{"id":1278,"date":"2023-05-19T12:44:11","date_gmt":"2023-05-19T10:44:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1278"},"modified":"2023-05-19T12:44:12","modified_gmt":"2023-05-19T10:44:12","slug":"quando-labito-faceva-il-pubblico-amministratore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1278","title":{"rendered":"Quando l\u2019abito faceva il \u2026pubblico amministratore"},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it&amp;t=Quando%20l%E2%80%99abito%20faceva%20il%20%E2%80%A6pubblico%20amministratore&amp;s=100&amp;p[url]=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it&amp;p[images][0]=http%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F05%2F2-Benozzo-Gozzoli-storie-di-san-Francesco-Montefalco-1-1024x789.jpg&amp;p[title]=Quando%20l%E2%80%99abito%20faceva%20il%20%E2%80%A6pubblico%20amministratore\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it&amp;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444;text-decoration:none;font-size:8px;margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap\"><span>by <\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-Benozzo-Gozzoli-storie-di-san-Francesco-Montefalco-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"789\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-Benozzo-Gozzoli-storie-di-san-Francesco-Montefalco-1-1024x789.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1279\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-Benozzo-Gozzoli-storie-di-san-Francesco-Montefalco-1-1024x789.jpg 1024w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-Benozzo-Gozzoli-storie-di-san-Francesco-Montefalco-1-300x231.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-Benozzo-Gozzoli-storie-di-san-Francesco-Montefalco-1-768x592.jpg 768w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/2-Benozzo-Gozzoli-storie-di-san-Francesco-Montefalco-1.jpg 1039w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption><em>Uomini in lucco<\/em> (1452)<br \/>da Benozzo Gozzoli, Storie di San Francesco, affresco nella chiesa di San Francesco (Montefalco) fonte: http:\/\/artemoda.unibg.it\/page.asp?menu1=3&amp;op=491<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come si sa dagli statuti locali, il vertice del comune di Empoli nell\u2019antico regime era costituito dai consoli, dai capitani di parte guelfa e dal consiglio generale, cui verso la fine del secolo XVI si aggiunse la figura del Gonfaloniere. Si trattava di cariche temporanee, rivestite a turno dai cittadini in possesso dei requisiti previsti dagli Statuti (20 anni di residenza in citt\u00e0 ed un \u201cestimo\u201d, cio\u00e8 una capacit\u00e0 contributiva stimata di almeno 2 lire). Non esisteva negli Statuti pi\u00f9 antichi alcun riferimento a quello che oggi chiameremmo il \u201cdress code\u201d di questi pubblici ufficiali, cio\u00e8 nessuna regola da osservarsi per il vestire. Possiamo dunque immaginare, bench\u00e9 nelle epoche pi\u00f9 antiche il vestiario rivestisse una particolare importanza come segno distintivo dello status economico-sociale di ciascuna persona, che, quando la campana suonava \u201ca consiglio\u201d, i detentori delle varie cariche si recassero al palazzo comunale vestiti come capitava.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le cose cominciarono a cambiare nel secolo XVI, quando, in un\u2019aggiunta del 1528 agli<em> Statuti<\/em> si dice che \u201c<em>per honore della terra d\u2019Empoli, atteso la terra ringentilisca, e\u2019detti statutarii hanno deliberato che l\u2019officio de\u2019 consoli di fuori et dentro, consiglio del comune et popoli, capitani, operai et castaldi et ogni altro officio di decto comune et popolo, ogni volta haranno andare in palazo o altrove, per il loro officio exercitare, sieno oblighati andare col mantello overo cappa o gabbano, senza grembiule, sotto pena di lire 2 per qualunque volta e per qualunque di loro contrafacessi e che e\u2019messi del comune, ogni volta andassino per loro o gli vedranno, sieno tenuti cavarsi la berretta[in segno di deferenza], sotto pena di soldi 10 piccioli per qualunque volta<\/em>\u201c. Ma a questa deliberazione che, a quanto pare, invitava semplicemente a presenziare alle sedute pubbliche ed alle cerimonie vestiti decorosamente, senza prescrivere un abbigliamento particolare, ne fece seguito un\u2019altra che, a distanza di alcuni decenni intimava: \u201c<em>Che il gonfaloniere, consoli di drento e provveditore si faccino i lucchi\u201d, cio\u00e8 <\/em>delle<em> vesti di foggia ben precisa: si trattava infatti di una <\/em>lunga sopravveste di panno, simile ad una toga, chiusa al collo da grossi ganci o con nastri, che cadeva a pieghe fino a terra, con aperture laterali per lasciar passare le braccia; aveva una fodera di taffett\u00e0 o altri tessuti leggeri per l\u2019estate, mentre per l\u2019inverno si foderava con pelliccia o velluto. <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full is-resized\"><a href=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-particolare.