{"id":1113,"date":"2020-04-27T11:19:07","date_gmt":"2020-04-27T09:19:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1113"},"modified":"2020-04-27T11:21:57","modified_gmt":"2020-04-27T09:21:57","slug":"pandemie-del-passato-la-peste-ad-empoli-del-1522-1530","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1113","title":{"rendered":"Pandemie del passato: la peste ad Empoli del 1522-1530"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"639\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bando-peste-1564-639x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1112\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bando-peste-1564-639x1024.jpg 639w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bando-peste-1564-187x300.jpg 187w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/bando-peste-1564.jpg 673w\" sizes=\"auto, (max-width: 639px) 100vw, 639px\" \/><figcaption><em>Bando dell&#8217;Ill.mo Duca di Firenze et Siena [\u2026] sopra le terre [\u2026] infette dalla peste<\/em>, Firenze, Giunti, 1564, Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Le vicende di questi giorni, con il loro carico di ansia ed il senso di incredulit\u00e0 ed impotenza, fanno riandare con il pensiero alle epidemie del passato, quando non si conosceva l\u2019esistenza di virus e batteri, poich\u00e9 non c\u2019erano strumenti per poterli osservare, ma la preoccupazione nel sentirsi esposti ad un nemico invisibile ed il dolore per la perdita di parenti ed amici erano del tutto simili ai nostri.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Fra le epidemie del passato una delle meno conosciute fu la peste del 1522-1530: fu una vera e propria pandemia, in quanto, non solo il contagio si diffuse in vari paesi d\u2019Europa, ma dopo la prima comparsa nel 1522, torn\u00f2 a colpire ciclicamente negli anni successivi, fino almeno al 1530. Mentre a Roma e a Milano c\u2019erano stati dei morti fino dall\u2019estate 1522, a Empoli il \u201cmorbo\u201d, come veniva chiamato per antonomasia, si manifest\u00f2 per la prima volta nell\u2019aprile 1523.<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"471\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/san-nicola-1-471x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1111\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/san-nicola-1-471x1024.jpeg 471w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/san-nicola-1-138x300.jpeg 138w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/san-nicola-1-707x1536.jpeg 707w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/san-nicola-1.jpeg 736w\" sizes=\"auto, (max-width: 471px) 100vw, 471px\" \/><figcaption>Bicci di Lorenzo, S. Nicola da Tolentino protegge Empoli dalla peste, Empoli, Chiesa di S. Stefano degli Agostiniani<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Bench\u00e9 all\u2019epoca non esistesse alcun ufficio destinato alle registrazioni anagrafiche, nella nostra citt\u00e0 i nomi dei morti venivano registrati in appositi libri dai membri dell\u2019Opera di sant\u2019Andrea, una commissione permanente incaricata della manutenzione della nostra chiesa principale che si autofinanziava in diversi modi, fra cui anche con gli introiti provenienti dai funerali.&nbsp; Sulla base di questi \u201clibri dei morti\u201d, ora conservati nell\u2019archivio della chiesa collegiata di sant\u2019Andrea a Empoli, si pu\u00f2 seguire approssimativamente l\u2019andamento dell\u2019epidemia: a differenza del coronavirus che non lascia segni esteriori, la peste del 1522 era riconoscibile anche per i profani, in quanto ai malati si formavano delle escrescenze, dette volgarmente \u201cbubboni\u201d, in particolare sotto le ascelle.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I casi registrati furono poco pi\u00f9 di 250, spalmati su circa cinque anni, poich\u00e9 dopo il 1528 si apre una lacuna nelle registrazioni. Sembra un numero molto basso, rispetto alle cifre astronomiche che sentiamo enunciare in questi giorni, ma dobbiamo rapportarle ad una popolazione probabilmente inferiore a 3000 anime. Inoltre il dato che viene fuori dall\u2019esame dei registri \u00e8 senz\u2019altro sottostimato, in quanto le morti per peste privavano i defunti delle solennit\u00e0 del funerale e costringevano alla sepoltura in luoghi discosti dal centro cittadino, per cui, potendo, in particolare i pi\u00f9 abbienti nascondevano la causa della morte dei loro congiunti, per poter celebrare i riti consueti ed elaborare il lutto nei modi consueti.&nbsp; Ma al di l\u00e0 delle differenze numeriche, dovute soprattutto alla lentezza ed alla sporadicit\u00e0 degli spostamenti di allora, colpiscono alcune analogie, pur nella distanza siderale che divide il nostro individualistico e supertecnologico stile di vita da quello dei nostri concittadini del XVI secolo.