{"id":1088,"date":"2020-04-07T10:20:56","date_gmt":"2020-04-07T08:20:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1088"},"modified":"2020-04-07T10:20:57","modified_gmt":"2020-04-07T08:20:57","slug":"il-palio-empolese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.empoliestoria.it\/?p=1088","title":{"rendered":"Il Palio empolese"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">Quando a Empoli (e non solo a Siena) si correva il palio<\/h3>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"768\" src=\"http:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Corsa_Barberi_4-1024x768.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1087\" srcset=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Corsa_Barberi_4-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Corsa_Barberi_4-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Corsa_Barberi_4-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/uploads\/2020\/04\/Corsa_Barberi_4.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>J. Callot, <em>Veduta delle chiese sul Prato colla corsa de Barberi<\/em>, incisione XVII sec, in G. Trotta, <em>Il Prato d&#8217;Ognissanti a Firenze: genesi e trasformazione di uno spazio urbano<\/em>, Firenze 1988<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ai giorni nostri, la \u201ccitt\u00e0 del palio\u201d per antonomasia \u00e8 indubitabilmente Siena, poich\u00e9 \u00e8 l\u2019unico luogo dove l\u2019antica corsa dei cavalli venga ancora effettuata nelle modalit\u00e0 tradizionali. Nei secoli passati tuttavia si correvano palii in tutte le citt\u00e0 toscane, sia piccole che grandi. Si definiva \u201cpalio\u201d qualsiasi corsa di cavalli, anzi qualsiasi gara che avesse in palio (per l\u2019appunto!) un trofeo consistente in un drappo di stoffa pregiata (dal latino <em>pallium <\/em>= velo). Per questo motivi esistevano il palio dei navicelli, quello dei cocchi e quello degli asini, ma nella maggior parte dei casi si facevano correre dei cavalli, anzi dei \u201cbarberi\u201d (corruzione di berberi, con riferimento ad una particolare razza di cavalli). Esistevano due tipi di palio, inteso nel senso pi\u00f9 ristretto di corsa di cavalli: il <em>palio \u201calla lunga\u201d<\/em>, con percorso rettilineo, e quello <em>\u201calla Tonda\u201d<\/em>, con percorso circolare lungo il perimetro di una piazza o di uno slargo fuori dal centro cittadino. Il <em>palio empolese<\/em> fu per tutto il \u2018700, secolo per il quale \u00e8 costantemente documentato, quasi sempre \u201calla lunga\u201d e disputato costantemente lungo lo stesso percorso di Km. 1,300, compresi fra il punto di partenza, il ponte sul rio dei Cappuccini ed il traguardo fissato al magazzino del sale (all\u2019angolo fra le odierne via Chiara e via Ridolfi).<\/p>\n\n\n\n<!--more-->\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si trattava di cavalli sciolti, senza fantino, per cui era necessario ben delimitare il percorso. Le norme erano fissate dalle autorit\u00e0 fiorentine, allo scopo di garantire la sicurezza dei partecipanti e degli spettatori e la terminologia adottata era del tutto analoga con quella ancora in uso per il palio di Siena:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">-\u201ctenere il canapo tirato alla mossa (cio\u00e8 tendere una fune tesa per tenere i cavalli allineati alla partenza) e la bandiera alla meta\u201d (cio\u00e8 segnalare il punto di arrivo con una bandiera)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;\u201cservirsi della tromba e non di altro contrassegno per la scappata\u201d, cio\u00e8 accompagnare la corsa con squilli di tromba affinch\u00e9 il percorso rimanesse sgombro da persone o altri ostacoli.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">I palii sono documentati a Empoli per la maggior parte del secolo XVIII; venivano organizzati in occasione delle feste del Corpus Domini (maggio-giugno) e di san Lorenzo (10 agosto), per iniziativa soprattutto delle compagnie religiose laicali, che se ne servivano anche come mezzo di proselitismo. Verso la fine del secolo i palii cominciano ad essere disputati anche nei paesi circostanti, per iniziativa di privati, soprattutto proprietari terrieri o notabili locali. Sono documentati palii , sia pure sporadici, a Empoli Vecchio e a Monterappoli. Nell\u2019800 poi le corse di cavalli divennero pi\u00f9 regolari ed istituzionalizzate: alle compagnie religiose, soppresse nel 1785 ed ai privati erano subentrati altri organizzatori, come l\u2019amministrazione comunale e poi, nella seconda met\u00e0 del secolo, un ente appositamente costituito, la \u201cSociet\u00e0 delle corse\u201d. Si trattava di manifestazioni assai diverse da quelle <em>naive<\/em> del \u2018700: i cavalli erano montati da fantini di professione, i premi erano in denaro e le corse si disputavano \u201calla tonda\u201d in uno spazio appositamente predisposto: l\u2019ippodromo. Erano corse diverse, che poco avevano in comune con l\u2019antico palio cittadino, tanto che di quest\u2019ultimo si perse perfino il ricordo del nome.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00a9Vanna Arrighi. Riproduzione riservata<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per ulteriori notizie rimandiamo all&#8217;articolo di Vanna Arrighi <em>Feste e spettacoli dei secoli passati<\/em>, pubblicato nell&#8217;ultimo numero della  nostra rivista &#8220;Quaderni d&#8217;Archivio&#8221;. <\/p>\n<a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-facebook nolightbox\" data-provider=\"facebook\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Facebook\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/p\/Amici-dellArchivio-storico-di-Empoli-61556960195971\/\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px;margin-right:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"Facebook\" title=\"Follow us on Facebook\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/facebook.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-button synved-social-button-follow synved-social-size-32 synved-social-resolution-single synved-social-provider-twitter nolightbox\" data-provider=\"twitter\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"Follow us on Twitter\" href=\"https:\/\/twitter.com\/Empoli_e_Storia\" style=\"font-size: 0px;width:32px;height:32px;margin:0;margin-bottom:5px\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" alt=\"twitter\" title=\"Follow us on Twitter\" class=\"synved-share-image synved-social-image synved-social-image-follow\" width=\"32\" height=\"32\" style=\"display: inline;width:32px;height:32px;margin: 0;padding: 0;border: none;box-shadow: none\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/social\/regular\/64x64\/twitter.png\" \/><\/a><a class=\"synved-social-credit\" target=\"_blank\" rel=\"nofollow\" title=\"WordPress Social Media Feather\" href=\"http:\/\/synved.com\/wordpress-social-media-feather\/\" style=\"color:#444;text-decoration:none;font-size:8px;margin-left:5px;vertical-align:10px;white-space:nowrap\"><span>by <\/span><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" style=\"display: inline;margin:0;padding:0;width:16px;height:16px\" width=\"16\" height=\"16\" alt=\"feather\" src=\"https:\/\/www.empoliestoria.it\/wp-content\/plugins\/social-media-feather\/synved-social\/image\/icon.png\" \/><\/a>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quando a Empoli (e non solo a Siena) si correva il palio Ai giorni nostri, la \u201ccitt\u00e0 del palio\u201d per antonomasia \u00e8 indubitabilmente Siena, poich\u00e9 \u00e8 l\u2019unico luogo dove l\u2019antica corsa dei cavalli venga ancora effettuata nelle modalit\u00e0 tradizionali. 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