Piazza Umberto I con l’omonimo monumento realizzato da Oreste Chilleri.
Piazza Matteotti condivide con piazza della Vittoria un analogo percorso storico-toponomastico a partire da una realizzazione piuttosto ‘recente’. Ricordiamo brevemente che la piazza, come l’intero quartiere circostante, fu realizzata a seguito dell’interramento del ramo meridionale dell’Arno e della copertura del Rio dei Cappuccini a partire dagli anni ’50 dell’Ottocento. La successiva lottizzazione dei terreni di ‘nuovo acquisto’ sull’Arno portò in breve tempo alla creazione di un quartiere residenziale con spazi verdi per il pubblico passeggio adeguato alle nuove esigenze di decoro e rispettabilità richieste dalla borghesia cittadina.Leggi tutto
Natale 1963. Il Sindaco Assirelli consegna doni ai bambini in occasione delle feste.
Incontro al Museo del vetrovenerdì 22 aprile alle 18
Un’occasione per ricordare o conoscere uno dei personaggi della vita pubblica che hanno più caratterizzato lo sviluppo e la modernizzazione di Empoli, protagonista indiscusso della vita politica, sociale e istituzionale. Entra in Consiglio comunale con le prime elezioni amministrative del 31 marzo 1946 e vi resta fino al 1985, dal 1948 al 1960 fa parte della Giunta di Gino Ragionieri; dal 1960 al 1980 ricopre la carica di Sindaco.
La vita di Mario Assirelli si intreccia fin da giovanissimo con il movimento antifascista empolese: arrestato per appartenenza e propaganda comunista il 10 giugno 1937, fu condannato a tre anni di carcere dal Tribunale speciale per la difesa dello stato e nel 1943 fu deportato, come internato militare, nei campi di lavoro in Germania. La fedeltà ai valori dell’antifascismo e della resistenza è un elemento di continuità ben riconoscibile nella sua vita pubblica.Leggi tutto
Gino Ragionieri nella sala della Biblioteca comunale per i doni natalizi.
Il primo e più visibile segnale che il Comune democratico eletto il 31 marzo 1946 nasceva nel segno dell’antifascismo militante doveva venire ovviamente dalla scelta del sindaco.
Gino Ragionieri, artigiano, era stato condannato a 12 anni di carcere dal Tribunale speciale nel 1939, perché membro della vasta organizzazione comunista toscana scoperta nel luglio 1938. Scarcerato nel 1943, alla caduta del fascismo, dopo l’8 settembre – cercando di sfuggire ad un’azione di rastrellamento compiuta dai fascisti del Commissario Todini, fu ferito gravemente e catturato. Nella speranza di farlo parlare fu trasportato all’ospedale di Firenze e operato d’urgenza. L’intervento chirurgico riuscì, ma pochi giorni dopo Ragionieri, se pure sorvegliato a vista, fu liberato da una squadra di GAP fiorentina. Entrò poi nel movimento partigiano.Leggi tutto
Con il voto del 31 marzo 1946 Empoli ebbe una classe dirigente del tutto nuova e discontinua rispetto a quella del passato. (La conquista socialista del Comune, nel novembre 1920, era stata subito stroncata dalla repressione fascista dopo “i fatti” del marzo 1921). Uomini usciti dalle classi lavoratrici, legati profondamente alla popolazione di cui sapevano interpretare al meglio le esigenze, che prendevano il posto delle vecchie consorterie di un tempo “impastoiate di un sordido egoismo”. Andarono a sedersi sui banchi del Consiglio comunale autorevoli dirigenti dei sindacati degli operai e dei mezzadri e i fondatori di cooperative di produzione e della cooperazione di consumo. La continuità che veniva premiata era invece quella che passava lungo la linea della militanza antifascista, della Resistenza e del legame ideale e personale con l’amministrazione conquistata nel 1920. Tre dei consiglieri socialisti eletti nel 1946 avevano fatto parte del Consiglio comunale nel 1914 e nel 1920; tra questi un personaggio come Siro Fucini, noto e riconosciuto durante il regime come “il” maestro antifascista.Leggi tutto
Colle V/E, Museo del CristalloGambassi Terme, mostra permanente della produzione vetraria (sec. XII-XVI)La mattina di sabato prossimo, 9 aprile, presso il Museo del Vetro di Empoli si terrà un incontro di lavoro cui sono stati invitate alcune importanti istituzioni museali toscane impegnate nell’opera di salvaguardia e diffusione della memoria della locale lavorazione del vetro, quali appunto il Museo del Vetro di Empoli, la mostra permanente della produzione vetraria a Gambassi (sec. XIII-XVI), che proprio nel pomeriggio di sabato inaugurerà un nuovo spazio espositivo, e il Museo del Cristallo di Colle Val d’Elsa. A questi si aggiungono il Museo del Vetro di Piegaro (Pg), piccolo centro dell’Umbria che vanta un’antica tradizione di produzione di vetri di uso comune affiancata, come a Empoli, dall’attività di vestizione, e il Museo dell’arte vetraria altarese di Altare (Sv) in Liguria depositario di una ricca collezione di vetri sia di uso comune che artistici, dal XVII al XX secolo.Leggi tutto
Piazza della Vittoria – Fonte: Archivio Storico Comunale di Empoli
Fino ai primi decenni del Novecento piazza Vittorio Emanuele mantiene sostanzialmente la fisionomia di un vasto piazzale caratterizzato dalla storica presenza della chiesa della Madonna del Pozzo e del vicino palazzo Bini, dove continuerà ad aver luogo ancor per molto tempo il mercato settimanale e l’annuale fiera settembrina. Sul finire dell’Ottocento la piazza fu poi al centro di un imponente intervento di riqualificazione urbanistica che ridisegnò l’intera area orientale fuori le mura del castello empolese diventando il fulcro del nuovo asse commerciale rappresentato da via Roma in diretto collegamento con la stazione ferroviaria.Leggi tutto
Simbolo della lista n. 1 “Blocco Democratico della Ricostruzione”Simbolo lista n. 2 “Democrazia Cristiana”
Settant’anni fa, il 31 marzo 1946 gli empolesi vennero chiamati alle urne per eleggere il Consiglio comunale. Furono quelle le prime elezioni del post fascismo; e furono anche le prime, nella storia d’Italia, nelle quali votarono le donne.
