{"id":1177,"date":"2020-07-29T09:45:44","date_gmt":"2020-07-29T07:45:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1177"},"modified":"2020-07-29T10:22:42","modified_gmt":"2020-07-29T08:22:42","slug":"frustate-per-chi-gioca-e-bestemmia-fra-empoli-monterappoli-e-pontorme-lo-stato-controlla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1177","title":{"rendered":"Frustate per chi gioca e bestemmia fra Empoli, Monterappoli e Pontorme. Lo Stato controlla."},"content":{"rendered":"<a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Facebook\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F1177&#038;t=Frustate%20per%20chi%20gioca%20e%20bestemmia%20fra%20Empoli%2C%20Monterappoli%20e%20Pontorme.%20Lo%20Stato%20controlla.&#038;s=100&#038;p&#091;url&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F1177&#038;p&#091;images&#093;&#091;0&#093;=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2020%2F07%2FAlfonso-seis-dos-as.jpg&#038;p&#091;title&#093;=Frustate%20per%20chi%20gioca%20e%20bestemmia%20fra%20Empoli%2C%20Monterappoli%20e%20Pontorme.%20Lo%20Stato%20controlla.\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Share on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-share synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Share on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?url=https%3A%2F%2Fwww.empoliestoria.it%2Findex.php%3Frest_route%3D%252Fwp%252Fv2%252Fposts%252F1177&#038;text=Hey%20check%20this%20out\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Share on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-share\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Giochi e divieti negli statuti medievali del territorio empolese<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" width=\"519\" height=\"388\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Alfonso-seis-dos-as.jpg\" alt=\"Alfonso di Castiglia, Libro de los juegos, 1283, su gentile concessione Bridgeman Art Library v. Corel Corp.\" class=\"wp-image-1178\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Alfonso-seis-dos-as.jpg 519w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/07\/Alfonso-seis-dos-as-300x224.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 519px) 100vw, 519px\" \/><figcaption>Alfonso X di Castiglia, Libro de los juegos, 1283, su gentile concessione Bridgeman Art Library v. Corel Corp.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La necessit\u00e0 di controllare le manifestazioni ludiche e ogni tipo di gioco, per ogni tipo di Stato, \u00e8 una delle costanti, da sempre, nella storia. I giochi coinvolgono tante persone, e svolgono un ruolo sociale significativo. Il gioco d\u2019azzardo poi, \u00e8 uno dei simboli della trasgressione, \u00e8 la sfida nei confronti della sorte, \u00e8 l\u2019illusione della fuga, \u00e8 l\u2019umana <em>hybris<\/em>. Durante il medioevo i giuristi operarono la distinzione netta fra giochi d\u2019azzardo e giochi di abilit\u00e0; vietati i primi, dove la sorte giocava un ruolo determinante e si scommettevano soldi o altre utilit\u00e0, consentiti i secondi. Inoltre, i giochi vietati di qualsiasi tipo portavano con s\u00e9 spesso risse, turpiloquio, bestemmie, e fungevano cos\u00ec da generatori di altri reati, spesso anche puniti pi\u00f9 duramente del gioco stesso, mettendo in pericolo l\u2019ordine pubblico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La disciplina dei giochi riscontrabile nelle redazioni statutarie comunali fra Trecento e Quattrocento, pur assumendo talvolta caratteristiche variabili, risulta normalmente omogenea, fondata sulla trasposizione e l\u2019adattamento a livello locale della normativa elaborata dallo stato a livello centrale. Nello stato fiorentino, fa da apripista per il periodo che andiamo ad esaminare, lo Statuto del Capitano del Popolo, negli statuti della Repubblica Fiorentina del 1322-25, in particolare la rubrica VI del libro terzo intitolata \u201cDe ludis vetitis et mutuantibus ad ludum et ludos retinentibus et de contractibus factis causa ludi\u201d. Da questa disposizione traggono origine le norme elaborate dagli statutari a livello locale dei comuni e perfino dei singoli popoli. Per quanto di nostro interesse, esamineremo dunque la disciplina del gioco negli statuti, riferibili peraltro a differenti epoche, di Pontorme del 1346, di Monterappoli del 1393 e di Empoli del 1428. Nella norma statutaria fiorentina, lunga e dettagliatissima, leggiamo: \u201cStatutum et ordinatum est quod nullus in civitate vel districtu Florentie ludat vel ludere debeat ad