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-particolare.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1280\" width=\"396\" height=\"544\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-particolare.jpg 373w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3-particolare-219x300.jpg 219w\" sizes=\"auto, (max-width: 396px) 100vw, 396px\" \/><\/a><figcaption><em>Uomini in lucco<\/em> (1452)<br \/>da Benozzo Gozzoli, Storie di San Francesco, affresco nella chiesa di San Francesco (Montefalco) fonte: http:\/\/artemoda.unibg.it\/page.asp?menu1=3&amp;op=491, dettaglio.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si trattava quindi di un indumento piuttosto costoso. La sua obbligatoriet\u00e0 per i pubblici ufficiali non era peculiare di Empoli, essendo possibile ritrovare norme analoghe in altre comunit\u00e0 del territorio fiorentino e nella stessa citt\u00e0 di Firenze, tanto che il lucco era diventato, a partire almeno dal XVI secolo, sinonimo di \u201cabito civile\u201d, indossato da chi era nelle condizioni di poter aspirare alle cariche pubbliche. Bench\u00e9 l\u2019uso di questo indumento fosse quindi divenuto obbligatorio, tanto che, come recitano gli Statuti, \u201c<em>a quelli che non compariranno in luccho nero non sia dato in modo alcuno l\u2019ofizio<\/em>\u201c, si precisava che esso era \u201c<em>da farseli per\u00f2 di lor proprio, senza spesa nessuna di detto comune\u201d<\/em>. <\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Col tempo tuttavia le cose dovettero cambiare, anche se la perdita di molto materiale documentario sull\u2019attivit\u00e0 del comune di Empoli non ci consente di precisarne i tempi ed i modi; in ogni caso, pur rimanendo obbligatorio indossare il lucco nelle occasioni ufficiali, in seguito cambi\u00f2 il suo colore (da nero a rosso scuro), vi si aggiunsero degli ornamenti, fu aumentato il numero di coloro che erano obbligati ad indossarlo, venendone esteso l\u2019obbligo agli ufficiali del Monte pio di Empoli, ma soprattutto si cominci\u00f2 a farlo confezionare a spese pubbliche e, di conseguenza, alla scadenza del mandato, ognuno doveva riconsegnare la propria divisa al comune. Ne abbiamo testimonianza indiretta in alcuni inventari di mobili e masserizie ancora presenti nell\u2019archivio comunale. Ne proponiamo un esempio, tratto da un inventario del 1787:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Sei lucchi di mantino* color paonazzo per i residenti [nel magistrato comunitativo di Empoli]<\/em><br \/><em>Altro lucco simile foderato di rosso, calzoni e corpetto rosso e tracolla con trina a oro e nappa per il gonfaloniere, con un soppanno verde per il corpetto<\/em><br \/><em>Un lucco di mantino nero per il sotto cancelliere<\/em><br \/><em>Dieci lucchi simili per i ministri del Monte<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Tre vestiti di perpignano** diversi color verde, che ognuno consiste in ferraiolo, corpetto e calzoni, che uno per il donzello della comunit\u00e0 e due per i garzoni del Monte<\/em><br \/><em>Tre bandierine di seta, che una per il donzello e due per i garzoni<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ancora in un inventario posteriore, databile verso il 1848 si legge:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>6 abiti da priori e 1 da gonfaloniere con sopravveste e tracolla e tutto di mantino rosso cupo e con guarnizione alla tracolla di galloni d\u2019argento dorato ed un abito di mantino nero per il cancelliere ministro del censo<\/em><br \/><em>Un piccolo cubo di pietra nel quale \u00e8 impiombato un ferro atto a pulirsi le scarpe dalla mota<\/em> (\u2026.)<br \/><em>Una piccola cassa ove si contengono i berrettini per i priori, per il gonfaloniere e per il cancelliere<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*= stoffa di seta, simile al taffett\u00e0<br \/>**= stoffa di lana proveniente dalla citt\u00e0 francese di Perpignan<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9 Vanna Arrighi riproduzione riservata<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444;text-decoration:none;font-size:8px;margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap\"><span>by <\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>by Come si sa dagli statuti locali, il vertice del comune di Empoli nell\u2019antico regime era costituito dai consoli, dai capitani di parte guelfa e dal consiglio generale, cui verso la fine del secolo XVI si aggiunse la figura del Gonfaloniere. 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