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di tutto la quarantena, imposta a chi proveniva da zone infette o comunque da fuori Empoli. Allora imporre questa regola era estremamente semplice: bastava mettere delle sentinelle alle porte della citt\u00e0 &nbsp;ed imporre a chiunque volesse entrare 35-40 giorni di isolamento, da trascorrere in locande fuori dalle mura o in alloggi di fortuna. Il distanziamento sociale imponeva, ad esempio, ai notai, di raccogliere le ultime volont\u00e0 di chi si sentiva in pericolo di morte attraverso le porte chiuse delle case o dalle finestre, oppure stando nei campi o in barche ormeggiate lungo la riva dell\u2019Arno. Inoltre, per aumentare la distanza fra sani e malati, si costruivano ricoveri ad hoc per i malati e i sospetti, utilizzando a questo scopo luoghi isolati, ma anche il camminamento sulle mura della citt\u00e0. Bench\u00e9 infatti l\u2019eziologia del contagio fosse del tutto sconosciuta ai medici del tempo, l\u2019osservazione empirica di fenomeni analoghi aveva evidenziato che l\u2019allontanamento dei malati dai sani era in grado di porre un freno al contagio. Non si conoscevano altri rimedi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I medici inviati a Empoli dal governo fiorentino non poterono che applicare le rudimentali tecniche di allora: incisione e cauterizzazione dei bubboni e la somministrazione di certe polverine di incerta composizione ma di sicura inefficacia.&nbsp; E, come sempre in Italia, ma forse anche altrove, l\u2019epidemia fin\u00ec in un mare di polemiche: il personale inviato da Firenze, che oltre a due medici, consisteva in un frate, per il conforto spirituale dei moribondi e in un becchino, nonch\u00e9 una commissione di quattro cittadini empolesi incaricati di adottare le misure necessarie a gestire l\u2019emergenza, furono oggetto di innumerevoli accuse da parte degli amministrati che in qualche caso passarono alle vie di fatto, prendendo i primi a sassate.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Travolti dall\u2019impopolarit\u00e0 i quattro commissari empolesi rassegnarono le dimissioni.&nbsp; Un bando, emesso dal podest\u00e0 di Empoli il 21 gennaio 1526, invitava tutti i cittadini che si ritenessero danneggiati dal personale sanitario inviato da Firenze o dai quattro deputati empolesi a presentarsi presso la sua carte a sporgere denuncia circostanziata.&nbsp; Le accuse erano svariate: dal peculato agli atti di libidine, dal furto di oggetti nelle case rimaste incustodite a veri e propri atti di \u201cuntoraggio\u201d, avendo qualcuno di loro lasciato in giro, con colpevole trascuratezza, effetti personali di malati di peste, oltre a prepotenze piccole e grandi.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Non sappiamo come le cose siano andate a finire, ma per fortuna ci \u00e8 rimasto il verbale delle accuse, stilato dal notaio empolese Barnaba Gherardi nei suoi protocolli, nei quali sono disseminati molti ricordi del primo periodo dell\u2019epidemia, in cui rimase coinvolto personalmente, tanto da dover scontare per due volte altrettanti periodi di quarantena. Nell\u2019epidemia mor\u00ec, tra gli altri, un suo cognato, di cui descrive particolareggiatamente l\u2019andamento della malattia ed i suoi sintomi, fino al 1528 quando egli stesso cadde vittima della peste.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9Vanna Arrighi \u2013 riproduzione riservata<\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/p\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli-61556960195971\/\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444;text-decoration:none;font-size:8px;margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap\"><span>by <\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le vicende di questi giorni, con il loro carico di ansia ed il senso di incredulit\u00e0 ed impotenza, fanno riandare con il pensiero alle epidemie del passato, quando non si conosceva l\u2019esistenza di virus e batteri, poich\u00e9 non c\u2019erano strumenti per poterli osservare, ma la preoccupazione nel sentirsi esposti ad un nemico invisibile ed il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":4,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":true,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[233,232,234],"class_list":["post-1113","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-empoli-e-storia","tag-pandemia","tag-peste-1522-1530","tag-peste-a-empoli"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1113","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1113"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1113\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1115,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1113\/revisions\/1115"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1113"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1113"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1113"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}