Come accadde in quasi tutti i comuni con meno di 30.000 abitanti, dove si votava con un sistema elettorale di tipo maggioritario, anche a Empoli comunisti e socialisti si presentarono con una lista unitaria, il «Blocco democratico della ricostruzione», a cui si contrapponeva la lista della Democrazia cristiana.
I programmi elettorali delle due liste erano in parte simili, come era del resto ovvio, essendo per tutti l’obiettivo primario il “tornare a vivere” nella normalità. Anche se il programma del Blocco accentuava gli obbiettivi perequativi e “classisti”: insisteva sulla necessità di una riforma della finanza locale con una tassazione fortemente progressiva per reperire le risorse e rilanciare i servizi del Comune. Il primo dei quali doveva essere l’apertura di una farmacia comunale per la distribuzione diretta dei medicinai ai cittadini più poveri.Leggi tutto
Un primo intervento di regolarizzazione dell’area del Campaccio si ebbe nel 1839 con il prolungamento, oltre le mura castellane, di via del Giglio, poi ribattezzata via S. Carlo, al fine di creare un collegamento diretto con la nuova Strada Regia Pisana (l’attuale tratto di via Rosselli), e l’abbattimento di un ampio tratto delle mura orientali, compresa Porta Fiorentina. Prese forma così la prima grande piazza fuori la terra murata empolese.
Nel corso degli anni ’40 dell’Ottocento furono redatti dall’ingegnere circondariale Giovanni Veneziani ben due progetti destinati a riqualificare l’area, nel tentativo di conciliare la richiesta di decoro della nuova città borghese e le esigenze dettate dallo svolgimento di importanti mercati e fiere. Un primo progetto prevedeva la costruzione di una piazza con al centro una monumentale fonte coronata da un obelisco. Alcuni progetti successivi proponevano, invece, di realizzare un edificio con loggiato ‘da destinare all’uso del mercato’ lungo il lato orientale della piazza cui doveva accompagnarsi la creazione di appositi spazi per la compra-vendita di pollame e suini (W. Siemoni, L’immagine della città, in Empoli: città e territorio. Vedute e mappe dal ‘500 al’900, Empoli 1998, pp. 137-140). Questi interventi non vennero mai realizzati e il nuovo piazzale San Carlo, come fu denominato d’ora in avanti il Campaccio, continuò ad essere utilizzato per il ‘mercato del bestiame vaccino, suino, pecorino e cavallino’ (ivi, p. 138).Leggi tutto
ASFi, Catasto Generale Toscano, 1820, Empoli, sez. Najana, Bisarnella e Bocca d’Orme (part.) (fonte: Castore, Catasti storici toscani)
Qualcuno usa ancora far riferimento a piazza della Vittoria con il termine Campaccio. Con questo nome si identificava già nel Quattro-Cinquecento l’area fuori il centro storico di Empoli di fronte alla vecchia Porta Fiorentina dell’ultima cerchia muraria.
La denominazione di Campaccio rimanda chiaramente ad un campo incolto e sterrato. Le cinquecentesche carte dei Capitani di Parte lo raffigurano come un’area aperta con poche abitazioni sparse raccolte intorno alla piccola chiesa della Madonna di fuori, nucleo originario dell’attuale santuario della Madonna del Pozzo.Leggi tutto
Processione del Corpus Domini, 2° metà del XX secolo, ASCE, Archivio fotografico
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Nel corso dell’ultimo anno abbiamo ripercorso l’odonomastica cittadina riproponendo e ampliando le voci dello stradario storico proposto nel quarto volume dei «Quaderni d’archivio» dell’Associazione Amici dell’Archivio Storico di Empoli (vol. IV, 2014). Il repertorio si era limitato a censire le strade interne all’antico circuito murario empolese: un lavoro sicuramente non esaustivo data la quantità e la complessità delle fonti analizzate, destinato – già nelle intenzioni degli autori – ad essere ampliato con lo studio della toponomastica delle vie al di fuori del centro storico, delimitato dal perimetro delle mura castellane.
A partire da oggi vorremmo avviare un primo studio sui nomi delle strade dei quartieri di più recente edificazione che sono cresciuti intorno al nucleo storico dell’antica Empoli, nella speranza di veder accresciuto questo nostro repertorio toponomastico empolese anche con l’aiuto e i suggerimenti dei nostri lettori.Leggi tutto
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