ludum \u00e7ardi seu \u00e7are vel morbioli nec ad alliossos vel guerminellam nec ad ludum qui dicitur coderone, salvo quod ludus ad alliossos non vendicet sibi locum in forensibus\u201d; vietato anche il gioco \u201cad marellas\u201d e diverse altre tipologie, dove l\u2019alea costituiva una componente fondamentale insieme alla posta in gioco, in denaro o altro. Tutti i mezzi atti a contrastare la pratica di tali giochi erano ammessi; era ammessa anche la collaborazione di agenti segreti, e addirittura la tortura, utile per estorcere confessioni. Il podest\u00e0 e il capitano del popolo, per le indagini, potevano avvalersi della collaborazione dei preti, che conoscevano nel dettaglio la popolazione, dei rettori dei popoli e di chiunque potesse in qualsiasi modo fornire informazioni sulla violazione dei divieti. &nbsp;Pesantissime le sanzioni pecuniarie per i contravventori, e qualora non fossero state regolarmente pagate entro dieci giorni si sarebbero potute trasformare in pene corporali (frustate) e detentive. Per chi fosse stato sorpreso a violare la legge, era prevista anche la distruzione in luogo pubblico degli strumenti per il gioco, come le tavole, le lapidi, i dadi. Era permesso giocare a tavola reale, e quindi detenere le tavole ed i dadi necessari per il gioco, soltanto nelle vie pubbliche e nelle piazze, in modo tale che fosse garantito il controllo da parte di chiunque.<\/p>\n\n\n\n<p>Vietatissimo dunque il gioco nei luoghi chiusi e riparati, cos\u00ec come nelle osterie e nei luoghi dove si vendeva vino a minuto; queste ultime rivendite, per rendersi riconoscibili, dovevano esporre all\u2019esterno, come previsto dallo statuto, &nbsp;un\u2019insegna recante il giglio rosso in campo bianco. Poche le eccezioni a queste regole, solitamente riferibili ad alcuni giorni dell\u2019anno variabili da luogo a luogo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>I giochi vietati negli statuti di Pontorme del 1346<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Cominciando la nostra breve disamina, vediamo che negli statuti di Pontorme del 1346, come in ogni altro comune, la repressione del gioco d\u2019azzardo era di competenza podestarile, ed erano puniti sia i giocatori che coloro che assistevano nel raggio di cinque braccia allo svolgersi della partita. Il gioco vietato poteva essere accertato \u201cper inquisitionem, denuntiam et accusationem et repertos culpabiles\u201d dal notaio e dalla sua guardia, che avevano il compito di riferire immediatamente al podest\u00e0. Norme analoghe si ritrovano in molti statuti delle comunit\u00e0 soggette contermini, e traevano origine, come abbiamo detto, dalle disposizioni cogenti contenute negli statuti fiorentini che vietavano il gioco d\u2019azzardo e regolavano minuziosamente tutte le tipologie di giochi esistenti al tempo. Anche la bestemmia, reato spesso conseguente alla perdita al gioco, era di competenza del podest\u00e0, ed era punita con la somma di quaranta soldi. In linea generale, come in tutti gli statuti coevi, i delitti commessi di notte vengono puniti molto pi\u00f9 duramente rispetto a quelli commessi durante il giorno.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Lo statuto di Monterappoli del 1393 e il gioco della zara<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche qui molte rubriche statutarie sono dedicate alla repressione di alcuni comportamenti, evidentemente diffusi pi\u00f9 di quanto non sia lecito pensare fra la popolazione. Particolare riguardo pure a Monterappoli nei confronti dei divieti relativi ai giochi proibiti, come il gioco della zara. Questa rubrica si trova in quasi tutti gli statuti dei comuni rurali del Contado della Repubblica fiorentina, la quale per evitare rancori fra le famiglie, risse, bestemmie e turpiloquio, nei suoi ordinamenti proibiva tutti i giochi d\u2019azzardo e in particolare questo. Il gioco della zara \u00e8 quello che si fa con tre dadi e fu sicuramente il pi\u00f9 diffuso fra i giochi d\u2019azzardo di questo periodo in tutti gli stati italiani; celebre la menzione di Dante nel Canto VI del Purgatorio: \u201c<em>quando si parte il gioco della zara, colui che perde si riman dolente, repetendo pi\u00f9 volte e tristo impara<\/em>\u201d. Il gioco della&nbsp;<em>Zara<\/em>, nella penisola italiana veniva praticato tirando semplicemente tre dadi e dichiarando, prima del tiro, quale sarebbe stato il risultato ottenuto. Il vincitore sarebbe stato colui che tirava per primo il risultato \u201cchiamato\u201d. I giocatori si alternano, tirando i tre dadi; inizia chi