sua serie cronologica dei canonici della chiesa Metropolitana fiorentina, al 1440, anno in cui evidentemente consegu\u00ec il canonicato: &nbsp;\u00abpiovano di san Giovanni in Greti, priore di santa Maria Maggiore, Nunzio e collettore generale apostolico in Toscana di Eugenio IV e di Callisto III, morto 1457 17 ottobre, riguardevole per pieta, zio cugino di messer Piero vescovo di Ippona\u00bb (S. Salvini, <em>Catalogo dei canonici della Metropolitana fiorentina<\/em>, Firenze 1782, pp.41-42). Sul conseguimento della carica di priore della chiesa fiorentina di santa Maria maggiore il 4 agosto 1435 per espressa volont\u00e0 del papa, che fece dimettere a questo scopo il suo predecessore, ci informa invece Luca Boschetto, sulla scorta di un ricordo autobiografico della cerimonia di investitura lasciato dallo stesso Antonio da Empoli in un manoscritto dell\u2019archivio del Capitolo di Firenze. Il Boschetto indaga in particolare sui rapporti di questi con Leon Battista Alberti e ricostruisce il tessuto di relazioni fra la corte pontificia ed il clero fiorentino nel periodo di permanenza a Firenze di papa Eugenio IV (circa 1434-37), che aveva proprio nella chiesa di santa Maria Maggiore uno dei principali punti di riferimento. (L. Boschetto, \u00abChi dubiter\u00e0 appellare questo tempio nido delle delizie<em>?\u00bb. Leon Battista Alberti e Santa Maria del Fiore<\/em>, in \u00abMedioevo e Rinascimento\u00bb,21 n.s.18 2007, p.161).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">                                                                                                  Vanna Arrighi  \u00a9riproduzione riservata<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/p\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli-61556960195971\/\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444;text-decoration:none;font-size:8px;margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap\"><span>by <\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In occasione di una visita al Museo della Collegiata di Empoli in occasione della mostra \u00abEmpoli 1424. 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