vince la battaglia. Chi tira i dadi e ottiene 3, 4, 17 e 18 ha ottenuto zero. Tutti questi numeri vengono chiamati \u201c<em>azar<\/em>\u201d e non valgono. Chi tira i dadi, deve, prima del lancio, dichiarare un punto da 5 a 16. Se il numero esce vince. Con tre dadi, i numeri che escono con maggiore probabilit\u00e0 sono il 10 e l\u201911. Si suggerisce di limitare il numero di volte che un giocatore pu\u00f2 dichiarare tali punti. Anche se la Repubblica fiorentina proibiva i giochi d\u2019azzardo in tutto l\u2019anno, spesso tollerava delle eccezioni: li permetteva nel comune di Monterappoli ad esempio nell\u2019occasione del primo di maggio, quando i coloni si raccoglievano per festeggiare la bella stagione. In un piccolo comune come questo, evidentemente si riteneva che raro sarebbe stato il caso di disordini. Era permesso il giuoco della tavola reale, come nello statuto fiorentino. Gli statutari monterappolesi con la rubrica 74 avevano proibito anche il gioco della palla, ma considerando che esso si faceva per solo divertimento e non per azzardo, fu cassata la relativa rubrica con la rubrica 5 delle addizioni e correzioni fatte allo statuto dagli statutari il 24 gennaio 1395.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il gioco a Empoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella rubrica dodicesima dello statuto del comune di Empoli del 1428 si legge la previsione del divieto di giocare a dadi ed anche a carte, che all\u2019epoca si chiamavano naibi. \u201cStatuirono ancora che niuna persona di detto comune per alcuno modo possa giucare con dadj o naibj se gi\u00e0 non giocassino a tavole a pena di lire tre per ciascuna volta. Et possa et sia lecito al Podest\u00e0 in ci\u00f2 procedere per via d\u2019acusa et di inquisitione et notificagione et tenere sopra di ci\u00f2 spie secrete et tenere ogni modo che gli parr\u00e0 pi\u00f9 utile a despegnere detto giuocho\u201d. Servizi segreti anche a Empoli dunque, atti a reprimere il gioco ed eventualmente a segnalare all\u2019autorit\u00e0 pubblica i contravventori. Non dimentichiamo che alla fine del Trecento Firenze ha estremo bisogno di soldi, con un \u201cmonte\u201d (il debito pubblico) di oltre tre milioni di fiorini in vertiginoso aumento, e perci\u00f2 non esitava a far cassa in ogni modo, soprattutto a carico dei poveri abitanti del contado. \u201cQualunque ritenessi giuocho nella sua habitatione o in altra casa o capanna o bottega, sia punito come s\u2019egli giucasse. Et qualunche di nocte giucassi, sia punito di pena doppia et cos\u00ec chi ritenesse il giuoco; chi star\u00e0 ad vedere il giuoco apresso a braccia tre sia punito come s\u2019egli giucassi. Chi presta tavoliere per giucare dadj o naibj o danari a giuoco caggia in pena di lire tre\u201d e cos\u00ec via; ma nonostante tutti questi divieti, i cittadini continuarono a giocare; ed i podest\u00e0 a punire.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-text-align-right\">Paolo SANTINI \u00a9RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/pages\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli\/605863682798798\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px;\"><img alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px; width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;\"><img alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline; width:32px;height:32px; margin: 0; padding: 0; border: none; box-shadow: none;\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444; text-decoration:none; font-size:8px; margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap;\"><span>by <\/span><img style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px;\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Frustate per chi gioca e bestemmia fra Empoli, Monterappoli e Pontorme. Lo Stato controlla.<\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":1178,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1,14],"tags":[8,225,239],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1177"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1177"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1177\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1181,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1177\/revisions\/1181"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1178"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1177"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1177"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1177"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}